Enrico Baroni della Flaica illustra l'iniziativa di solidarietà alla 1° assemblea organizzativa CUB del 21-22 giugno Milano.

"APERTA UNA SOTTOSCRIZIONE" in sostegno dei lavoratori Econord in causa.

 
 
Nel settore dell’Igiene Ambientale, a fine 2016, CGIL – CISL – UIL e FIADEL sottoscrivono con le associazioni datoriali il rinnovo dei contratti nazionali andando ad aumentare l’orario settimanale di lavoro da 36 a 38 ore.
In cambio di questo grandissimo favore alle aziende, i sindacati “ottengono” 70 € di aumenti salariali da spalmare in 4 anni e 30 ore di permesso in più (ma non per i nuovi assunti).
E’ chiaro che l’orario di lavoro è cresciuto più che proporzionalmente rispetto al salario. Ciò, a nostro avviso, ha creato un danno ai lavoratori, violando il principio civilistico della “irriducibilità della retribuzione”: se lavoro di più, non posso essere pagato di meno!
I lavoratori della Econord di Paderno Dugnano (MI) hanno coraggiosamente impugnato questa ingiustizia davanti al giudice del lavoro, chiedendo la nullità dell’aumento dell’orario di lavoro o, in alternativa, una giusta retribuzione. La loro è una causa importantissima, perché cerca di mettere i bastoni tra le ruote al meccanismo degli accordi peggiorativi che negli ultimi anni padronato e sindacati complici utilizzano per sottrarre salario e diritti ai lavoratori.
Il giudice, con una sentenza chiaramente politica, dà torto ai lavoratori affermando che il Jobs Act (d.lgs 81/2015) avrebbe introdotto una nuova versione, più estesa e flessibile del demansionamento, consentendo anche la riduzione dello stipendio. Qui, però, non c’è nessun demansionamento individuale o collettivo finalizzato alla conservazione dell’occupazione! Semplicemente: tutti continuano a fare le stesse mansioni, lavorando di più e venendo pagati di meno, punto.
Oltre che, il giudice prosegue, è ormai legittimamente ritenuto dalla giurisprudenza, in virtù del principio dell’autonomia negoziale, che si possano firmare contratti peggiorativi (in pejus). CGIL – CISL – UIL e Fiadel hanno presentato delle piattaforme rivendicative e chiamato i lavoratori a scioperare su di esse;
poi hanno firmato tutt’altro ed hanno dichiarato che oltre il 90% dei lavoratori era d’accordo con i nuovi contratti, nonostante nella maggior parte delle poche aziende in cui si sono tenute le assemblee per validare i contratti, i lavoratori li hanno respinti a gran voce! Ma tutto ciò, per il giudice, è comunque legittimo!

Infine, ciliegina sulla torta, i lavoratori ricorrenti di Econord, 27 in tutto, sono stati condannati a pagare oltre 7.000 € di spese legali in favore dell’azienda.
Una vera ingiustizia, a nostro avviso volutamente ritorsiva!
Quando mai si è visto condannare una azienda a quelle cifre, nonostante le peggiori forme di sfruttamento o condotte antisindacali?

I lavoratori andranno avanti con i prossimi gradi di giudizio, perché un’ingiustizia come questa non può essere accettata. Una ingiustizia che riguarda tutti i lavoratori che oggi sono vittime del collaborazionismo e della contrattazione peggiorativa.
E’ necessaria però la solidarietà di tutti, perché le spese da pagare ora, sono davvero troppo pesanti.
Per questo motivo è stato deciso di raccogliere una somma che permetta ai lavoratori di coprire almeno parte dei 7.000 € e continuare con la causa.
Ognuno potrà dare il suo contributo già oggi, durante l’assemblea nazionale organizzativa della CUB del 21-22 giugno, consegnando quanto ritiene opportuno e possibile presso il banchetto con i libri all’entrata della sala.
Potrà anche fare un bonifico intestato a Cub Milano sull’Iban IT68X0335901600100000116804, specificando come causale “Aiuto per i lavoratori Econord in causa”.


La solidarietà di classe è un’arma, usiamola!


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