Secondo Renzi "un altro centinaio di euro al mese prelevati dal tfr" sommati agli 80 €, possono far ripartire i consumi. Fa finta di non sapere che quelli del Tfr sono già soldi del lavoratore, che gli saranno erogati, in caso di dimissioni o licenziamento.
Soldi che quindi sarebbero comunque arrivati al lavoratore anche se in tempi diversi, per di più indicizzati e sottoposti a una tassazione più favorevole. Dati mensilmente anticipano solo il suo utilizzo.



Prima hanno taglieggiato il suo valore, poi lo hanno scippato a molti lavoratori per finire nei fondi pensione, allorché hanno tagliato le pensioni pubbliche e ora vogliono destinare le rimanenze del tfr ai consumi.

Negli ultimi vent’anni hanno spostato dai salari ai profitti 1.500 miliardi di euro all’anno: se i consumi devono aumentare prendiamoli da chi ha goduto di tale furto e non dal borsellino dei lavoratori.

Inoltre caro Renzi, per aumentare i redditi e di conseguenza la domanda, bisogna creare buste paghe investendo e dando lavoro ai giovani e a chi lo ha perso.

Le iniziative da maghetto o alla Wanda Marchi servono solo a far propaganda senza risolvere i problemi.

Milano 6 10 2014

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