Il 2/12/17 si è riunita a Roma l’assemblea nazionale dei lavoratori e lavoratrici delle telecomunicazioni alla quale hanno partecipato delegazioni provenienti da diverse regioni, appartenenti a differenti aziende del settore, organizzazioni sindacali di base e autonome ma anche molti singoli e singole.

L’assemblea ha innanzitutto espresso la totale e incondizionata solidarietà al collega Tecnico Tim di Milano, ingiustamente licenziato nei giorni scorsi, dopo quasi due mesi di controlli e pedinamenti, supportandolo nel percorso che deciderà di intraprendere.
Nei confronti di questo licenziamento l’assemblea ha deciso di attivare tutti gli strumenti necessari per ottenere il suo reintegro e il sostegno economico alla sua vertenza legale.

L’assemblea ha giudicato negativamente l’Accordo Ponte per il Rinnovo del CCNL sottoscritto da ASSTEL e SLC/CGIL-UILCOM/UIL- FISTEL/CISL-UGL e che nelle prossime settimane verrà messo in discussione nelle assemblee di tutte le Aziende del settore.
Gli aspetti inaccettabili di tale accordo sono fondamentalmente tre:

• Un aumento salariale ridicolo (40 € lordi in 2 trancehs !) ottenuto con regole di calcolo penalizzanti (a cui sommiamo le riduzioni del PDR in TIM o l’uso spudorato di ammortizzatori sociali e la riduzione del salario nelle aziende di TLC che ha caratterizzato gli ultimi anni)

• l’introduzione da subito di nuovi criteri di valutazione della prestazione lavorativa che fanno pensare inevitabilmente al cottimo

• L’introduzione di una nuova voce in busta paga ERS – Elemento retributivo separato – non pensionabile che si prefigura come elemosina dal punto di vista economico e come un pericoloso precedente dove le imprese vorranno destinare parte del salario svuotando il CCNL

Riassumendo, l’obiettivo della controparte è realizzare un contratto minimale dove gli aumenti salariali vengono demandati alla trattativa aziendale e legati ai nuovi criteri di controllo della prestazione lavorativa individuale.
Visti i presupposti, la ripresa della trattativa sulla parte normativa potrebbe regalarci tristi sorprese a completamento del quadro.
 Per tali motivi l’assemblea si pone come obiettivo quello della costruzione di un movimento generale di opposizione al rinnovo contrattuale, all’introduzione del JOBS ACT e alla destrutturazione della struttura salariale attuale e per tanto si impegna a:
 • Favorire la bocciatura dell’Accordo di Programma in tutte le assemblee nazionali
• Indire mobilitazioni territoriali e nazionali in occasione della apertura delle trattative sul

Rinnovo contrattuale (fra CGIL-CISL-UIL e ASSTEL) previsto per aprile 2018 e che verranno definite con un prossimo incontro che si terrà a fine gennaio 2018

Roma 02/12/17

CLAT - COBAS - CUB – SNATER

 

 

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