LOGO UNIONE GENERALE DEI LAVORATORI TUNISINI (UGTT)22° CONGRESSO DELL’UNIONE GENERALE DEI LAVORATORI TUNISINI (UGTT) ”O popolo ti ammiro”: con il famoso slogan del leader Farhat Hached, fondatore della UGTT nel 1946, si è aperto il 22° Congresso dell'Unione Generale dei Lavoratori Tunisini (UGTT) che ha riunito a Tabarka, dal 25 al 28 dicembre 2011, 515 delegati sindacali  da tutta la Tunisia.


LOGO UNIONE GENERALE DEI LAVORATORI TUNISINI (UGTT)

22° CONGRESSO DELL’UNIONE GENERALE DEI LAVORATORI TUNISINI (UGTT)

”O popolo ti ammiro”: con il famoso slogan del leader Farhat Hached, fondatore della UGTT nel 1946, si è aperto il 22° Congresso dell'Unione Generale dei Lavoratori Tunisini (UGTT) che ha riunito a Tabarka, dal 25 al 28 dicembre 2011, 515 delegati sindacali  da tutta la Tunisia.

Dopo aver giocato un ruolo fondamentale nella lotta per l’indipendenza dal colonialismo francese, l’UGTT ha oscillato periodicamente tra l’acquiescenza al potere (rappresentato dalla dittatura di Bourghiba prima e di Ben Ali dopo) e la ribellione, pagata spesso con il carcere o la vita, di tanti suoi attivisti e dirigenti locali, membri di partiti laici e comunisti costretti alla clandestinità.
Questa ambivalenza si è ripresentata anche l’anno scorso quando, dopo una prima fase di incertezza, l’UGTT si è unita alle manifestazioni sotto la spinta dei suoi quadri di base e di alcune delle sue federazioni (sanità, insegnanti...), mentre la dirigenza scontava i suoi legami col partito di regime.
Per questi motivi il congresso dell’UGTT rappresenta una tappa importante non solo per il movimento sindacale: il futuro della democrazia in Tunisia dipenderà infatti dal ruolo che giocheranno le lotte sociali e dei lavoratori e quindi diventa fondamentale un rinnovamento del principale sindacato tunisino, in modo che venga cancellato ogni legame col vecchio regime.

Rielezione limitata dei membri del vecchio Ufficio Esecutivo.
Hassine Abbassi diventa il nuovo Segretario Generale.
Il Congresso si è svolto a porte chiuse, senza la presenza di delegazioni di sindacati e organizzazioni internazionali; la CUB ha però potuto contare sulla partecipazione di un suo membro tunisino in modo da rafforzare i legami e aprire la strada a collaborazioni tra i sindacati dei due paesi mediterranei.
Prima di passare all’elezione dei 13 membri del nuovo Ufficio Esecutivo e del nuovo Segretario Generale c’è stato un ampio dibattito sul ruolo dell’UGTT negli ultimi anni. L’assemblea dei delegati ha chiesto che il vecchio gruppo dirigente facesse autocritica riguardo agli appoggi dati al regime di Ben Ali ed esprimesse le sue scuse ufficiali alle migliaia di lavoratori che sono stati repressi dal regime.
Il sottosegretario e portavoce ufficiale del 22° congresso dell’UGTT, Abid Briki, ha dichiarato che la direzione uscente era unanime nel riconoscere le insufficienze del suo mandato. E soprattutto di aver sbagliato a sostenere la candidatura di Ben Ali nel 2004 e nel 2009. Al contrario, il Segretario Generale Abdeslam Jradne ha rifiutato qualsiasi autocritica scrivendo un comunicato nel quale denunciava un attacco vile e infondato contro la vecchia dirigenza. Nessun sindacalista tunisino però potrà mai dimenticare i colloqui riservati che lui tenne il del 13 gennaio 2011 (durante la rivoluzione con il dittatore.
Nei mesi dopo la caduta di Ben Ali c’è stata una battaglia interna al sindacato per arrivare al congresso con l’obiettivo di un rinnovamento radicale della dirigenza. Obiettivo in buona parte raggiunto, anche se non del tutto.
Più precisamente, la corrente di sinistra dell’UGTT ha dovuto lottare per costringere l’Ufficio Esecutivo in carica a  rispettare l’articolo 10 dello Statuto che impedisce di rivestire più di due mandati. La battaglia è servita e l’articolo 10 dello statuto è stato rispettato rigorosamente, di conseguenza solo 4 membri del vecchio Ufficio Esecutivo hanno potuto ripresentarsi e tre sono stati rieletti: Hassine Abbassi, Mouldi Jendoubi et Belgacem Ayari. Si è avuto quindi un rinnovamento della dirigenza del 70%.
L’Ufficio Esecutivo (con mandato quinquennale) è composto da 13 membri. La gran parte dei nuovi eletti proviene dalla categoria dell’insegnamento primario e secondario, considerata la corrente di sinistra dell’UGTT, al centro della lotta delle miniere di Redeyef nel 2008 e degli scioperi e manifestazioni durante la rivoluzione del 2011. La presenza nel Congresso della corrente islamista, vicina al partito Ennahdha vincitore alle ultime elezioni, è stata stimata in circa 60/70 delegati su 515.
Il nuovo Comitato Esecutivo ha poi eletto Hassine Abbassi nuovo Segretario Generale. Sindacalista di lungo corso, dirigente del sindacato nazionale del personale ausiliario della scuola, fa parte dell’Ufficio Esecutivo dal 2006, quindi non rappresenta una vera discontinuità rispetto alla dirigenza di Jradne.
Nonostante la grave assenza di donne nella direzione centrale (nessuna è stata eletta nell’Ufficio Esecutivo nonostante le donne rappresentino il 47% dei membri dell’UGTT), si può dire che i militanti che hanno partecipato alle lotte per rovesciare la dittatura hanno preso ampiamente le redini del principale sindacato tunisino.

Composizione, voti e mandati del nuovo Comitato Esecutivo:
Nome – Provenienza – Voti - Delega
Hassine Abbassi Comitato Esecutivo (uscente) 332 Segretario Generale
Anouar Ben Gaddour Federazione Scuola Superiore 307 Centro Studi e Documentazione
Kamel Saâd Federazione Turismo 296 Pubblico Impiego ed Imprese Pubbliche
Bouali M’barki Regionale Ben Arous 287 Amministrazione e Finanze
Sami Tahri Sindacato Scuola Secondaria 263 Informazione, Comunicazione, Pubblicazioni
Belgacem Ayari Comitato Esecutivo (uscente) 266 Settore privato
Mohamed M’salemi Regionale Ben Arous 265 Formazione sindacale e cultura operaia
Abdelkrim Jrad Regionale Sfax 264 Salute e Sicurezza
Mouldi Jendoubi Comitato Esecutivo (uscente) 263 Dipartimento Legale
Hfaïedh Hfaïedh Sindacato Scuola Primaria 255 Relazioni pubbliche
Samir Cheffi Regionale Sfax 245 Donne, Giovani, Associazionismo
Noureddine Tabboubi Regionale Tunisi 224 Regolamento Interno (Organizzazione)
Kacem Afaya Federazione Sanità 224 Relazioni con Paesi Arabi, Internazionale, Migranti

LA SITUAZIONE ECONOMICA IN TUNISIA:

A quasi un anno dalla cacciata di Ben Ali, il paese rimane in uno stato di perenne sommovimento: le elezioni del 23 ottobre hanno decretato la vittoria schiacciante del partito islamico Ennada e molti sono i dubbi e le preoccupazioni circa la direzione verso cui andrà la nuova democrazia tunisina. Mentre si tirava per le lunghe la formazione del nuovo governo incaricato della stesura della Costituzione, la situazione economica si è aggravata. La disoccupazione tra i giovani continua ad essere altissima (i diplomati disoccupati sfiorano il 50%) e questo in parte spiega anche le oltre 24mila partenza di giovani tunisini verso le coste italiane, in cerca di un’opportunità di vita e di lavoro.
L’importante industria del turismo è ferma e il ritiro di molte imprese e investimenti stranieri stanno causando ulteriori perdite di posti di lavoro. Il paese è attraversato da molte lotte. Nel bacino minerario di Gafsa, città del sud-ovest famosa per gli scioperi del 2008, i quattro stabilimenti della Compagnia generale dei fosfati (Cgp) stanno ristrutturando e licenziando. I minatori sono in rivolta. Ma ci sono scioperi anche al porto di Gabes, il più grande del sud, che causano penuria di bombole a gas in tutto il paese, scioperi alla Tunis Air, e sit-in dappertutto.
A metà dicembre c’è stata la dura protesta degli operai (2200 addetti) dello stabilimento giapponese Yazaki di Om Larayes, sempre a sud, e per rappresaglia lo stabilimento è stato chiuso denunciando perdite ingenti e l’imPossibilità à di soddisfare le commesse.
E’ in questo clima, in cui la quasi totalità degli scioperi sono spontanei non annunciati, e spesso non appoggiati dall’UGTT che si apre la nuova stagione del principale sindacato post- Ben Ali.
La Confederazione Unitaria di Base CUB fa i migliori auguri ai compagni e ai lavoratori tunisini.

CUB Immigrazione
CUB INTERNAZIONALE

 

 

 

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