Ancora una volta abbiamo assistito ad uno scandaloso teatrino in diretta su rete nazionale.

Da una parte il presidente della regione Puglia Michele Emiliano che con la sua falsa politica ambientalista rema verso la fantomatica decarbonizzazione, spacciandola come l'unica ancora di salvezza per i cittadini di Taranto; dall'altra il segretario nazionale della CGIL Maurizio Landini che sostiene un piano industriale (in realtà mai presentato da parte di AM INVESTCO) come se fosse la soluzione a tutti i problemi legati alla salute dei cittadini di Taranto e all'occupazione dei lavoratori ILVA.
Nessuno dei due però dice che gli operai dell'ILVA di Taranto ancora oggi operano in reparti dove è presente l'amianto.
Nessuno dei due dice che dal 2012
non è stato fatto alcun intervento di bonifica all'interno dello stabilimento e che i lavoratori ed i cittadini continuano inesorabilmente a subire i danni dell'inquinamento.
Riteniamo scandaloso questo modo di operare da parte di due rappresentanti istituzionali che si disinteressano del tutto della vita di chi in fabbrica ci lavora e di chi vive in una città ormai in ginocchio, sia da un punto di vista occupazionale che da un punto di vista sanitario, per colpa di questa industria che ormai produce solo veleno.
Ci chiediamo: come mai si permette di operare in reparti pieni di amianto?
Vi ricordiamo che è sempre lo stesso amianto che non è mai stato rimosso e che ha permesso a molti lavoratori di beneficiare della legge speciale.
Questo stesso
amianto ha subito il passaggio del tempo e oggi risulta deteriorato:
questo
significa che particelle fibrose vengono respirate ogni giorno dai lavoratori e dai cittadini.
Continuiamo a ribadire che l'unica soluzione per tutelare cittadini e lavoratori sia la chiusura di tutte le fonti inquinanti con il reimpiego di tutti i lavoratori diretti e indiretti tramite una legge speciale per la città di Taranto.

Taranto gennaio 2018
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