La CUB esprime solidarietà con il popolo catalano e tutti i lavoratori in occasione dello sciopero generale del 3 ottobre. Nessuna violenza può essere tollerata, anche meno quando si esercita un diritto costituzionale come il voto. I lavoratori sono un popolo unico, respingere la "repressione e la violazione dei diritti fondamentali è un obbligo in qualsiasi parte del mondo.

Solidariedad de la CUB para la huelga general.
La CUB exprime la solidaridad al pueblo catalány a todos los trabajadores en ocasión de la huelga general del 3 de octubre. Ninguna violencia puede ser tolerada, aun menos quando se egerce un derecho costitucional como el voto.

Los trabajadore somos un unico pueblo, rechazar "la represión y la vulneración de derechos fundamentales" es una obligacion en qualquier parte del mundo.
Amendola Marcelo
Portavoce Nazionale CUB NAZIONALE
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Convocatòries de CGT per a la Vaga General del 3 d’octubre

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“La santa alleanza della classe politica dominante (PP, PSOE, C’s, PNV, PDCat..), la classe imprenditoriale e la magistratura, hanno instaurato lo stato d’emergenza contro le classi popolari e contro i movimenti sociali”
La classe politica (PP, PSOE, C’s, PNV, PDCat..) e l’imprenditoria finanziaria e industriale hanno instaurato uno stato d’emergenza permanente, ponendo fine alla falsa democrazia rappresentativa nell’agosto del 2011, con la riforma dell’art.135 della Costituzione, che ha legalizzato la rapina e la spoliazione dei beni pubblici in relazione a educazione, sanità, cultura, cura delle persone prive di autonomia, sussidi di disoccupazione, ricerca, politiche del lavoro, ecc.
La vita quotidiana, i posti di lavoro, le prestazioni, i diritti sociali, i servizi pubblici, la libertà d’espressione e di riunione sono restano dipendenti dall’unica libertà esistente: la libertà del mercato capitalistico e la certezza dei suoi profitti, mentre per chi non obbedisce restano i tribunali o il carcere.
Il movimento 15M come movimento sociale che si è opposto alle politiche sociali; gli scioperi generali dei salariati contro le riforme del lavoro che hanno distrutto qualsiasi contropotere della classe operaia; le mobilitazioni della Pah e del Stop Desahucios (movimenti per il diritto alla casa, ndt) che mettevano in discussione la rapina e la speculazione in relazione a un bene primario come la casa; le grandi manifestazioni a difesa dei servizi pubblici per tutti e tutte; le migrazioni e le immigrazioni, la cui morte fisica e sociale è una cosa vergognosa e disumana… Tutto questo ha avuto come unica risposta autoritarismo, codice penale e rafforzamento di un sistema costituzionale antidemocratico e tutelato dal mercato e dalle forze repressive.
La riforma del lavoro, distruggendo posti di lavoro, derubando i salari e instaurando la precarietà e la disuguaglianza come modo di vita della maggioranza sociale. La Ley (Legge) Mordaza come forma di controllo autoritario e repressivo di qualsiasi dissidenza. Le sentenze dell’Alta Magistratura (Tribunale supremo e Tribunale costituzionale) che colpiscono gli scioperi e violano il diritto fondamentale di interrompere la “normalità” dello sfruttamento.

L’incarcerazione sulla base della Ley Mordaza di centinaia di attivisti sindacali e centinaia di attivisti sociali.
Giudici che legittimano la corruzione e le rapine della classe politica e incarcerano artisti e cantanti, per il solo fatto di esprimersi liberamente denunciando politiche liberticide e autoritarie.

Il salto dato negli ultimi giorni è qualitativo e quantitativo: migliaia, centinaia di migliaia di persone sono accusate di presunti crimini, minacciate con il carcere e incarcerate per il solo fatto di… chiedere di votare o non votare???... sono multate, ostacolate nelle loro decisioni e infine colpite attraverso i corpi repressivi (guardia civile, polizia – tutta, giudici), in qualsiasi manifestazione che pretenda di difendere la libertà di espressione o semplicemente difendere il posto di lavoro, trasporti dignitosi, la necessità della casa, un salario dignitoso, un quartiere abitabile e un ambiente che permetta alle generazioni attuali e future di vivere.
La concezione della CGT e la nostra lotta non sono per nessun nazionalismo ma per una società autogestita, dove la democrazia sia reale e diretta da parte delle classi popolare, che hanno il diritto di decidere su tutto: modelli produttivi, modelli sociali, impiego, lavoro, affitti, ecc, in modo indipendente dal tema nazionale, dalle schedature, dagli arresti, dai capi d’imputazione, dal divieto di iniziative sul diritto a decidere, tutte cose che non sono che un attacco alle libertà e ai diritti di tutte e tutti.
L’azione del potere esecutivo, rappresentato da un partito politico corrotto e antidemocratico (PP), con l’appoggio incondizionato del C’s e del Psoe, non è se non la difesa e la blindatura delle impunità che si sono garantite tutte le borghesie, quelle di tutti i territori, le quali non hanno avuto, né nel passato né nel presente, nessuno scontro tra di loro nel decretare lo stato d’emergenza contro le classi salariate: la riforma dell’art. 135, la Ley Mordaza, la Riforma del Lavoro, i decreti contro la Sanità, l’educazione, le pensioni, ecc… e, all’occorrenza, nell’utilizzare una “legalità illegittima” attraverso i tribunali, tutti, per non parlare delle centinaia di migliaia di milioni rubati e sottratti alla maggioranza sociale, occultando il fatto che, tanto gli uni come gli altri, sono i responsabili di queste leggi autoritarie, che incarcerano gli scioperanti, multano i movimenti sociali di lotta e imprigionano per il solo fatto di esprimere idee politiche.

La Cgt difenderà nelle piazze e in qualsiasi luogo le libertà e i diritti fondamentali. E’ legittimo disobbedire alle sue leggi e al suo sistema legale che ci trasforma in sottomessi e per questo chiamiamo alla DISOBBEDIENZA delle classi salariate, per difendere le libertà che appartengono a tutte e tutti e che questo regime capitalista ci nega.

Segretariato permanente del Comitato Confederale CGT

23 settembre 2017
 

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