Primo Congresso Nazionale CUB Pubblico Impiego

SALARIO – REDDITO - LAVORO STABILE E DIGNITA’ -  I lavoratori e le lavoratrici della Pubblica Amministrazione a Congresso per un forte e vero sindacato di base.
La CUB Pubblico Impiego nasce a Settembre del 2011 a seguito della sciagurata decisione di Rdb di uscire dalla Cub separando i lavoratori del Pubblico Impiego da quelli del privato.
Non possiamo di conseguenza tenere il I° congresso nazionale senza affrontare le condizioni che ci hanno portato ad organizzare i lavoratori del pubblico impiego a partire dalla rottura che si è determinata dentro la CUB con la fuoriuscita dell’allora RDB.


La rottura e fuoriuscita determinata da RDB che organizzava prevalentemente il pubblico impiego dentro la CUB , fece si che una serie di compagni, delegati e lavoratori che non aderirono al canto delle sirene, si posero il problema di come dotare la confederazione di uno strumento capace di intercettare e dirigere quel mare immenso di lavoratori che avevano tolto la delega di rappresentanza a cgil cisl uil e non solo .

Certo una impresa non facile sia per la scarsa agibilità sindacale nei posti di lavoro sia per le poche risorse messe a disposizione (tutte le risorse confederali sono state materialmente occupate e gestite da RDB ) ma , nonostante questo, la capacità di aggregare lavoratori al progetto della CUB P.I.  ha cominciato a marciare, dapprima sul piano locale e nell’arco di qualche anno ha tessuto una serie di rapporti con tutte le categorie che fanno parte del pubblico impiego tale da avere una buona diffusione sul piano nazionale dotandosi di un gruppo di lavoro permanente che indirizzava e suggeriva campagne nazionali .

La fase delle elezioni RSU nel pubblico impiego ha lanciato ufficialmente la Cub P.I. e ha dimostrato che esiste uno spazio di rappresentanza possibile, di consistenti masse di lavoratori con enormi problemi, sia sulle parti stipendiali (non si rinnovano i contratti da oltre 6 anni ) che sul piano normativo, ( vedi il crescente dilagare del mansionismo il tutto con lavoratori che hanno una età media che si aggira attorno ai 51 anni.
Nonostante tutto, siamo cresciuti, acquisito esperienze e compagni capaci di progettare un sindacato di base nel pubblico impiego in linea con le finalità della nostra confederazione . 


 Cub P.I. organizza i lavoratori degli enti pubblici (Stato, Enti locali, Parastato, Aziende Municipalizzate, ecc.).
A gennaio 2014 Cub P.I. è presente con proprie strutture in 18 province; Palermo, Varese, Vicenza sono quelle con presenza più consistente.


Situazione del P.I.
Ci prepariamo ad affrontare questo primo congresso per accelerare il percorso di rafforzamento della CUB Pubblico Impiego.
Per lo sviluppo della Cub P.I. è essenziale il rapporto con la Confederazione, per affrontare le sfide a carattere generale e per superare le difficoltà della fase attuale nel comparto.
L’uniformità di molte delle problematiche da affrontare deve spingerci al maggior coordinamento possibile, tra Cub Pubblico Impiego, Cub Sanità, e Cub Scuola/ Università.

Il rapporto con le politiche rivendicative della Cub è fondamentale perché realizza l’unità tra lavoratori del pubblico e del privato, caratteristica che solo la Cub è in grado di assicurare, e perché propone un terreno comune di mobilitazione e di lotta nell’azione di contrasto alle politiche liberiste attuate dai governi che hanno determinato e determinano la perdita di tutele e dei diritti fondamentali quali: lavoro, salario, reddito, salute, all’istruzione, all’abitare ecc.

La piattaforma rivendicativa della Cub riassume in modo efficace il terreno che unisce lavoratori, dei diversi settori del lavoro dipendente:
1 Occupazione: riduzione settimanale dell’orario di lavoro di 4 ore, a parità di salario, per un lavoro stabile e tutelato, investimenti per la bonifica dall’amianto, dei siti inquinati, la messa in sicurezza del territorio, il risparmio energetico e le energie alternative,.
2 Uguaglianza per i lavoratori migranti per evitare che l’assenza di tutela per loro determini, come sta avvenendo, la perdita di diritti per tutti.
3 Sostegno al reddito: 1.000 euro mese per disoccupati, pensionati; esenzione dal pagamento di tickets, gratuità per luce, gas, trasporto pubblico, tel. e tasse scolastiche .
4 Abolire i tickets sulla sanità; garantire a tutti il diritto alla salute e alla cura.
5 Diritto all’abitare: forte campagna contro gli sfratti, garantire il passaggio da casa a casa per gli sfrattati , contro il caro affitti e la precarietà abitativa.
6 Trasporto Pubblico Locale: no alla privatizzazione, servizio pubblico universale a carico della fiscalità generale.
7 Non pagare per 2 anni gli interessi sul debito pubblico per rendere disponibili 170 m.di di euro per l’occupazione e il reddito,
8 No al fiscal compact (patto di bilancio europeo), al finanziamento pubblico alle banche e ai monopoli; abolizione delle spese militari, lotta all’evasione fiscale e contributiva


La democrazia nei luoghi di lavoro, la Rappresentanza.
L’intesa tra cgil-cisl-uil e Confindustria del 10 gennaio 2014 tenta di risolvere la forte crisi di credibilità e di effettiva rappresentanza di quei sindacati rafforzandone il monopolio.
L’intesa attenta ai diritti che hanno a che fare con la libertà sindacale nei luoghi di lavoro.
Cub chiama alla mobilitazione per contrastarne l’applicazione con scelte alternative per praticare quei diritti fondanti una democrazia.
Non possono essere quattro compari a decidere; su questa materia è indispensabile inoltre che si attivi un percorso legislativo che salvaguardi i seguenti principi:
1 I diritti individuali o di gruppo devono essere indisponibili anche per la maggioranza dei lavoratori, (es. collocazione in cassa/licenziamenti di un gruppo di lavoratori, il trattamento da riservare ai turnisti ecc),

2 L’agibilità nei luoghi di lavoro deve essere garantita ai lavoratori e a tutte le organizzazioni sindacali per una effettiva libertà sindacale, assicurando il diritto di sciopero, di riunione, di organizzazione, l’adesione con trattenute sul salario e prevedendo la verifica periodica delle adesioni dei pensionati.

3 Garantire ai lavoratori la decisione sulle questioni sindacali, attivazione della procedura per le elezioni Rsu e delle Rls , abolizione dell’obbligo della raccolta di firme per la presentazione delle liste Rsu; elezione da parte dei lavoratori della delegazione trattante ecc.).

4 Misurazione della rappresentatività a partire dal livello aziendale, a quello provinciale, regionale e nazionale.

I lavoratori del P.I. si trovano ad affrontare diverse specifiche sfide:
La difficoltà a poter trattare a livello locale a causa della legislazione nazionale.
Le difficoltà scaturenti dalla 146 che spesso rendono quasi impossibile esercitare il diritto di sciopero, spingendo risolvere i contenziosi nelle aule dei tribunali piuttosto che con la protesta organizzata e con la lotta.
Le difficoltà legate alla rappresentanza, così come strutturata attualmente e con le modifiche a seguito dell’accordo di gennaio 2014, che di fatto limitano le attività delle organizzazioni di base e delle RSU.

Diventa quindi essenziale che la CUB PI cresca per conseguire la forza, in ambito locale e nazionale, necessaria ad affrontare e risolvere i problemi dei lavoratori.
Per questo il congresso dovrà individuare un assetto organizzativo funzionale a sostenere lo sviluppo delle organizzazioni Cub P.I.

Situazione della P.A.
Non si può non partire dai dati attuali della P.A. che comprendono la funzione che essa svolge, gli organici che ha e il suo funzionamento, in una fase politico economica di profonda trasformazione e di inevitabile incertezza.
Proviamo a partire dai diritti fondamentali dei lavoratori e dal ruolo che il settore pubblico deve rivestire per garantire al meglio tali diritti.

Non c’è nessuna ricetta utile se non si parte dalle esigenze di una più equa distribuzione della ricchezza prodotta ed un accesso al lavoro che sia stabile e continuativo, passando attraverso l’abolizione di tutti quei contratti atipici a cui ha attinto a piene mani anche la pubblica amministrazione co di creare un conflitto intergenerazionale mettendo lavoratori contro lavoratori, i precari contro i garantiti.

L’arretramento subito dai dipendenti pubblici, non è frutto di casualità , ma di un progetto teso a rendere i servizi che eroghiamo sempre più di bassa qualità tanto da far credere agli utenti che siamo addirittura improduttivi e aizzare la canea dei malcontenti per continuare nei progetti di privatizzazioni/esternalizzazioni tanto cari sia a Confindustria sia alle cooperative sociali allo scopo di pagare sempre meno i lavoratori che sostanzialmente svolgono gli stessi servizi di quelli pubblici.

Questi interventi cominciano ora ad esplicare i loro effetti devastanti e ad essere chiari a tutti i lavoratori che ne pagano sempre più le conseguenze con:
amplificazione smisurata dei poteri della dirigenza, soprattutto in materia di organizzazione del lavoro (orari, flessibilità, mansioni, etc.);
intensificazione dell’uso delle sanzioni disciplinari;
utilizzo del “mantra” della meritocrazia per inoculare divisioni e conflittualità tra lavoratori;
riduzione del potere di contrattazione

Appare evidente a tutti che l’attacco portato da più fronti ai lavoratori in primis e alla funzione che svolge la PA all’interno dello stato sociale impoverisce tutto il paese.
Il ridimensionamento della P.A. assieme al taglio della spesa pubblica rappresenta una delle linee portanti delle direttive della finanza internazionale per il tramite della Troika (UE, FMI e BCE).

E’ con le decisioni di oggi che possiamo determinare il nostro futuro individuando i punti centrali della nostra mobilitazione:

L’occupazione: l’obiettivo è quello di ridurre l’innalzamento dell’età dei dipendenti con consistenti assunzioni di giovani attualmente precari o in attività esternalizzate.
Riaprendo i bandi di concorso pubblico per riadeguare gli organici, contrastando il progetto del governo di tagliare ulteriormente l’occupazione, per consentire alla P.a. di rispondere alle esigenze dei lavoratori, dei pensionati , dei cittadini.

Il salario: il congresso della CUB P.I. ha anche l’obbiettivo di assumere come prioritaria la questione dell’aumento delle retribuzioni adeguandole all’aumento del costo della vita degli ultimi 10 anni e alla dignità della funzione che svolge il dipendente pubblico.
La meritocrazia è stata lo specchietto per le allodole e uno strumento per dividere i lavoratori, renderli più deboli con i premi che sempre vengono erogati con criteri discrezionali.

Sette anni senza il rinnovo del contratto del Pubblico Impiego sono il frutto delle politiche concertative e del ruolo assunto dai sindacati tradizionali.
Al mancato rinnovo si aggiunge il taglio del 10% degli straordinari, la dilazione da un minimo di 6 (sei) mesi fino a due anni del pagamento del TFS/TFR ai lavoratori in uscita.
Il blocco dei contratti nel biennio 2013–2014 dovrebbe aver garantito “risparmi” per circa cinque miliardi.
Come al solito sono i dipendenti del pubblico impiego a pagare un prezzo altissimo. a cui si aggiunge che ha allungato l’età pensionabile.

Rilanciare la previdenza pubblica: bisogna rilanciare la lotta contro la distruzione della previdenza pubblica; le leggi che hanno portato all’innalzamento dell’età pensionabile, ultima la Fornero, e l’abbassamento degli importi delle pensioni (sistema contributivo) sono state imposte senza che le principali organizzazioni sindacali abbiano opposto una resistenza. Le uniche pensioni salvaguardate sono state le pensioni più alte ( Corte Costituzionale sui tetti alle pensioni d’oro).

 Anche la riunificazione degli Istituti previdenziali è funzionale alla distruzione della previdenza pubblica : si trasforma il bilancio dell’INPS da positivo a negativo per di più potendo addossare la colpa ai pubblici dipendenti.
Ovviamente nessuno dice che il problema sta non nel diritto dei dipendenti pubblici ad avere la pensione per cui pagano le trattenute, ma nello Stato, primo evasore contributivo, che non versa i contributi per i propri dipendenti.

La salute dei lavoratori e quella pubblica: le strutture di vigilanza
Le strutture pubbliche di controllo rimangono per lo più estranee all’attività di vigilanza e prevenzione, chi conosce il funzionamento, i compiti e le reali attività dello SPreSAL? (Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), i suoi contradditori e talvolta contrastanti rapporti con i servizi ispettivi del ministero del lavoro.

Continuano le morti sul lavoro, gli infortuni sul lavoro paiono essere diminuiti, in realtà:
a) l'Inail tende a ridurre sempre più gli infortuni e a derubricarli a semplice malattia;
b) i precari sono indotti a mettersi in malattia
Occorre compiere un grande sforzo per coinvolgere i lavoratori di tali strutture, sulle quali il potere esercita un forte condizionamento di passività e di acquiescenza; dobbiamo operare come Cub P.I. per una forte valorizzazione del compito sociale di tali lavoratori, sollecitando le loro competenze in tutte le situazioni di vertenzialità.

 La Cub e la salute: fin dalle sue origini la CUB ha dato un’importanza primaria alla difesa della salute dei lavoratori sostenendo che la tutela della salute dentro i luoghi di lavoro è inscindibile, spesso coincide con la tutela dell’ambiente esterno.

La CUB è parte civile contro la multinazionale belgo-svizzera, nel processo per i morti (tra i lavoratori e tra la popolazione locale) causati dall’amianto dall’Eternit di Casale Monferrato, alla Montedison di Marghera e di Manfredonia, e nel processo per la strage della Thyssen Krupp solo per citare alcuni casi.

Fermare il declino
Fermare il declino delle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici del P.I. è possibile riorganizzando nella Cub le categorie dal basso, contribuendo a creare un nuovo e esteso gruppo dirigente che, attingendo dalle esperienze del passato, vada oltre il mero corporativismo in difesa dei propri interessi, al fine di unire i lavoratori a difesa di interessi comuni e generali che hanno da sempre caratterizzato la classe lavoratrice.

La demonizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici del P.I. potrà finire solo quando daremo prova di essere ritornati classe e soggetto conflittuale capace di saper difendere con i fatti lo Stato Sociale.

Rivendichiamo la funzione che svolgiamo in tutto il Paese, riprendiamo a praticare il conflitto, lavoriamo nella prospettiva, non certo semplice ed immediata, di ricostruire un sindacato di classe, unica condizione capace di invertire la tendenza che vede il dispiegamento di una forsennata lotta di classe “dall’alto verso il basso” da parte del Capitale e ridare prospettive di liberazione alla classe lavoratrice.

Finito di stampare il 15 aprile 2014


1° congresso nazionale CUB P.I.

Partecipano congresso nazionale Cub P.I. un delegato ogni 40 iscritti (o frazione superiore a 20) ogni provincia.
I delegati sono eletti nell’ambito dei congressi provinciali.
Per la formazione della delegazione provinciale al congresso nazionale del P.I. è opportuno privilegiare la presenza delle RSU, delle realtà con più iscritti, e, se possibile, le diverse categorie del P.I.
I congressi provinciali della Cub P.I. devono essere svolti nel periodo dal 15 aprile al 30 giugno 2014; i documenti dei congressi provinciali con relative osservazioni, proposte ed indicazione dei partecipanti, vanno trasmessi entro il 12 luglio 2014 alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
È necessario che tutte le realtà provinciali forniscano, entro il 12 maggio, il dettaglio delle situazioni aderenti alla Cub pubblico impiego (Rsu, settori di appartenenza, numero adesioni, riferimenti dei delegati o attivisti per ogni singola realtà).
I dati vanno inviati all’indirizzo mail sopra riportato.
Ricordiamo che, in assenza di questi dati, non sarà possibile la partecipazione al Congresso Nazionale Cub P.I. Il primo congresso nazionale della CUB P.I. si terrà sabato 20 settembre 2014 a Milano con orario e luogo da precisare in seguito.

 

Confederazione Unitaria di Base
Sede Nazionale: Milano: V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 fax 02/70602409
ww.cub.it  e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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