Non è l’immigrato il nemico dei lavoratori ma il capitale che guadagna denaro e potere sulla pelle di chi è sfruttato. La “pacchia” non è quella di rifugiati, richiedenti asilo e proletari immigrati ma di chi li sfrutta con salari di fame e in condizioni schiaviste, del governo Lega-Cinquestelle che cerca consenso a politiche liberiste e repressive seminando illusioni e divisioni tra i vari pezzi del proletariato.

 

 

Video dal Corteo Antirazzista di Milano, Viale Padova 

Video di Alfredo Comito 

 

 


Non esistono immigrati regolari o irregolari: esistono proletari che fuggono dalle guerre, dalla miseria e dalla sete di profitto dei governi imperialisti, rischiando la vita nei campi di concentramento libici, nel Mediterraneo e poi nei cosiddetti “centri di accoglienza o di rimpatrio” destinati alla miseria o allo sfruttamento nei luoghi di lavoro.
Costruiamo l’unità degli sfruttati per dire NO:
1. Al razzismo e alla violenza contro i migranti: Sacko, fucilato mentre raccoglieva lamiere in una fabbrica dismessa; Idi Dyene ucciso a sangue freddo a Firenze, tentata strage razzista a Macerata.
2. Alla chiusura delle frontiere e dei porti Italiani, metodo infame di propaganda e di speculazione politico-economica sulle vite degli sfruttati.
3. Alla repressione esercitata contro Moustafa, condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione a Piacenza per aver resistito alle cariche della polizia durante un corteo antirazzista e contro il coordinatore nazionale del SI Cobas accusato di estorsione a dimostrazione che gli attacchi ai proletari e a chi lotta sono espressione di sistema.
4. All’attacco al diritto di sciopero, l’arma più importante in mano alla classe operaia per opporsi nell’immediato allo sfruttamento.
5. Alla repressione del diritto a una casa: ancora nei giorni scorsi uno schieramento di mezzi militari mai visto e centinaia di uomini per sgomberare 12 nuclei familiari inermi con 8 bambini da via Palmanova da appartamenti lasciati da decenni nell'abbandono che avevano occupato.
Le lotte, nella logistica e non solo, dimostrano che i lavoratori immigrati, uniti agli italiani nella lotta, possono alzare i salari e migliorare le condizioni di lavoro, opponendosi alle svendite di CGIL, CISL e UIL; indicano inoltre la necessità di una risposta generale ai padroni che impongono condizioni di lavoro e di vita sempre peggiori.
Per queste ragioni, anche in continuità coi due scioperi nazionali precedenti, riaffermiamo oggi, e con lo sciopero generale in autunno, la nostra piattaforma di lotta:
• riduzione dell'orario con forti aumenti di salari e pensioni; salario medio garantito ai disoccupati.
• pensione a 60 anni o 35 anni di contributi, welfare universale e pubblico
• parità di diritti italiani-immigrati, no a permesso di soggiorno legato al rapporto di lavoro (Bossi-Fini); regolarizzazione e degli immigrati presenti in Italia e cittadinanza per chi vi nasce.
• abolizione del Jobs Act e di tutte le forme di lavoro precario;
• diritto alla casa contro affitti e mutui usurai, no a sfratti e sgomberi contro chi occupa per bisogno;
• unità dei lavoratori di tutti i paesi, a partire da quelli europei, per contrastare le politiche dei rispettivi governi che producono: la guerra interna, per imporre sempre più sfruttamento, e imperialista verso l’esterno. No alle spese militari!

Manifestazione sabato 7 luglio Milano P.le Loreto ore 17,00

 


CUB, SI Cobas, USI CSA Vittoria, Ci Siamo, Pagine Marxiste.

  Volantino manifestazione sabato 7 LUGLIO Nilano.pdf

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