“DALL’ITALIA  ALL’EUROPA I MIGRANTI RIVENDICANO DIRITTI” - Convegno Internazionale organizzato dalla CUB con la partecipazione della RETE DEI SINDACATI EUROPEI ALTERNATIVI E DI BASE - SABATO 30 GIUGNO 2012 ore 9,30 ALLA PALAZZINA LIBERTY (Giardini Largo Marinai d’Italia) A MILANO <Aussi disponible en français> "Migrants aux droits EUROPE, selon l'Italie" - Conférence internationale organisée da CUB. <<galleria fotografica>>

 
Sabato 30 giugno nel corso del convegno sulle politiche dell’immigrazione in Europa è stato stipulato il patto Federativo tra il Comitato Immigrati in Italia e la Cub. <<Patto federativo tra Cub e Comitato Immigrati in Italia per l’ integrazione delle due organizzazioni, l’unificazione delle lotte e dei servizi>>

STAMPA IL PATTO FEDERATIVO FIRMATO

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Come arrivare in Largo Marinai d'Italia .pdf

Notizie sul parco Vittorio Formentano .zip

Come arrivare: in tram con le linee 12 e 27; in bus con le linee 45, 60, 62, 66 e 73; in filobus con la linea 92; con il passante ferroviario (Porta Vittoria).

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************************************************************* Come raggiungere il convegno Europeo promosso dalla CUB in largo marinai d'Italia

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  “DALL’ITALIA  ALL’EUROPA I MIGRANTI RIVENDICANO DIRITTI”
CONVEGNO INTERNAZIONALE ORGANIZZATO DALLA CUB
con la partecipazione della
RETE DEI SINDACATI EUROPEI ALTERNATIVI E DI BASE

SABATO 30 GIUGNO 2012 ore 9,30
ALLA PALAZZINA LIBERTY (Giardini Largo Marinai d’Italia) A MILANO


Il convegno ha lo scopo di riunire le comunità straniere presenti in Italia e negli altri paesi dell’Unione Europea - in particolare con contributi da Spagna, Francia, Svizzera e Germania - per discutere delle principali questioni in materia di immigrazione: permesso di soggiorno, diritti di cittadinanza, CIE, diritto d’asilo, politiche di respingimento europee.
E’ infatti solo a partire dalla condivisione delle esperienze e delle lotte che si possono trovare rivendicazioni comuni da avanzare in modo coordinato anche a livello europeo, per contrastare lo sfruttamento del lavoro migrante, la discriminazione dei diritti e il crescente populismo che, con la crisi, accentua le tendenze razziste delle destre europee.

L’Unione Europea continua ad essere meta di flussi migratori (si calcola che il 10% della sua popolazione è straniera) dovuti alla fuga dalle guerre, così come dal desiderio di condizioni di vita migliori. In molti casi questi uomini e queste donne trovano la Possibilità à di lavorare e di costruirsi una nuova vita, e a sua volta l’Europa trova nuova linfa per il suo sistema produttivo e contributivo in difficoltà per il progressivo invecchiamento della popolazione.

L’immigrazione risponde quindi alle esigenze produttive dei paesi di insediamento; tuttavia è stata gestita negli ultimi dieci anni con politiche di emergenza che hanno militarizzato le frontiere, imponendo restrizioni, violenze, campi di detenzione, permessi di soggiorno legati al lavoro.
In Italia, il 20% della ricchezza nazionale (Pil) proviene dall’economia sommersa; il lavoro nero rappresenta il 12% della forza lavoro e buona parte di questo è costituito da manodopera immigrata, spesso senza permesso di soggiorno e quindi costretta ad accettare qualsiasi condizione di lavoro e di salario. L’anno scorso, su mezzo milioni di clandestini, i reimpatri sono stati circa 20mila.
Questo significa
1) che è impossibile reprimere il fenomeno migratorio
2) che le imprese fanno ampio uso di questa manodopera “clandestina”.

In Italia, come in tutti i paesi europei, la produzione giuridica della clandestinità (ovvero l’invenzione del reato o della contravvenzione di essere sprovvisti di un titolo di soggiorno) è servita per assicurare la presenza di lavoratori senza diritti e perciò ricattabili.
Lo sfruttamento dei migranti (sia clandestini, che regolari “a tempo”) si ripercuote su tutti gli altri lavoratori perché li mette in competizione con chi è costretto ad accettare condizioni di lavoro e di salario peggiori. Da qui bisogna partire per costruire un’azione coordinata tra lavoratori immigrati e autoctoni. Occorre smascherare con più decisione i discorsi delle destre, che individuano nei lavoratori immigrati una delle principali cause delll’impoverimento, della disoccupazione e dell’arretramento delle condizioni di lavoro e di vita nei paesi europei. La crisi, al contrario,  è strettamente connessa alle dinamiche del capitalismo, alla sua deriva finanziaria e alla feroce polarizzazione della redistribuzione della ricchezza.

Le normative europee sull’immigrazione,  la militarizzazione delle frontiere, i campi di detenzione e i respingimenti, che partono da Bruxell per incarnarsi in modi più o meno duri nei vari paesi, hanno reso l’Europa una fortezza: occorre rimettere al centro i diritti, le persone, il lavoro.

Al convegno, organizzato dalla CUB insieme alla Rete Europea dei Sindacati Alternativi e di Base di cui fa parte, sono invitati il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano, le comunità migranti , le associazioni e organizzazioni che si occupano di migrazioni, i sindacati di base tedeschi, francesi, spagnoli, svizzeri e greci con i loro militanti migranti.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

MATTINA:
-    saluto delle istituzioni
-    introduzione ai lavori della CUB Immigrazione – CUB Internazionale
-    intervento sulle normative europee
-    interventi sulle lotte dei sans papier (da parte di attivisti dei sindacati di base europei e/o associazioni migranti)
-    interventi sul diritto d’asilo
-    interventi da parte di attivisti europei, migranti dei sindacati di base o associazioni

PRANZO ETNICO

POMERIGGIO:
-    intervento su Fortezza Europa (frontiere, respingimenti)
-    intervento sui CIE
-    interventi da parte di attivisti dei sindacati di base europei e/o associazioni migranti

INTERVENTI ANIMATI DI UNA COMPAGNIA SENEGALESE

TAVOLA ROTONDA
Bilancio della giornata. Stesura di una proposta di documento conclusivo con un programma di massima per le campagne da portare avanti in modo coordinato a livello internazionale.



CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE – CUB
Milano: V.le Lombardia 20 –tel. +39-02-70631804 fax +39-02-70602409
www.cub.it – www.cubvideo.it - e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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PRENDRE LA ROUE DANS. Zip

DE L'ITALIE À L'EUROPE
LES MIGRANTS REVENDIQUENT DES DROITS
COLLOQUE INTERNATIONAL ORGANISÉ PAR LA CUB
avec la participation du
RÉSEAU DES SYNDICATS EUROPÉENS ALTERNATIFS ET DE BASE

SAMEDI 30 JUIN 2012
MILAN - PALAZZINA LIBERTY
(Giardini Largo Marinai d’Italia)


Le colloque a pour but de réunir les communautés étrangéres résidentes en Italie et dans les autres pays de l'Union Européenne - en particulier avec la participation des pays suivants: Espagne, France, Suisse et Allemagne - pour discuter des principaux problèmes en matière d'immigration: carte de séjour, droits civiques, CIE (Centres d’ Identification e d’Expulsion), la politique européenne de migration et d'asile, l'interception et le refoulement des migrants en haute mer.

C’est en effet seulement à partir du partage des expériences des luttes  et des revendications communes qu’on peut faire avancer de manière coordonnée la situation au niveau europééen, afin de s’opposer à l'exploitation du travail des migrants, la discrimination des droits et le populisme croissant qui, avec la crise,  accentue les tendances racistes des partis d'extrême droite européens.


L'Union Européenne continue à être la destination de flux migratoires (on calcule que 10% de sa population est étrangère) dûe à la fuite des guerres, comme du désir d’ améliorer les conditions de vie. Dans beaucoup de cas ces femmes et ces hommes trouvent la Possibilità é de travailler et de construire une nouvelle vie et l'Europe trouve nouvelles ressources à son système productif et contributif en difficulté avec le vieillissement progressif de la population.

L'immigration répond donc aux exigences productives des pays d'installation; cependant elle a été gérée dans les derniers dix ans avec des politique d'urgence qui ont militarisé les frontières, en imposant restrictions, violences, centres de détention, carte de séjour lié au travail.
En Italie, 20% de la richesse nationale (Pil) vient de l'économie souterraine; le travail noir représente 12% de la main-d'oeuvre et la majeure partie de celui-ci est constituée par la main-d'oeuvre immigrée, souvent sans titres de séjour et donc contrainte à accepter quelconque condition de travail et de salaire. L'an dernier, sur demi millions de clandestins, les rapatriements ont environ été 20.000.
Cela signifie que:
1) il est impossible de réprimer par la force le phénomène migratoire
2) les entreprises font beaucoup usage de cette main-d'oeuvre "clandestine"

En Italie, comme dans tous les pays européens, la production juridique de la clandestinité (c'est-à-dire la criminalisation et la contravention d'être dépourvus d'un titre de séjour) est servie pour assurer la présence de travailleurs sans droits et donc victimes de chantage.
L'exploitation des migrants (soit qu'ils soient clandestins, que réguliers "à temps”) se répercute sur tous les autres travailleurs parce qu'il les met en compétition avec ceux qui sont contraints d’ accepter des conditions de travail et de salaire inférieurs. Par conséquent il faut construire une action coordonnée entre travailleurs immigrés et autochtones. Il faut démasquer avec plus d’engagement les discours des droites qui indiquent les immigrés travailleurs comme une des principales causes de l'appauvrissement, du chômage et du recul des conditions de travail et de vie dans les pays européens. La crise, au contraire, elle est jointe aux dynamiques du capitalisme, à sa dérive financière et à la polarisation féroce de la redistribution de la richesse.

Les normatives européennes sur l'immigration, la militarisation des frontières, les centres de détention et les refoulements qui partent de Bruxelles pour s'incarner de manières plus ou moins dures dans les pays différents ont rendu l'Europe une forteresse:  il faut remettre au centre les droits, les personnes et le travail.

Le colloque est organisé par la CUB avec la participation du Réseau Européen des Syndicats Alternatifs et de Base, dont il fait partie: sont invités le Maire de Milan Giuliano Pisapia, les communautés migrantes, les associations et organisations qui s'occupent de migrations, les syndicats de base Allemand, français, espagnol, Suisse et Grec en compagnie des immigrés des pays réspectifs.


CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE – CUB
Milan: V.le Lombardia 20
–tel. +39-02-70631804 fax +39-02-70602409
www.cub.it – www.cubvideo.it
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