1° - Lavoratrice licenziata in maniera orale e mentre la stessa era in gravidanza va reintegrata - 2° Lo spostamento da un luogo all’altro del medesimo appalto è orario di lavoro, va retribuito.

 Sempre più lavoratrici e lavoratori sono sottoposti a lavori precari, dove la prepotenza padronale mette in evidenza un continuo e sistematico attacco alla classe lavoratrice.
In questi giorni, importanti sentenze del Tribunale di Busto Arsizio hanno visto protagoniste vittoriose due giovani donne a cui sono stati negati, nel corso del rapporto di lavoro, diritti fondamentali previsti dal nostro ordinamento.
Nel primo caso, una lavoratrice occupata in un bar inizialmente in “non in regola”, si è vista riconoscere l’inizio del proprio rapporto di lavoro a tempo indeterminato dal momento in cui la stessa dipendente ha iniziato a lavorare e non dalla data della sua contrattualizzazione avvenuta mesi dopo con un contratto a termine.
Inoltre, poiché la stessa lavoratrice fu successivamente licenziata in maniera orale e mentre la stessa era in gravidanza, il Giudice ha dichiarato nullo detto licenziamento e ha ordinato la riammissione in servizio della stessa dipendente, condannando l’azienda al pagamento delle retribuzioni dal momento del licenziamento sino alla sua reintegra e delle differenze retributive contestate.
Nel secondo caso, il Giudice del Lavoro ha confermato il riconoscimento del diritto della lavoratrice - addetta ai servizi di pulizia in appalto presso un istituto bancario di primaria importanza - a computare nel normale orario di lavoro il tempo necessario allo spostamento da un luogo all’altro del medesimo appalto, consolidando così il tempo impiegato in tali spostamenti nell’orario di lavoro e condannando l’azienda datrice di lavoro al pagamento delle differenze retributive accumulate nel corso dello stesso rapporto di lavoro fin dal giorno dell’assunzione.
Questi importanti risultati, grazie anche al prezioso lavoro dei legali della CUB.
I diritti delle Donne si affermano nella lotta per i diritti di tutta la classe lavoratrice.
La CUB è impegnata su questo terreno e non arretra!

Gallarate 1° Febbraio 2018

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