Shernon Holding è la società costituita per rilevare dai commissari ministeriali Mercatone Uno, azienda di rilevanza nazionale, fallita nel 2015 a causa della dissennata gestione del marchio.


Venerdì scorso la Shernon, costituita da tre aziende, una italiana, una turca ed una polacca, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Milano.
Stiamo parlando della stessa Shernon che aveva dichiarato negli ultimi incontri di un mese fa presso il MISE, di aver costruito un piano di rilancio che le avrebbe consentito entro il 2022 di raddoppiare gli incassi e uscire finalmente dalla situazione di indebitamento che Mercatone uno si trascina dall’ormai lontano 2010.
In realtà quella di Shernon è stata una boutade non sorretta da nessuna reale intenzione o capacità di reperire i capitali necessari per il rilancio del marchio. Shernon alla fine si è dimostrata niente altro che un ballon d’essai costruito ad arte per permettere ai commissari straordinari di cantare vittoria e di cedere a un privato un’azienda di fatto nazionalizzata dopo il fallimento del 2015.
Ora l’effetto di questo gioco di specchi è il licenziamento di più di 1800 dipendenti e il futuro spezzatino dell’azienda che verrà acquistata a prezzo di saldo dagli avvoltoi che già volteggiano intorno alla carcassa.
Ci chiediamo come tre governi diversi, Renzi, Gentiloni, Conte, non siano stati in grado di controllare le mosse dei commissari e di verificarne l’attendibilità.
Non è pensabile che nessuno sapesse o fosse in grado di capire che Shernon non era un’azienda solvibile.

Torino 25 5 2019
CUB Piemonte
Stefano Capello

 

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