L'indennità di maternità è un'indennità sostitutiva della retribuzione che viene pagata alle lavoratrici assenti dal servizio per gravidanza e puerperio.

 

Sommario


 REQUISITI
 INDENNITA' PER ASTENSIONE OBBLIGATORIA
 INDENNITA' PER ASTENSIONE FACOLTATIVA (CONGEDO PARENTALE)
 CASI PARTICOLARI
 RIPOSI ORARI
 MALATTIA DEL BAMBINO
 LE DOMANDE
 L'IMPORTO
 FIGLI PORTATORI DI HANDICAP GRAVE
 IL RICORSO
 ASSEGNO DI MATERNITA' DELLO STATO
 ASSEGNO DI MATERNITA' CONCESSO DAI COMUNI

Modulistica

(Scarica i moduli in formato pdf)

Interdizione anticipata di maternità

(Documentazione da allegare alla domanda)

 


REQUISITI

Per ottenere l'indennit di maternit le lavoratrici dipendenti devono avere un rapporto di lavoro in essere con diritto a retribuzione.

Per le altre categorie:

- le lavoratrici domestiche devono aver versato almeno un anno di contributi nei due anni precedenti il periodo di assenza obbligatoria o almeno sei mesi di contributi nell'anno precedente;

- le lavoratrici agricole devono aver effettuato minimo 51 giornate di lavoro nell'anno precedente il periodo di assenza obbligatoria;

- le lavoratrici autonome devono risultare iscritte negli elenchi degli artigiani o dei commercianti, o dei coltiva-tori diretti, mezzadri e coloni, prima del periodo indennizzabile per maternit e aver pagato i contributi relativi;

- le lavoratrici parasubordinate devono avere un minimo di tre contributi mensili nei 12 mesi precedenti i 2 mesi anteriori al parto.

In particolare

L'indennit di maternit per astensione obbligatoria spetta per un periodo massimo di cinque mesi; per astensione facoltativa, per un periodo non superiore a 11 mesi complessivi tra i due genitori, da fruire nei primi otto anni di vita del bambino.

 

INDENNITA' PER ASTENSIONE OBBLIGATORIA

L'indennit per astensione obbligatoria spetta:

- Alle lavoratrici dipendenti che debbono astenersi obbligatoriamente dal lavoro nei due mesi precedenti la data presunta del parto e nei tre mesi successivi alla data effettiva del parto. L'indennit spetta anche, in caso di parto anticipato, per il periodo compreso tra la data prevista e quella effettiva del parto. La legge 53/2000 ha introdotto la flessibilità dell'astensione obbligatoria, cioè la Possibilità per la lavoratrice di posticipare la sospensione del lavoro al mese precedente la data presunta del parto; il periodo non goduto sar così fruito dopo la nascita del bambino. Ciò a condizione che lo specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico responsabile della sicurezza nei luoghi di lavoro, nel caso in cui la lavoratrice dipenda da un'azienda soggetta a controlli sanitari (ad esempio: azienda industriale), attestino che tale situazione non arreca pregiudizio alla salute della lavoratrice e del nascituro.
Se manca l'obbligo per l'azienda del medico competente, tale funzione spetta al ginecologo. Le lavoratrici che svolgono lavori faticosi o pericolosi (e non possono essere adibite ad altre mansioni) e quelle che soffrono per particolari patologie, preesistenti alla gestazione o verificatesi in seguito, possono anticipare "per rischio" il periodo di astensione obbligatoria precedente al parto, su autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro.
Per motivi analoghi e su segnalazione del datore di lavoro, l'Ispettorato ha anche la facolt di posticipare il ritorno della madre al lavoro, fino al 7° mese successivo al parto.
In caso di morte o di grave malattia della madre, in caso di abbandono o di non riconoscimento del bambino da parte della madre, anche non lavoratrice, l'indennit per astensione obbligatoria relativa ai mesi successivi al parto spetta al padre lavoratore dipendente.

La lavoratrice ha diritto all'indennit per astensione obbligatoria per i tre mesi successivi alla data effettiva del parto anche nei casi in cui:
- il bambino sia nato morto;
- il bambino sia deceduto successivamente al parto;
- ci sia stata un'interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno di gestazione (che è considerata parto)

- Alle lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane e commercianti), a partire dal 27 aprile 2001 (entrata in vigore Testo unico sulla maternit ), spetta l'indennit per i due mesi prima e i tre mesi dopo il parto, ma per queste categorie non c'èè l'obbligo di astensione dal lavoro, come avviene invece per le lavoratrici dipendenti. Spetta sempre per 5 mesi anche in caso di parto prematuro e in caso di parto successivo alla data presunta.

- Alle lavoratrici parasubordinate iscritte alla gestione separata dei lavoratori autonomi, che versano il contributo del 18,20% o del 19,20% secondo il reddito (collaboratrici coordinate e continuative, venditrici porta a porta, libere professioniste)
Vedi - L'indennit di maternit dei lavoratori parasubordinati in caso di adozione l'indennit spetta

- Alle lavoratrici dipendenti, che abbiano adottato bambini o che li abbiano presi in affidamento (preadottivo o provvisorio), per i 3 mesi successivi all'effettivo ingresso del minore nella famiglia adottiva o affidataria, sempre che il bambino adottato non abbia ancora compiuto i sei anni (i 18 anni di et in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale). Spetta anche al padre lavoratore dipendente, in alternativa alla madre lavoratrice dipendente.

- Spetta anche alle lavoratrici autonome adottive o affidatarie (affidamento preadottivo) ma non al lavoratore autonomo.


INDENNITA' PER ASTENSIONE FACOLTATIVA (CONGEDO PARENTALE)

Ciascun genitore ha diritto ad astenersi dal lavoro entro gli otto anni di et del proprio figlio;
le astensioni non possono superare un periodo complessivo tra i genitori di dieci mesi, elevabili a undici.
Anche i genitori adottivi o affidatari hanno diritto ad astenersi dal lavoro e i limiti di et del bambino sono più alti rispetto a quelli previsti per i figli biologici: fino al dodicesimo anno di et del minore, nei primi tre anni dall'ingresso in famiglia e per un periodo massimo di 6 mesi (7 per il padre) se l'astensione è chiesta da un solo genitore, o di 10 mesi (elevabili a 11), se cumulata tra i due. Se il bambino fa il suo ingresso in famiglia a 12 anni l'astensione può essere esercitata, sempre entro i tre anni successivi all'inserimento nel nucleo, con le stesse modalità , fino al 15° compleanno;

Possono chiedere l'astensione facoltativa:

- le madri lavoratrici dipendenti (escluse quelle disoccupate o sospese, quelle addette ai servizi domestici e familiari e quelle addette ai lavori a domicilio), le quali possono astenersi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, fino al compimento di otto anni di et del bambino;

- i padri lavoratori dipendenti, i quali possono astenersi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi (elevabili a sette, nel caso in cui il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo non inferiore a tre mesi);

- il genitore solo, il quale può astenersi per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi;

- le lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre, colone, imprenditrici agricole a titolo principale, artigiane e commercianti), le quali hanno diritto ad astenersi per tre mesi entro il primo anno di et del bambino.
L'indennit per astensione facoltativa spetta, indipendentemente dalle condizioni di reddito del richiedente, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi entro il terzo anno di et del bambino.
In caso di superamento dei sei mesi complessivi tra i genitori (e fino a otto anni di et del bambino) l'indennit è subordinata a determinate condizioni economiche: il reddito individuale del genitore richiedente non deve essere superiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione previsto per l'anno nel quale viene presentata la domanda (per il 2007 questo tetto è pari a 14.174,55 euro).

 

CASI PARTICOLARI

Indennit per interruzione della gravidanza
L'interruzione della gravidanza avvenuta dopo il 180° giorno dall'inizio della gestazione è considerata a tutti gli effetti parto.
L'interruzione avvenuta, invece, prima del 180° giorno dall'inizio della gestazione è considerata aborto e equiparata alla malattia; la lavoratrice, quindi, non ha diritto alla indennit di maternit , ma a quella di malattia.
Alle lavoratrici autonome viene pagata una indennit per 30 giorni in caso di interruzione della gravidanza tra il terzo mese e il 180° giorno di gestazione.

Parto prematuro
In caso di parto prematuro i giorni di astensione obbligatoria non goduti prima del parto son oaggiunti al periodo di astensione obbligatoria dopo il parto. Se il parto prematuro è avvenuto prima dei due mesi di astensione pre-parto, ovvero durante il periodo di interdizione anticipata disposta dall'Ispettorato del lavoro, è riconosciuto un periodo massimo di astensione obbligatoria dopo il parto pari a cinque mesi.


Per poter fruire dell'indennit occorre che:

- non vi sia stata attivit lavorativa nel periodo per il quale si chiede il riconoscimento;

- l'interessata presenti una domanda all'Inps entro 30 giorni dal parto allegando il certificato di nascita del bambino.

I giorni non goduti di astensione obbligatoria prima del parto non possono essere aggiunti al termine dei mesi di proroga dell'astensione dopo il parto disposta dall'Ispettorato del lavoro.

 

RIPOSI ORARI


Durante il primo anno di vita del bambino la madre ha diritto a dei riposi giornalieri di due ore al giorno se l'orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore giornaliere. Se l'orario di lavoro è inferiore a 6 ore giornaliere è previsto un permesso di 1 ora al giorno. Il padre non può utilizzare i riposi giornalieri durante il periodo di congedo per maternit della madre, anche nel caso in cui la madre non se ne avvalga in quanto assente dal lavoro per cause di aspettativa, permessi non retribuiti ecc. I riposi spettano anche in caso di adozione e di affidamento entro il primo anno dall'ingresso del minore nella famiglia adottiva o affidataria.
Spettano al padre nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente (ad esempio nel caso si tratti di: lavoratrice autonoma, libera professionista).
In caso di parto plurimo le ore sono raddoppiate e possono essere utilizzate anche dal padre. Il raddoppio dei riposi è previsto anche in caso di adozione o affidamento di due o più minori, anche se non fratelli, che entrano in famiglia nella stessa data.

Non hanno diritto ai permessi orari le lavoratrici domestiche, a domicilio e le lavoratrici autonome.

 

MALATTIA DEL BAMBINO

I genitori, alternativamente, hanno diritto ad astenersi dal lavoro durante la malattia del figlio:
fra i tre e gli otto anni di et del bambino nel limite di cinque giorni lavorativi l'anno per ciascun genitore, senza limite di giorni, invece, se il bambino è al di sotto dei tre anni.
Per tali assenze non è corrisposta la retribuzione, l'interessato ha diritto alla contribuzione figurativa fino al terzo anno di vita del bambino. Dai tre agli otto anni ha invece diritto ad una contribuzione ridotta.

Il lavoratore assente per malattia del figlio è tenuto a presentare un certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato.
La malattia del bambino che d luogo a ricovero ospedaliero interrompe il periodo di ferie del genitore.

 

LE DOMANDE


Le domande di astensione obbligatoria e facoltativa vanno presentate all'Inps e al datore di lavoro.
La domanda di riposi orari della madre, per allattamento, va presentata al datore di lavoro, quella del padre va presentata all'Inps e al datore di lavoro;
la domanda per ottenere i giorni di congedo per malattia del bambino deve essere presentata al datore di lavoro con allegato un certificato di un medico specialista del Servizio Sanitàrio Nazionale che attesti la malattia e, inoltre, una dichiarazione che attesti che l'altro genitore non sia in astensione dal lavoro per gli stessi giorni.

 

L'IMPORTO

Per le lavoratrici dipendenti l'indennit per astensione obbligatoria è pari all'80% della retribuzione media giornaliera per i giorni di astensione obbligatoria.
Per le colf, le lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane e commercianti) e le lavoratrici agricole a tempo determinato la misura dell'indennit è pari all'80% delle retribuzioni "convenzionali" stabilite anno per anno dalla legge; per le parasubordinate l'indennit di maternit è di importo variabile a seconda dei contributi accreditati.
L'indennit per astensione facoltativa è pari al 30% della retribuzione media giornaliera.
L'indennit di maternit è pagata in genere dal datore di lavoro, il quale viene poi rimborsato dall'Inps tramite il conguaglio dei contributi.
Alle lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane e commercianti), alle colf, alle lavoratrici agricole dipendenti, alle lavoratrici stagionali e alle disoccupate o sospese che non usufruiscono di trattamenti di integrazione salariale e alle parasubordinate, l'indennit è pagata direttamente dall'Inps.

 

FIGLI PORTATORI DI HANDICAP GRAVE

AGEVOLAZIONI

I genitori di figli portatori di handicap grave possono fruire di particolari agevolazioni:

- prolungamento dell'astensione facoltativa o, in alternativa, una o due ore (a seconda della durata dell'orario di lavoro) di permesso giornaliero retribuito, fino al terzo anno di et del bambino;

- tre giorni di permessi mensili retribuiti, fruibili anche in maniera continuativa, oltre il terzo anno di et del bambino.

I riposi, i permessi e i congedi spettano al genitore lavoratore anche quando l'altro genitore non ne ha diritto. Questo significa che il genitore lavoratore può fruire delle agevolazioni anche se la madre non lavora.
I permessi e il congedo per grave handicap non possono essere fruiti contemporaneamente.
I riposi e i permessi possono essere cumulati con il congedo parentale (astensione facoltativa di 6 mesi per la madre e 7 mesi per il padre; 10/11 mesi se viene fruito da entrambi) e con il congedo per malattia del figlio.
I genitori possono fruire contemporaneamente l'uno dell'astensione facoltativa e l'altro dei permessi per i figli disabili. Non è possibile, però, che lo stesso genitore fruisca contemporaneamente dei permessi per i figli disabili e dell'astensione facoltativa nella stessa giornata.
La norma riconosce il diritto ai riposi, ai permessi e ai congedi, anche ai genitori adottivi e agli affidatari.

CONGEDO

La legge ha introdotto dal 1° gennaio 2001 un congedo straordinario retribuito per l'assistenza di figli che sono portatori di grave handicap.
Il congedo ha la durata massima di due anni nell'arco della vita lavorativa e può essere frazionato (a giorni, a settimane, a mesi ecc.)

A chi spetta:

- Ai genitori, naturali o adottivi, e dal 27 aprile 2001 (data di entrata in vigore del decreto legislativo che riordina i permessi e i congedi per i genitori di portatori di handicap grave) anche agli affidatari di disabili per i quali è stata accertata la situazione di gravit ;
i genitori non possono fruire del congedo contemporaneamente.

- Ai fratelli o alle sorelle conviventi del portatore di handicap grave, in caso di decesso di entrambi i genitori o quando questi ultimi siano imPossibilità ati a provvedere all'assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili.
Non è possibile fruire del congedo parentale (astensione facoltativa) e del congedo per grave handicap contemporaneamente.

Per ottenere il congedo sono richieste le stesse condizioni che permettono di fruire degli speciali congedi previsti dalla legge sull'handicap (giorni di permesso mensili retribuiti, prolungamento dell'astensione facoltativa, permessi orari retribuiti ecc.).

L'importo

Il congedo è retribuito con un'indennit pari all'ultima retribuzione percepita, è coperto dai contributi figurativi e viene corrisposto per tutti i giorni per i quali il beneficio è richiesto. Per i periodi per i quali non è prevista attivit lavorativa (es. part-time verticale), il congedo non è riconosciuto.
L'indennit non può essere riconosciuta ai lavoratori domestici e ai lavoratori a domicilio.

La domanda

La domanda di congedo (Mod-Hand4 per i genitori e Mod-Hand5 per fratelli e sorelle) deve essere presentata all'Inps in duplice copia. Una di esse viene restituita dall'Inps per ricevuta all'interessato che la deve presentare al datore di lavoro.
Alla domanda deve essere allegata, tra l'altro, la documentazione della ASL dalla quale risulti la gravit dell'handicap.
La legge finanziaria 2004 ha abolito la norma secondo la quale al momento della domanda di congedo la gravit dell'handicap doveva essere stata accertata da almeno cinque anni.
Le domande presentate prima del 1° gennaio 2004, respinte per mancanza del vecchio requisito dei cinque anni, devono essere ripresentate.

 

IL RICORSO

Nel caso in cui la domanda di indennit di maternit , per astensione obbligatoria o facoltativa, sia respinta l'interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato provinciale dell'Inps, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica il rifiuto.

Il ricorso, indirizzato al Comitato Provinciale, può essere:

 - presentato agli sportelli della Sede dell'Inps che ha respinto la domanda;

 -  inviato alla Sede dell'Inps per posta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno;

 - presentato tramite uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili.

 

ASSEGNO DI MATERNITA' DELLO STATO

È una prestazione che spetta alle madri residenti, cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno, per ogni figlio biologico o adottato, o in affidamento preadottivo. Per le nascite o per gli ingressi in famiglia relativi a tutto il 2007, l'importo dell'assegno è pari a 1.813,08 euro. La somma è corrisposta per intero a chi non ha diritto ad alcuna prestazione, o per differenza a chi fruisce gi di una indennit , ma di importo inferiore.

I requisiti

L'assegno spetta se:

-la lavoratrice gi fruisce di una forma di tutela previdenziale ed ha almeno tre mesi di contribuzione compresi tra i nove e i diciotto mesi precedenti la nascita o l'ingresso in famiglia del bambino;

-la madre è disoccupata, purché tra la data della perdita del diritto a prestazioni previdenziali e la data di nascita o di ingresso del minore nella famiglia non siano trascorsi più di nove mesi;

- la lavoratrice ha interrotto il rapporto di lavoro per dimissioni durante il periodo di gravidanza, ed ha almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dai diciotto mesi ai nove mesi precedenti la nascita del bambino.

La domanda

Per ottenere l'indennit si deve presentare domanda all'Inps entro sei mesi dalla nascita, o dall'effettivo ingresso in famiglia, in caso di adozione o affidamento, altrimenti perde il diritto.

 

ASSEGNO DI MATERNITA' CONCESSO DAI COMUNI

È una prestazione che spetta alle madri cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso della carta di soggiorno, residenti in Italia.
L'assegno spetta, inoltre, alle cittadine extracomunitarie con lo status di rifugiate politiche, anche se non sono in possesso della carta di soggiorno.
L'importo per il 2007 è pari a 294,52 mensili per cinque mesi, per complessivi 1.472,60 .
A partire dal 2 luglio 2000, spetta per ogni figlio nato (esempio: parto gemellare spettano due assegni), per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo.


I requisiti

L'assegno spetta alla donna che:

- non ha diritto ad alcuna indennit di maternit ad altro titolo (nel caso in cui fruisca di un'indennit di maternit di importo inferiore a quello dell'assegno del Comune può esserle riconosciuta la differenza);

- vive in un nucleo familiare che non ha redditi superiori a determinati tetti. I redditi sono calcolati in base ai criteri stabiliti dall'Indicatore della situazione economica (ISE), il cui valore per il 2007, con riferimento ai nuclei familiari composti di tre persone, è di 30.701,58 euro.

L'assegno va chiesto al Comune di residenza, improrogabilmente entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione, e viene pagato dall'Inps.

 

 

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