C’è molto da imparare da ciò che è successo prima in Cina e poi da noi e in centinaia di altri paesi; se ne saremo capaci, passata l’emergenza, potremmo ricavarne indicazioni che rafforzano le nostre rivendicazioni per bloccare le privatizzazioni e regionalizzazione della sanità.

Erano già nostre le rivendicazioni di un servizio sanitario pubblico ed universale per garantire assistenza a tutti, scuole ed università pubbliche efficienti e moderne, possibilità concrete per i genitori di poter far fronte alla cura dei figli, la messa in discussione del modello di vita che propaganda illimitate libertà e poi non riesce a gestire questioni squisitamente collettive come la salute, la messa in discussione del modello manifatturiero fatto di scomposizione delle produzioni in filiere che amplificano le crisi a livello globale.

Per ora, nell’emergenza, deve rimanere fondamentale l’azione negoziale nei posti di lavoro; in questa fase si deve puntare, dove si creano problemi produttivi e occupazionali determinati dalla emergenza sanitaria, a non perdere un solo posto di lavoro, a non sacrificare il lavoro delle donne, sulle quali non si può scaricare la ancora più difficile conciliazione tra le esigenze familiari (con le scuole chiuse) e il lavoro.
Ancor più bisogna tutelare la salute dei lavoratori e proteggere i loro diritti sul luogo di lavoro.

A - Va ribadito che è responsabilità esclusiva del datore di lavoro e del medico competente tutelare i lavoratori dal rischio biologico di malattia.
Nel caso specifico deve essere aggiornato il documento di valutazione dei rischi per la presenza del nuovo rischio biologico, vanno forniti dispositivi di protezione individuali e adeguate le condizioni di svolgimento della prestazione in sicurezza.
Tenendo conto delle indicazioni del governo, vanno quindi valutate le condizioni di lavoro in fatto di vicinanza, affollamento per tutto l’orario e per tutti i luoghi della presenza in fabbrica, ristorazione compresa e previste le operazioni di sanificazione degli ambienti.

B- Se l’azienda dispone il fermo della produzione, al lavoratore deve essere garantita la retribuzione utilizzando gli ammortizzatori sociali e rivendicata una integrazione degli importi di cig perché quelli in vigore ormai coprono in modo marginale la retribuzione effettiva.
C - Le ferie annuali vanno salvaguardate per garantirne l’uso cui sono destinate; per l’utilizzo dei residui degli anni precedenti, della riduzione d’orario, delle ex festività deve comunque essere aperta una contrattazione specifica
D - In presenza di quarantena, al lavoratore va riconosciuto il trattamento previsto per malattia e/o ricovero; detto periodo deve essere escluso dal periodo di comporto ai fini della conservazione del posto.
E - Al lavoratore deve essere riconosciuto il diritto al rifiuto della prestazione e della trasferta e/o distacco ed esclusi sanzioni e licenziamenti.
F - L’emergenza Coronavirus riguarda anche le famiglie ed in particolare i lavoratori genitori di bambini piccoli. La chiusura delle scuole materne, degli asili nido e più in generale delle scuole hanno infatti aggiunto nuovi problemi in fatto di cura dei figli.
Vanno pertanto allargate, a richiesta del lavoratore, le possibilità di accedere a congedi parentali straordinari retribuiti.

Milano 10 marzo 2020

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