PENSIONI - L'ennesima rapina a lavoratori e pensionati. Monti e Fornero “i falsi tecnici” massacrano le pensioni con il blocco della rivalutazione e l’aumento degli anni di lavoro. Il calcolo contributivo condannerà i giovani a percepire una mancia come pensione per la mancanza di un lavoro stabile. Colpiti in particolare i precoci e le donne mandati in pensione piu’ tardi e con meno soldi.   UNA SCHEDA a cura dell'UFFICIO STUDI DELLA CUB.

 

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Monti e Fornero - “i falsi tecnici” - massacrano le pensioni con il blocco della rivalutazione e l’aumento degli anni di lavoro. Il calcolo contributivo condannerà i giovani a percepire una mancia come pensione, per la mancanza di un lavoro stabile. Colpiti in particolare i precoci e le donne. Mandare in pensione piu’ tardi e dare di meno.
Supera i 21.000 (Mln) in 9 anni il taglio delle pensioni nella manovra Monti (tabella in milioni di euro)
      

 

2012

2013

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

Minori spese

-2.202

-5.003

-7.170

-9.964

-12.580

-15.354

-17.579

-19.300

-19.889

maggiori entrate contributive

1.184

1.593

2.009

2.416

2.839

3.294

3.808

3.896

3.982

Saldo

3.386

6.596

9.179

12.380

15.419

18.648

21.387

23.196

23.871

Minori entrate fiscali

- 668

-1.547

-1.593

-1.793

-1.931

- 2.096

-2.263

-2.353

-2.383

Saldo netto

2.718

5.049

7.586

10.587

13.488

16.552

19.124

20.843

21.488

Saldo complessivo manovra

  20.245

21.320

21.431

 

 

 

 

 

 

Su saldo complessivo

13,4

23,7

35,4

 

 

 

 

 

 

I governi hanno trasformato la previdenza italiana e gli accantonamenti dei lavoratori per la vecchiaia in un colossale bancomat da cui prelevare per pagare speculatori, evasori, corruttori;  in questo i tecnici sono in perfetta continuità con i governi precedenti.
I conti dell’Inps sono in equilibrio, c’è un saldo attivo tra entrate ed uscite pari al’1,8% del Pil.
In attivo nel 2010 risultano il fondo lavoratori dipendenti (+7,669 MLD), quello dei parasubordinati (+8,183 MLD) e quello delle prestazioni temporanee (+1,044 MLD) malgrado il massiccio utilizzo di cig, cigs, mobilità e disoccupazioni.
In perdita i principali fondi dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti  -3,500 MLD), (artigiani – 5,068 MLD), (commercianti -1,614 MLD), (clero -0,63 MLD) per un totale di 10,245 MLD di € e fondi speciali fatti confluire dai governi nel fondo Inps: l’ex fondo dirigenti d’azienda (-3,495 MLD), l’ex fondo trasporti (-0,995 MLD), l’ex fondo elettrici (-1,913 MLD), l’ex fondo telefonici (-0,807 MLD) per un totale di 7,8 MLD di €.

Le pensioni non sono frutto di un sistema generoso né della benevolenza dello stato o dei politici, bensì il risparmio di una vita di lavoro, “generosi” sono i lavoratori dipendenti che percepiscono una pensione annua media di 11.600 euro e sostengono es. le  ricche pensioni degli ex dirigenti  (49.860€ annui).

Fondi Pensione. Negli scorsi anni hanno tagliato le pensioni per favorire la previdenza privata rubando il tfr a migliaia di lavoratori. Questa volta, dopo i disastri della finanza, ci hanno risparmiato le menzogne che investendo in borsa il tfr si guadagna più, hanno tagliato e basta. A dieci anni da questo furto, il giudizio di Mediobanca sui fondi pensione è impietoso: “l'industria dei fondi continua a rappresentare un apporto distruttivo di ricchezza per l'economia del paese”, perché in dieci anni ha mandato in fumo circa 90 miliardi rispetto a un impiego a basso rischio quale quello nei titoli di Stato; va perciò rivendicato il diritto ad uscire dai fondi e il miglioramento della previdenza pubblica.

LA NUOVA STANGATA.
L’obbiettivo di questa riforma, come le altre che l'hanno preceduta, è mandare in pensione più tardi e con una rendita ridotta rispetto alle aspettative con cui erano partiti e ridurre le pensioni in essere. Un intervento per rastrellare soldi.
I principi imposti con i nuovi provvedimenti sono, in sintesi:
•    contributivo come criterio unico  di calcolo delle pensioni,
•    eliminazione delle pensioni di anzianità;
•    parificazione definitiva dell'età pensionabile tra uomini e donne anche nel privato e nel settore del lavoro autonomo
•    requisiti minimi per accedere alla pensione sempre più alti e coefficienti di calcolo sempre più bassi perché legati alla” speranza di vita”

MECCANISMI DI CALCOLO
Dal 1° gennaio 2012 è esteso, con il meccanismo del pro-rata, il calcolo contributivo anche a coloro che avevano almeno 18 anni di contributi al 31 di¬cembre 1995, per i quali è stato applicato finora il retributivo.
Con la riforma Dini, il sistema di calcolo della pensione era legato all’anzianità maturata al 31/12/1995:
•    per chi poteva contare su almeno 18 anni di contribuzione si è sempre applicato il tradizionale criterio retributivo legato agli stipendi degli ultimi anni. Ai fini della pensione, ogni anno di lavoro vale il 2%. Dal 2012 anche a questi lavoratori, è stato esteso il criterio contributivo con il meccanismo del pro-rata, vale a dire limitatamente all'anzianità maturata dal primo gennaio 2012 in poi;
•    per chi aveva meno di 18 anni di contributi, il criterio utilizzato è il misto. Cioè retributivo per l'anzianità maturata sino al 1995, e con¬tributivo per i periodi di attività successivi. Per questi lavoratori non ci sono novità ai fini del calcolo della pensione, ma il traguardo, come per tutti gli altri, è stato spostato in avanti;
•    per i nuovi assunti dal primo gennaio 1996, si applica invece il solo criterio contributivo, strettamente collegato al valore della contribuzione versata.

SISTEMA DI CALCOLO

ANZIANITA’ CONTRIBUTIVA

SISTEMA DI CALCOLO

18 o più anni al 31/12/1995

Misto: retributivo per l'anzianità acquisita sino al 31/12/2011 e contributivo per l'anzianità acquisita dal 1° gennaio 2012.

Meno di 18 anni al 31/12/1995

Misto: retributivo per l'anzianità acquisita sino al 31/12/1995 e contributivo per l'anzianità acquisita dal 1 gennaio 1996

Nessuna al

31/12/1995

Contributivo: sulla base di tutta la contribuzione versata nell'intero arco della vita lavorativa

 

LA PENSIONE DI VECCHIAIA 
L'età di pensionamento degli uomini è fissata a 66 anni; quella delle donne dal 2012 a 62 anni per le dipendenti del privato, a 63 e sei mesi per le autonome. L'età è destinata a salire abbastanza ve¬locemente verso i 66 anni, già richiesti nel pubblico impiego. L'equi¬parazione dell'età delle donne a quella degli uomini (66 anni) avverrà entro il 2018, sempre tenendo conto della variazione della speranza di vita.
Per gli assunti dal 1996: dai 62 ai 70anni vigerà il pensionamento flessibile, con applicazione dei relativi coefficienti di trasformazione calcolati fino a 70 anni; la pensione di vecchiaia, si matura con almeno 20 anni di contributi e il diritto spetta  prima dei 70 anni solo se la pensione spettante è superione a 1,5 volte l’assegno sociale; con settant’anni di età bastano 5 anni di contributi.

VECCHIAIA Nel 2011 per la pensione di vecchiaia erano richiesti  i seguenti requisiti:
Donne privato     60 anni + Più finestra di 12 mesi
Donne pubblico    61 anni + Più finestra di 12 mesi
Uomini del privato e pubblico    65 anni + Più finestra di 12 mesi

DAL 2012 SI CAMBIA:
Lavoratori dipendenti ed autonomi del settore privato – lavoratrici e lavoratori del settore pubblico

TABELLA (vedi e stampa il file .zip)

Pensione di vecchiaia - Lavoratrici del settore privato

TABELLA (vedi e stampa il file .zip)

LA PENSIONE ANTICIPATA   (ex ANZIANITÀ)
La pensione di anzianità così come l'abbiamo conosciuta finora -quella che si incassava con 35 anni di contributi e una determinata età (60 e/o 61 anni nel 2011) o con 40 anni di contributi indipenden¬temente dall’età, è stata eliminata. Dal 2012 l'accesso anticipato alla pensione continua ad essere consentito, ma con un'anzianità di 42 anni e un mese per gli uomini e di 41 anni e un mese per le donne, requisiti anch'essi indicizzati alla longevità.
Si prevedono penalizzazioni percentuali (1% per ogni anno -di anticipo rispetto a 62 anni, 2% l'anno oltre i due anni di anticipo) sulla quota retributiva dell'importo della pensione. In pratica la pensione piena, se non si raggiungono i requisiti per la vecchiaia, spetterà solo con 42 anni di contributi e 62 anni di età.

Per i lavoratori e le lavoratrici assunti dal 1996 spetta la pensione anticipata con  un’età anagrafica con più sessantatre anni,  almeno venti anni di contributi e un importo di pensione di valore non inferiore a 2,8 volte l’ammontare dell’assegno sociale.

LA PENSIONE ANTICIPATA  come  cambiano i requisiti

Requisiti 2011 - Più finestra di 12 mesi per lavoratori dipendenti
Donne privato e pubblico    Quota 96 con età minima di 60/61 anni o 40 anni di contributi
Uomini del privato e pubblico    Quota 96 con età minima di 60/61 anni o 40 anni di contributi

Dal 2012 si cambia e servono:

TABELLA  (vedi e stampa il file .zip)

E’ prevista una riduzione dell’1% della quota di pensione retributiva per i primi due anni mancati ai 62 anni di età e il 2% per ogni anno successivo ai primi due mancanti ai 62 anni di età.
Il decreto mille proroghe dovrebbe spostare l’applicazione al 2017.

INDICIZZAZIONE Nel 2012 l'adeguamento delle pensioni all'inflazione (+2,6%) spetterà solo a chi ha un assegno non superiore a tre volte il trattamento minimo (1405,5€/mese, 1130 netti). Oltre questa soglia le pensioni resteranno al palo. Il mancato adeguamento, per pensioni tra 1300-1500€, sarà di circa 350€/anno che, applicato per due anni, valgono 700€/anno persi per tutta la vita. Questa patrimoniale sui pensionati si somma alla perdita di oltre il 30% del valore effettivo della pensione negli  ultimi 20 anni per il mancato adeguamento alla dinamica salariale.

ALTRE MISURE  Introdotto temporaneamente un contributo di soli¬darietà per i pensionati e gli attivi che risultano ancora avvantaggiati da precedenti regole di maggior favore (come i fondi speciali).

LAVORI USURANTI  Viene confermato  l’impianto originario (unica Possibilità à di uscita anticipata quella del meccanismo delle quote con l’applicazione della decorrenza mobile come pure la decorrenza 12 mesi dopo aver maturato i requisiti).
Vengono, innalzati di 3 anni i requisiti “ridotti” di età anagrafica con conseguente incremento della quota.
Per i lavoratori con diritto al beneficio intero (addetti alle attività particolarmente usuranti previste dal DM del 19/5/1999, addetti alla linea catena, conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizio pubblico di trasporto di persone, lavoratori che svolgono attività di notte per tutto l’anno e lavoratori turnisti che svolgono attività notturna per almeno 78 giorni all’anno) i requisiti per l’accesso al pensionamento sono quelli della tabella B allegata alla legge n.  247/2007.
Per  i lavoratori turnisti che svolgono lavoro notturno per meno di 78 giornate all’anno, i requisiti previsti sono incrementati rispettivamente di:
-    1 anno per l’età anagrafica e di una unità per la quota per i lavoratori turnisti che svolgono attività
per un numero di giornate all’anno compreso tra 72 e 77
-    2 anni per l’età anagrafica e di 2 unità per la quota per i lavoratori turnisti che svolgono attività
     notturna per un numero di giornate all’anno compreso tra 64 e 71

Addetti ad attività usuranti

TABELLA (vedi e stampa il file .zip)

DEROGHE
Conservano il diritto al pensionamento sulla base della vecchia normativa i lavoratori che, entro il 31 dicembre 2011, hanno già maturato o che matureranno il diritto a pensione di anzianità o di vecchiaia, quelli posti in mobilità ordinaria e/o lunga, gli autorizzati alla prosecuzione volontaria, dipendenti pubblici in esonero per effetto di autorizzazioni e/o accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011.
Ancora non chiaro come detta deroga sarà applicata in particolare per chi, in mobilità, rischia di trovarsi senza reddito per il cosiddetto periodo della finestra.

Marzo 2012

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