CUB: RIFORMARE IL SISTEMA PENSIONI INTRODUCENDO CAMBIAMENTI SOSTANZIALI PER CHI È IN PENSIONE E PER CHI CI ANDRÀ.

Per avere la pensione di vecchiaia servono oggi 66 anni e 7 mesi, dal 2019 ogni due anni verranno adeguati alla speranza di vita, arrivando velocemente a 70 anni; secondo stime, nel 2049 bisognerà avere 75 anni!
Per la pensione anticipata oggi occorrono 42 anni e 10 mesi di contributi, che si stima saliranno a 46 anni e 3 mesi nel 2049!
Sono chiaramente requisiti insostenibili e da cambiare! I lavoratori anziani saranno sempre più nelle condizioni di non poter svolgere le loro mansioni, mentre i giovani continueranno a rimanere disoccupati.
I governi da anni distruggono i diritti dei lavoratori con una strategia precisa ed efficace: una terapia di urto immediata, motivata da catastrofi imminenti, e poi, di fronte ai disastri, fanno finta di concedere qualcosa ma quello che si concede lo si fa pagare ai lavoratori lasciando immutate le rigide regole stabilite.

Gli esempi di questa pratica sono molti:
- Invece di stabilizzare i precari, proposero facilitazioni per l’accesso ai mutui per la casa;
- per aumentare i consumi, invece di favorire l’aumento dei salari, concessero l’uso del tfr;
- per i vaucher inventano gli sms di attivazione, invece di eliminarli o di limitarne l’uso a studenti e pensionati per piccoli lavoretti come era in origine.
L’ultimo esempio eclatante è la tanto propagandata «flessibilità in uscita» per le pensioni. Invece di riabbassare l’età pensionabile dai livelli iniqui cui l’ha elevata la legge Fornero, propongono il pensionamento anticipato di 3/4 anni, ricorrendo ad un mutuo da chiedere alle banche ed a coperture assicurative per coprire il rischio di morte prima di avere pagato il debito.
Il pensionato restituirebbe poi la somma dovuta con un mutuo ventennale.
Quindi un lavoratore con il reddito gravato dal mutuo per la casa dovrebbe indebitarsi ancora per altri venti anni, finendo col non prendere mai la pensione che ha maturato, a meno di vivere fino a 90 anni di età.
L’Ape, cioè l’anticipo dipensione sotto forma di prestito da restituire in rate ventennali, costituirebbe una riduzione pressoché permanente della pensione futura e tre anni di anticipo costerebbero un quarto della pensione spettante.

I consumi a debito, che tanti danni hanno creato a livello generale a partire dalla casa, vengono proposti anche per la previdenza facendo indebitare il lavoratore invece dello stato.

La proposta non è fatta per i lavoratori ma va incontro:
- alla Confindustria, che ha bisogno di far fuori gli anziani e assumere giovani con lo sconto e con meno diritti,
- alle banche, che avranno un’occasione di far profitto sui prestiti ma anche sulla gestione privatistica della previdenza
pubblica.
L’età di accesso alla pensione e gli anni di versamento per la pensione anticipata vanno drasticamente abbassati essendo ormai anche i più alti in Europa!

CUB SOSTIENE CHE IL SISTEMA PENSIONI DEVE ESSERE PROFONDAMENTE RIFORMATO INTRODUCENDO CAMBIAMENTI SOSTANZIALI PER CHI È IN PENSIONE E PER CHI CI ANDRÀ IN FUTURO.
- IN PENSIONE A 60 ANNI O CON 35 ANNI DI CONTRIBUTI
- PENSIONE MINIMA GARANTITA A 1000€ - ADEGUAMENTO DEL LORO VALORE ALLA DINAMICA DEI PREZZI E DEI SALARI
- UNA FORTE RIDUZIONE DELLA TASSAZIONE E COMPENSAZIONE PER GLI INCAPIENTI
- la RESTITUZIONE INTEGRALE DELLA RIVALUTAZIONE 2012/2014 COME RICONOSCIUTA DALLA CORTE COSTITUZIONALE

Cub propone a pensionati e lavoratori di mettere in campo mobilitazioni, lotte e conflitto per questi obbiettivi.
Chi dice che non ci sono soldi vuol legittimare e lasciare le disuguaglianze così come sono: vuole continuare a fare in modo che la crisi continuino a pagarla i lavoratori, i pensionati e i ceti popolari mentre chi è ricco possa diventarlo ancor più. I soldi ci sono basta prenderli da chi li ha!

Milano 07/2016

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