SINDACATI EUROPEI SI BASE: La crisi segna “lo scacco assoluto delle ideologie neoliberiste e delle politiche che mirano ad affidare al mercato le sorti dell’umanità. Insieme, parteciperemo al contro-summit che si terrà a Barcellona, dal 4 al 6 giugno, dei capi di stato euromediterranei. NON PAGHEREMO LA LORO CRISI!

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Appello di Parigi – Progetto

 NON PAGHEREMO LA LORO CRISI!
La crisi segna “lo scacco assoluto delle ideologie neoliberiste e delle politiche che mirano ad affidare al mercato le sorti dell’umanità. Era comico, l’anno scorso, vedere quelli che, come tutti i nostri governanti, erano in beata adorazione della libera concorrenza, trasformarsi in apostoli dell’intervento dello stato. Ma se sono diventati favorevoli all’intervento dello stato, era per salvaguardare degli interessi privati secondo il ben noto precetto: “Socializzare le perdite, privatizzare i profitti”.
Così migliaia di miliardi di soldi pubblici, soldi nostri, sono stati spesi, senza discutere, per salvare le banche e gli azionisti, mentre nel frattempo “è impossibile” trovare un soldo per rispondere ai bisogni sociali.
Ma non è tutto. La crisi finanziaria ha toccato l’economia reale, la recessione è bene presente con il suo seguito di licenziamenti; padroni e governi sono ben decisi a continuare ad attaccarsi ai diritti sociali dei salariati, specialmente in materia di protezione sociale, di diritto al lavoro, di condizioni di lavoro, e di salvaguardia della salute sul lavoro. Il loro obiettivo è di far pagare la crisi ai salariati, spronando in ogni paese l’unità dietro la politica governativa per cercare di far ingoiare la pillola. La xenofobia, il razzismo sono piaghe che noi combattiamo. Sindacalisti, noi costruiamo la solidarietà internazionale dei lavoratori per rispondergli!
I padroni e gli azionisti si sono ingozzati di dividendi, di regali fiscali di ogni tipo, di remunerazioni dementi con, di seguito, di arricchimenti che sorpassano l’immaginazione. Tocca a loro pagare la loro crisi. A noi di imporgli le nostre esigenze sociali, più che mai, la mobilitazione dei salariati è all’ordine del giorno!

-Per assicurare il diritto al lavoro per tutti e per tutte, sviluppando le occupazioni socialmente utili e rispondendo ai bisogni collettivi.
-Per impedire i piani “sociali”, i licenziamenti, la precarietà (tutti i tipi di contratti e lavori a termine, a progetto, ecc.).
-Per garantire le prestazioni sociali e salariali ai disoccupati, e alle categorie sociali particolarmente toccate dalla crisi (donne, immigrati, giovani, ecc.).
-Per dei diritti sociali coordinati dall’alto, perché cessi il dumping sociale: salari, pensioni, indennità di disoccupazione, indennità e pensioni sociali minime, ecc.
-Per difendere e sviluppare i servizi pubblici, accessibili a tutti: sanità, istruzione, cultura, trasporti, acqua, energie, ecc.
-Per le riduzioni dei tempi di lavoro, senza perdite di salario, l’abbassamento dell’età pensionabile.
-Per ché le risorse e la ricchezza siano distribuite in maniera solidale.
Perché i ricchi, gli imprenditori, i dirigenti (ecc.), contribuiscano con imposte progressive; chi guadagna di più deve pagare più tasse. Bisogna distribuire la ricchezza.
Per il diritto alla casa e all’alimentazione sana.
Per garantire il diritto dei migranti, per l’uguaglianza tra uomo e donna.
Perché possiamo cambiare veramente il modello di produzione, di distribuzione e di consumo, creando degli impieghi in quel che ha valore per la collettività: nell’educazione, negli asili nido, nelle scuole materne, in campagna, nel benessere sociale, nelle cure alla persona, in tecnologie non aggressive e non inquinanti, nelle reti di trasporto pubblico, ecc.
Insieme, parteciperemo al contro-summit, organizzato in occasione dell’arrivo dei capi di stato europei e dell’America Latina, alla manifestazione del 16 maggio a Madrid.

Insieme, parteciperemo al contro-summit che si terrà a Barcellona, dal 4 al 6 giugno, dei capi di stato euromediterranei.

Insieme, prenderemo altre iniziative in autunno.
Insieme, parteciperemo alle marce europee contro la disoccupazione e la precarietà, specialmente all’Assemblea europea dei Disoccupati, il 16, e alla Manifestazione Internazionale, il 17 ottobre, a Bruxelles.
Per salvare il loro sistema capitalistico, i padroni e gli azionisti sono organizzati internazionalmente: il movimento sindacale deve agire attraverso le frontiere per imporre un altro sistema che non quello che sfrutta i lavoratori, saccheggia le risorse naturali dei paesi poveri, e determina la carestia di una parte del pianeta. Intendiamo farci avanti nella messa a punto di una rete sindacale alternativa in Europa, aperta a tutte le forze che vogliono lottare contro il capitalismo e il liberalismo.
Dappertutto sviluppiamo e coordiniamo le lotte sociali, e costruiamo la resistenza comune a livello europeo!
Di fronte alla crisi del sistema capitalista, lo sciopero generale è necessario. Vogliamo costruirlo!

Parigi, 10 aprile 2010 

Confederacion General del Trabajo CGT (Etat espagnol)
Confederacion Intersindical (Etat espagnol)
Intersindical Alternativa de Catalunya IAC (Catalogne)
Confederazione Unitaria di Base CUB (Italie)
Sindacato Dei Lavoratori intercategoriale SDL e RDB (Italie)
Transnationals Information Exchange TIE (Allemagne)
Union syndicale Solidaires (France)

 

 

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