per difendere la libertà di manifestare, circolare, protestare per poter contrastare una società dove conta il profitto a scapito della giustizia sociale, delle condizioni di lavoro e di vita!
Il Decreto "SICUREZZA”, approvato al Senato e in discussione alla Camera è un insieme di politiche razziste e repressive. Esse riguardano prima i migranti. Vengono limitati i permessi per motivi umanitari concessi finora in caso di emergenza umanitaria, a stranieri che ne facessero richiesta.


Aumentano le espulsioni per chi è in regime di asilo politico, aumentando i tipi di reato che, dopo una condanna in primo grado, portano all’espulsione immediata, in questo modo si cancella il principio di non colpevolezza fino al 3° grado di giudizio.
Si raddoppia il tempo di permanenza nei centri per il rimpatrio negli hot spot, negli uffici di frontiera, in strutture della polizia fino a 180 giorni: una sorta di carcere senza reato.
I piccoli centri che ospitano i migranti, sotto l’egida dei Comuni (Sprar), non potranno più accogliere i richiedenti asilo ma soltanto minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale.
Il decreto non dimentica chi lotta e prevede un inasprimento delle pene e delle sanzioni in caso di blocchi stradali e ferroviari e occupazione di case terreni, e fabbriche e posti di lavoro.
Il decreto:
con l’art 23: Reintroduce il reato di blocco stradale (compresa l’ostruzione o l’ingombro dei binari) oggi sanzionato solo con multa; a regime sarà punibile con pene da 1 a 6 anni di carcere più multa da 206 fino a 2.064 €.
Con l’art 30: Sanziona l’occupazione di case, aziende, terreni con la pena di reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da 103 a 1.032 €.

Il decreto estende anche l’uso del Taser (la pistola a impulsi elettrici) anche ai vigili urbani di città superiori ai 100.000 abitanti.
E’ chiaro l’intento di disarmare chi lotta e di limitare e colpire manifestazioni, cortei e presidi a fronte di conflitto sociale crescente, reso manifesto anche dallo sciopero del 26 ottobre.
La presa di vigore delle mobilitazioni rappresenta un incubo per chi ha imposto austerità, precarietà nel lavoro e nel reddito e si attrezzano per contrastare conflitto e rivendicazioni.
Gli incubi dei lavoratori sono altri e si chiamano: sicurezza di reddito, di welfare, di lavoro e sul lavoro; occorre ristabilire regole di convivenza democratica nel paese cancellando il decreto oscurantista che maschera politiche razziste e repressive con le vesti della sicurezza.
Sul diritto dei lavoratori e dei cittadini di manifestare, protestare e lottare per rivendicare propri diritti si misura la democrazia e il livello di libertà del paese!
Cub propone presidi alle Prefetture il 26 novembre per avviare una campagna di contrasto a provvedimenti contro migranti, immigrati, lavoratori, pensionati e ceti popolari che mirano a impedire anche con la reclusione il conflitto sociale crescente.

CUB - Confederazione Unitaria di Base

A ROMA 26 NOVEMBRE RAGRUPPAMENTO PIAZZA S.S APOSTOLI ORE 10,30/13,00

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