Saluto della Cub al Congresso CGT di  Malaga del 4-6 giugno 2009 (in versione italiana e spagnola) - Guarda le immagini nella sezione "FOTO"

 

Guarda le immagini nella sezione "FOTO"

Prendi il comunicato pronto per la stampa in italiano .zip

Prendi il comunicato pronto per la stampa in spagnolo  .zip

Innanzitutto un grazie per l’invito a partecipare al vostro congresso per cementare una amicizia e un cammino politico che da alcuni anni ci vede protagonisti e fautori di opinioni condivise.
La crisi attuale, partita dagli Usa, non è la solita crisi ciclica a cui il sistema capitalistico ci ha abituati, ma colpisce in profondità le radici stesse di un sistema che negli ultimi decenni si è avventurato sempre più profondamente nella speculazione finanziaria con l’utilizzo sempre più distruttivo della globalizzazione.
E così il lavoro è diventato un valore sempre meno vincolante e si è affermato un nuovo pseudo valore, il denaro che si è concentrato sempre più a disposizione di pochi allargando gli squilibri sociali all’interno dei vari paesi e tra i paesi stessi.
Di fronte alla crisi si verifica allora che le priorità dei vari governi è quella di difendere il castello finanziario con migliaia di miliardi di denaro pubblico, il nostro denaro.  La stessa quantità di denaro non viene però utilizzata per difendere il sistema produttivo, i posti di lavoro e il salario dei lavoratori.
Così da anni i lavoratori subiscono le politiche liberiste dei governi secondo le quali i bassi salari, la flessibilità del lavoro, la politica dei licenziamenti la riduzione di diritti e delle libertà e le delocalizzazioni sono il tentativo di stabilizzare il sistema capitalistico e la globalizzazione. È in atto cioè una sorta di “68 alla rovescia a favore dei padroni.
E vogliamo fare qui un accenno all’ipotesi di accordo Fiat, Chrysler e Opel per sfatare il “mito” Marchionne che ha determinato per la Fiat un risanamento solo “virtuale”, mentre nella realtà si distruggeva la capacità industriale sull’auto, la distruzione dell’Alfa Romeo la diminuzione della capacità produttiva in Italia.
Non vorremmo che ciò si ripeta anche con Opel. Si sta ipotizzando infatti la nascita di  un  “colosso di carta” con una potenzialità di circa 10 milioni di auto di cui solo 6 milioni  prodotte nel 2008 e con 165.634 dipendenti. C’è subito in partenza perciò una sovraccapacità produttiva di circa 4 milioni di auto che presuppone la perdita di decine di migliaia  di posti di lavoro.
Si tratta un piano di aggregazione audace quanto rischioso, una azienda privata ma costruita con i soldi pubblici.
Difendere i lavoratori è  la nostra priorità: distribuire e ridurre l’orario nell’immediato e predisporre un piano di riconversione per garantire stabilimenti e occupazione è l’obiettivo che ci proponiamo.
Per questi motivi, nel recente congresso della Cub abbiamo ribadito la necessità di lottare per una societàà non più fondata sul profitto, dove oltre alla fine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, si realizzi la difesa della terra, il rispetto degli altri esseri viventi e un nuovo modello di sviluppo economico.
Da qui la nostra ferma convinzione che occorre sviluppare  una piattaforma di lotta e di mobilitazione dei sindacati Europei alternativi e di base per combattere le politiche liberiste dei governi, per difendere l’occupazione, per combattere i licenziamenti e la crescente precarietà, per difendere le libertà comprese quelle di organizzazione sindacali e per perseguire  salari Europei.    
Su questi temi abbiamo più volte, con voi compagni della CGT, constatato identità di vedute che si sono manifestate in iniziative comuni sia in Italia che in Spagna.
Stiamo verificando così che le iniziative di lotta dei sindacati di base, della Cub in Italia, della Cgt in Spagna vedono una crescente partecipazione convinta dei lavoratori.
Questo è un aspetto che ci da forza e ci sprona per due fondamentali motivi:
Il primo perché i lavoratori rifiutano sempre di più le politiche dei sindacati concertativi che non fanno i loro interessi.
Il secondo perché i lavoratori capiscono sempre di più che è necessario costruire un sindacato di base che si oppone realmente alle politiche padronali e si batte per i loro diritti.
Davanti a noi si aprono perciò spazi enormi di lavoro che sta a noi riempire.
Per fare questo pensiamo sia necessario conseguire rapporti sempre più stretti  a livello  europeo così come sta avvenendo nel settore dei trasporti e dell’auto.
Vi proponiamo pertanto di dare vita ad un patto di consultazione permanente su tutta la politica sindacale che sia di stimolo non solo per continuare il nostro cammino ma per coinvolgere in modo sempre più stringente anche gli altri sindacati di base Europei.
Recentemente è stato lanciato un appello internazionale sottoscritto da trenta sindacati di Base Europei e non solo che rappresenta un punto importante di intervento sindacale, con  la parola d’ordine “ noi non vogliamo pagare la loro crisi” e con l’obbiettivo di organizzare una manifestazione Europea a Bruxelles.
Questo deve essere un impegno di lavoro e di lotta per tutti noi.
Un augurio pertanto per il proseguo del vostro congresso perché siamo sicuri che il vostro dibattito e le conclusioni a cui arriverete serviranno per rafforzare il sindacato di base non solo in Spagna ma anche in Europa.

Malaga 5 6 2009

Confederazione Unitaria di Base
Milano:V.le Lombardia 20 –tel. 02-70631804 fax 02-70602409
www.cub.it - e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
*******************************************************************************
 

Saludo de la Cub al Congreso CGT de Málaga 4-6 junio 2009

Ante todo gracias por la invitación a participar a vuestro congreso que va a consolidar una amistad  y un camino político que hace algunos años nos ve protagonistas y promotores de opiniones condivididas.
La crisis actual, empezada en los Estados Unidos, no es la misma crisis cíclica a la cual el sistema capitalistico nos ha acostumbrado, sino golpea en profundidad las raíces mismas de un sistema que en los últimos decenios si ha aventurado siempre mas profundamente en la especulación financiera con el uso siempre más destructivo de la globalización.
Así el trabajo ha vuelto en un valor siempre meno vinculante e se ha afirmado un nuevo pseudo valor, el dinero que se ha concentrado siempre más a disposición de pocos ampliando los desequilibrios sociales dentro de los diferentes países y entre los países mismos.
Frente a la crisis si verifica entonces que las prioridades de los gobiernos es la de defender  el castillo financiero con millares de millardos de dinero publico, nuestro dinero.  La misma cuantidad de dinero no es en cambio utilizada para defender el sistema productivo, los puestos de trabajo y el salario de los trabajadores.
Por eso hace muchos años los trabajadores sufren las políticas liberalistas de los gobiernos según las cuales los salarios bajos, la flexibilidad del trabajo, la política de los despidos, la reducción de los derechos y de las libertades y las deslocalizaciones son la tentativa de estabilizar el sistema capitalistico y la globalización. Se actúa un ‘68 al revés en favor de los padrones.
Y aquí quiero hacer referencia a la hipótesis de acuerdo Fiat, Chrysler y Opel para refutar el “mito” Marchionne que ha determinado para la Fiat un saneamiento tan solo “virtual”, mientras en la realidad se destruida la capacidad industrial del automóvil, la destrucción de la Alfa Romeo, la diminución de la capacidad productiva en Italia. No queremos que esto se repita con Opel también. Se supone en efecto la nacida de un   “coloso de papel” con una potencialidad de cerca 10 millones de auto de las cuales  solo 6 millones  producidas en el 2008 y con 165.634 dependientes. Saliendo hay una sobrecapacidad productiva de cerca 4 millones de auto que presupone la perdida de decenas de millares de di puestos de trabajo.
Se trata de un plan de agregación tan audaz como arriesgado, una empresa privada pero construida con el dinero público.
Defender a los trabajadores es nuestra prioridad: distribuir y reducir el horario en el inmediato y predisponer un plano de reconversión para garantir establecimientos y ocupación es el objetivo que nos proponemos.
Por estas razones, en el reciente congreso de la Cub hemos corroborado la necesidad de luchar por una sociedad que ya no sea fundada sobre la utilidad, donde además de  la fin de la explotación del hombre sobre otro hombres, se defienda la tierra, se respeten los otros seres y se pueda realizar un nuevo modelo económico.
Desde aquí la nuestra firma convicción que es necesario desarrollar una plataforma de lucha y de movilización de los sindicados Europeos alternativos y de base para combatir las políticas liberalistas de los gobiernos, para defender la ocupación, para luchar contra los despidos y la creciente precariedad, para defender las libertades comprendidas las sindicales y para persiguir salarios europeos.
Sobre estos temas, con vosotros compañeros de la CGT, hemos muchas veces constatado  identidad de miras que se han manifestado en iniciativas comunes en Italia y en España.
Estamos verificando entonces que las iniciativas le lucha de los sindicatos de base, de la Cub en Italia, de la Cgt en España encuentran una siempre mayor convencida participación de los trabajadores.
Este es un aspecto que nos da fuerza y nos estimula por dos razones fundamentales:
la primera porque los trabajadores siempre rechazan las políticas de los sindicatos concordativos que no respectan sus intereses.
La segunda porque los trabajadores siempre mas comprenden que es necesario construir un sindicato de base que se  opone realmente a las políticas parronales y lucha por su derechos. Delante de nosotros se abren grandes espacios de trabajo que nosotros mismos tenemos que llenar. 
Para hacer esto creemos necesario conseguir relaciones siempre mas unidas a nivel  europeo así como  está pasando por el sector de los transportes y del automóvil.
Os proponemos por lo tanto dar vida a un pacto de consultación permanente sobre toda la política sindical che sea estimulo no tan sólo para seguir nuestro camino sino también para hacer participar en manera siempre más cercana los otros sindicatos de base europeos.
 Recientemente  se hizo una apelación internacional  suscribida por treinta sindicatos de base y no solo que representa un punto importante de intervención sindical, con la consigna “nosotros no queremos pagar su crisis” y con el objetivo de organizar una manifestación europea en Bruxelles. Este tiene que ser un compromiso de trabajo e de lucha para nosotros.
 Un augurio por tanto para vuestro congreso porque estamos seguros que vuestro debate y las conclusiones que alcanzareis serán fundamentales para consolidar el sindicato de base no solo en España sino también en Europa.

Malaga 5 6 2009



Confederazione Unitaria di Base
Milano:V.le Lombardia 20 –tel. 02-70631804 fax 02-70602409
www.cub.it - e mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 
FaceBook