flmuni cub   Si moltiplicano i casi di lavoratori licenziati per aver espresso pubblicamente opinioni critiche alle scelte delle proprie aziende, anche fuori dall'orario e dalle sedi di lavoro

La vicenda dei lavoratori della FCA di Pomigliano, licenziati per aver inscenato al di fuori del luogo e dell'orario di lavoro il suicidio di un Marchionne angustiato per i lavoratori che si sono tolti la vita dopo il licenziamento, proprio per la crudezza dei toni, mette drammaticamente in chiaro quanto sta accadendo nel nostro paese.
La storia forse non è nota a tutti e merita di essere brevemente descritta. A seguito di un’azione di schedatura dall’interno del movimento operaio pomiglianese, che seguiva decenni di reparti-confino, cassaintegrazioni prolungate e licenziamenti politici de facto, vi furono alcuni suicidi da parte di lavoratori, e proprio durante i funerali di una di essi, alcuni lavoratori inscenarono un finto e caricaturale suicidio di un manichino raffigurante l’ad Sergio Marchionne all’esterno dei cancelli di Pomigliano (che seguiva il suicidio reale dell’operaia Maria Baratto). IL 20 settembre vi sarà l’udienza d’appello, è chiaro che una decisione negativa avrà fortissime ripercussioni sul diritto dei lavoratori ad esprimere la propria opinione.
Qui non vengono giudicati 5 lavoratori licenziati, ma bensì si cerca di effettuare un colpo di spugna per cancellare definitivamente il pensiero che “contro il volere padronale si deve reagire con la lotta per rivendicare un diritto”.
Oggi siamo arrivati al capolinea dopo l’accordo sul testo unico che obbliga le OO.SS. firmatarie a rinunciare a rivendicazioni attraverso lo sciopero, oggi serve una sentenza politica che tolga definitivamente l’idea della lotta.
Ciò che è inaccettabile è che manifestare e denunciare ciò che ci opprime, possa diventare una ragione per buttarci fuori dalle fabbriche. Come è successo a Pomigliano, può succedere ovunque.
La solidarietà agli operai: Mimmo Mignano, Antonio Montella, Marco Cusano, Massimo Napolitano e Roberto Mancanti è necessaria come è necessaria la solidarietà con chi ogni giorno lotta contro ogni forma di repressione e in difesa dei diritti se vogliamo ancora difenderci come operai in modo indipendente, altrimenti è la paura, il mordersi la lingua, lo stare allineati e coperti ma così ci condanniamo ad una vita da schiavi senza speranza.
Ribellarci ai soprusi non è solo un diritto ma un DOVERE per tutti coloro che rivendicano la libertà la democrazia e i diritti.

Per la FLMUniti- Cub la conquista di una effettiva democrazia nei luoghi di lavoro è essenziale anche per il mantenimento della democrazia nella società civile è indispensabile informare e adoperarsi in difesa del diritto di opinione e di critica. Invitiamo tutte le associazioni, forze politiche e OO.SS. ad organizzare una grande manifestazione pubblica a Napoli alla vigilia dell’udienza del 20 settembre, una DUE GIORNI DI DIBATTITI E CONCERTI che hanno come primo obiettivo il ritiro dei licenziamenti, il diritto a manifestare, la democrazia nei luoghi di lavoro.

Luglio 2016

Coordinamento nazionale FLMUniti-CUB settore FCA Mirafiori, Cassino, Melfi, Pomigliano.

 

 

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