Nel 2007 governo, padroni e sindacati confederali avviarono l’operazione scippo del tfr ai lavoratori. Per la sua buona riuscita, funzionale al taglio della pensione pubblica, si inventarono il silenzio assenso per traghettare il tfr ai fondi di categoria e FONDINPS per gestire il TFR allorché il lavoratore non avesse espresso nessuna scelta e mancasse un fondo pensione di categoria di riferimento


La legge di Bilancio 2018 ha previsto la soppressione di FondInps, a partire dal 2019, avendo accertato che a fine 2016 risultavano iscritti a FONDINPS 37mila lavoratori di 3.341 aziende, ma meno di 6mila avevano effettuato un versamento per un patrimonio totale di 75 milioni di euro. Un totale fallimento se rapportato allo scopo prefisso.
Logica vorrebbe che si sciogliesse il fondo, si ricostituisse il patrimonio accertando le contribuzioni non versate dai padroni e si restituisse il tfr scippato ai lavoratori.
Invece la previdenza integrativa incentrata sui fondi pensione negoziali, sui quali sindacati e padroni hanno comuni interessi, NON VIENE MESSA IN DISCUSSIONE anzi E' RESA OBBLIGATORIA attraverso le adesioni contrattuali e gli iscritti-fantasma attivati dai nuovi contratti di categoria.
Nei rinnovi contrattuali i sindacati sottraggono una quota di aumento salariale per i lavoratori e la dirottano d’imperio ai propri fondi pensione, pure per chi saggiamente non vi vuole aderire col solo fine di gonfiare il numero degli iscritti. È avvenuto ad esempio per gli autoferrotranvieri con Priamo e per gli edili con Prevedi. Ciò è confermato dalla COVIP che sostiene:
“gli iscritti ai fondi negoziali sono aumentati del 7,8%. Come già nel 2016 la crescita è determinata principalmente dalle nuove adesioni contrattuali”.
“il forte aumento delle iscrizioni […] contrattuali si è tradotto in un aumento modesto dei flussi contributivi” per cui ora “all’adesione contrattuale debbono fare seguito iniziative […] per promuovere un’adesione piena dal punto di vista contributivo”.
La stessa logica, con forma diversa, ora la applicano a FONDINPS: Si scioglie il fondo e si spostano le masserizie a Cometa per aumentare iscritti e patrimonio!
Cub, dal 2007 è schierata contro la previdenza integrativa e per il rilancio della previdenza pubblica ed universale. Ritiene inaccettabile il decreto di conferimento degli iscritti e del patrimonio al fondo Cometa, e che l’unica soluzione praticabile sia la restituzione ai lavoratori del patrimonio costituito. Saranno i lavoratori a decidere successivamente cosa fare dei propri soldi.
Basta scippi e illegalità!

Milano, settembre 2018

Confederazione Unitaria di Base
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   Volantino TFR-basta-scippi-e-illegalita.pdf

 

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