Luca Abbà, storico militante NO TAV, attivo nei movimenti sociali di questi anni, si trova da oggi in carcere per scontare un anno di reclusione. La pena si riferisce ad un episodio del 2009: lo sgombero di una casa occupata cui Luca, insieme ad altri, si oppose rimediando una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale.

Nonostante sia stato accusato di un reato minore, che ogni militante attivo nelle lotte sociali conosce per la facilità con cui ci viene appioppato, e una condanna relativamente lieve, il giudice non ha riconosciuto a Luca la possibilità di scontare la pena ai domiciliari e di fare il suo lavoro di agricoltore, nella sua terra, con l’incredibile motivazione di volerlo proteggere dal “concreto rischio di frequentazione di soggetti coinvolti in tale ideologia e di partecipazione alle conseguenti iniziative di protesta e dimostrazione, che a tutt’oggi divengono via via più frequenti, ”.
Evidentemente si tratta di una decisione vessatoria che intende ulteriormente punire una persona conosciuta per la determinazione con cui esercita il suo impegno nelle lotte. E’ altrettanto evidente che il carcere per Luca, a fronte dell’impunità di cui godono devastatori di territori e ambiente, loschi commercianti di persone, sfruttatori e profittatori di ogni genere, è un’offesa alla ragione e al diritto, consentita dall’attuale clima forcaiolo, ulteriormente alimentato con il varo dei cosiddetti decreti sicurezza uno e due.
A Luca, e a tutti i militanti sociali vittime della repressione va la nostra piena solidarietà e l’impegno a mobilitarci perché tutti e tutte tornino al più presto in libertà.

Un impegno che porteremo in ogni prossima battaglia cui parteciperemo, a partire dal 27 settembre (giornata di mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico), dal 10 ottobre (giornata nazionale di lotta contro gli sfratti) e dal 25 ottobre (sciopero nazionale CUB, SGB, SiCobas, USI-CIT)

Milano, 16 settembre 2019

Cub Nazionale 

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