MATERNITA’ E PERMESSI GIORNALIERI: FINALMENTE SANATA UNA INACCETTABILE DISCRIMINAZIONE AI CONIUGI DI CASALINGHE

 

Con sentenza n. 4293 del 9 settembre 2008, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha riconosciuto il diritto del padre a beneficiare dei due periodi di riposo giornalieri per la cura del figlio”, nel caso in cui la madre casalinga, considerata alla stregua della “lavoratrice non dipendente”, possa essere tuttavia “impegnata in attività che la distolgano dalla cura del neonato”.
Fino alla suddetta sentenza, l’Inps, con varie circolari, aveva ritenuto non spettanti tali permessi in quanto per madre “lavoratrice non dipendente” dovesse intendersi la madre “lavoratrice autonoma (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta o colona, imprenditrice agricola, parasubordinata, libera professionista) avente diritto ad un trattamento economico di maternità a carico dell’Istituto o di altro ente previdenziale” e non anche la madre casalinga, con conseguente esclusione, in tale ultima ipotesi, del diritto del padre a fruire dei riposi giornalieri salvi, ovviamente, i casi di morte o grave infermità della madre (vedi circolari n. 109/2000, 8/2003 e 95 bis 2006).

Prendi la circolare dell'INPS formato .pdf

 

 

 

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