E l’impianto messinese di Pace?

Le recenti e scellerate dichiarazioni del presidente Crocetta e dell’assessore Contraffatto sulla loro intenzione di trasformare i rifiuti siciliani in combustibile delineano uno scenario di pericolo per la salute dei lavoratori siciliani e delle loro tasche, e riportano ai tempi della scelta inceneritorista del ex-governatore Cuffaro.

 
Se si seguissero le indicazioni dell’Europa sul prioritario recupero di materia dai rifiuti (dopo la RD spinta) invece che sull’incenerimento, la Sicilia potrebbe incassare denari di tutti (fino a 90 milioni l’anno) dalla commercializzazione della materie prime seconde recuperate e creare nuovi posti di lavoro (fino a 5000), senza compromettere la qualità dell’aria che respiriamo. Si tratta dunque di valorizzare ecologicamente la risorsa pubblica rifiuti.
 
Invece le imprese e le famiglie siciliane pagano fino a 250 milioni l’anno ai padroni delle discariche per il conferimento e la distruzione di queste risorse pubbliche. Crocetta e la Contraffatto ora vogliono che coi rifiuti le discariche producano il combustibile solido secondario (CSS), che potranno vendere a cementifici e centrali elettriche incassando altri denari. La giunta Crocetta ha dunque trovato un altro modo per lasciar “derubare” i siciliani: trasformare risorse di tutti nell’affare di pochi potenti amici. Una pratica molto diffusa in Sicilia ed in Italia che va osteggiata dai lavoratori.

 

 

La CUB si dichiara contraria a questa scelleratezza.

 

    La scelta della regione crea un ulteriore problema per Messina. Favorire la pratica di generare combustibili a valle del trattamento meccanico biologico, potrebbe snaturare l’impianto di Pace, la cui costruzione sta per partire. Questo potrebbe essere destinato al recupero spinto di materia (Fabbrica dei Materiali) o alla produzione del CSS, dipendendo dalle scelte politiche di chi gestirà quest’impianto.
    Chiediamo dunque alla giunta comunale di Messina come intende garantire una gestione ecologica e pubblica dell’impianto di Pace. In particolare, e, tenuto conto che Messinambiente è titolare del progetto che la regione ha finanziato, a chi andrà la titolarità della gestione qualora Messinambiente venga dissolta in una società-mostro tentacolare come la Multiservizi?
Messina 3 giugno 2015
   
C.U.B. SICILIA
Confederazione Unitaria di Base
 
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