Oggetto: Lettera sulla occupazione delle persone con disabilità in Italia.
Nel momento in cui si valuta come aumentare e/o rendere esigibili le tutele dei Diritti delle Persone con Disabilità, non si può sottovalutare l’importanza che ricopre il Diritto al Lavoro, come peraltro previsto dall’art.27 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.


Lavoro è inclusione, è integrazione ed è opportunità per tutte le persone con disabilità fisica e psichica.
Anche la Carta Costituzionale italiana, sancendo all’art.4 il diritto al lavoro per tutti i cittadini, non ne esclude nessuno, anzi ne stimola nella società lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni che rendano effettivo il suo pieno godimento.
In realtà, però, c’è ancora molto da fare in Italia per favorire l’inserimento e l’integrazione al lavoro delle persone con disabilità.
Peraltro è assolutamente accertato che, spesso, l’inserimento al lavoro di persone con disabilità,
quando si realizza, è provvisorio e per mansioni tutt’altro che adeguate alle potenzialità esprimibili dal lavoratore in questione: trattasi in moltissimi casi dei cosiddetti “lavoretti”, sottopagati e precari.
Se la crisi finanziaria del 2008 e le sue conseguenze hanno aggravato una situazione tutt’altro che esemplare, è altrettanto acclarato che la situazione occupazionale delle persone con disabilità nel nostro Paese non è stata molto diversa negli anni precedenti e neppure in quelli successivi.
Da considerare che in Italia esiste una legge, importantissima, la n.68 del 1998, che definisce gli obblighi per le aziende pubbliche e private, in ordine all’inserimento ed all’integrazione dei lavoratori con disabilità nei luoghi di lavoro: la corretta applicazione di tale norma imprimerebbe un oggettivo miglioramento ed una crescita quantitativa e qualitativa dell’occupazione delle persone con disabilità.
Tale norma, seppur perfettibile, contiene stringenti obblighi per le controparti datoriali che, se non venissero sistematicamente aggirati ed erosi da una costante aggressione operata soprattutto dalle lobby imprenditoriali e da una errata mentalità che guarda alla disabilità non come una ricchezza ma come un problema, consentirebbe il raggiungimento di traguardi ancora lontani e rimasti ipotetici.
Tutto ciò accade nonostante l’occupazione e l’integrazione nei luoghi di lavoro delle persone con disabilità sono un DIRITTO e nonostante, come dimostrato da diversi studi, l’inserimento in servizio di persone con disabilità, favorisce la responsabilizzazione dei colleghi, nonché il miglioramento delle condizioni al contorno dell’intero ambiente di lavoro, con riflessi positivi sulla produttività complessiva.
E’ importante considerare che in Italia è ancora molto complesso riuscire a sapere quale sia la situazione occupazionale a livello nazionale delle persone con disabilità, a causa della frammentazione dei dati disponibili ma anche per la loro contraddittorietà.
Ci sono però dati ed analisi di importanti campioni di aziende pubbliche e private che, seppur parziali, rendono il quadro di una situazione tutt’altro che rosea.
Ad esempio, presso il Centro per l’impiego di Roma è pubblicato un censimento riguardante le aziende che hanno la sede legale nella nella provincia della capitale, nonchè di aziende nazionali che abbiano almeno una sede operativa nella stessa provincia di Roma.
Sono state prese in esame 5938 aziende pubbliche e private, ognuna con più di 15 dipendenti, che complessivamente occupano oltre 2.540.799 lavoratori (sono circa 18 milioni i lavoratori in Italia), ovvero un campione pari a oltre il 14% di tutti i lavoratori italiani.
La quota di persone con disabilità che dovrebbe risultare occupata sulla base delle previsioni della L.68/99 è di 124.295 ma i dati rivelano che ne sono in forza solo 91.537 lavoratori a cui, al momento dell’assunzione, era stata riconosciuta una invalidità non inferiore al 48% o di almeno il 60% durante il rapporto di lavoro.
I numeri ci rappresentano inoltre che esistono 4548 posizioni di lavoro destinate a lavoratori con disabilità che sono state esonerate, previo versamento di una somma di denaro da parte delle aziende, in ci si verificano talune condizioni.
Il calcolo definito dalla L.68/99 è complesso e affatto immediato, peraltro divenuto oltremodo più articolato nel corso del tempo a fronte di “modifiche” imposte, non tanto dal legislatore, quanto da circolari ed interventi interpretativi degli enti preposti al controllo della applicazione della norma stessa.
Nel suddetto prospetto si evidenzia comunque che, nel campione preso in esame, sono 27726 le posizioni di lavoro destinate a persone con disabilità che sono rimaste vacanti: un numero considerevole che rappresenta oltre il 30% delle persone con disabilità complessivamente occupate nello stesso campione preso in esame.
A loro volta le persone con disabilità occupate rappresentano solo il 3,6% dell’intera popolazione censita: un dato troppo basso e lontano dall’obiettivo della norma esistente e le cui previsioni restano un miraggio.
Tale percentuale è risulta bassa anche se si calcola sul numero dei lavoratori da considerare come base di calcolo prevista dalla norma stessa e assolutamente inferiore alla platea complessiva di lavoratori occupati: anche in tal caso, i lavoratori con disabilità risulterebbero comunque solo il 5% di tale insieme “ristretto”, da cui sono escluse intere categorie dispensate provvisoriamente o definitivamente dagli obblighi previsti dalla L.68/99.
Come detto, sono tanti i lavoratori con disabilità che restano esclusi dal lavoro, nonostante le previsioni imperative della norma, anche nel settore pubblico.

Ad esempio:
• Ministero Economia e Finanza – 27 è il numero di unità di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 71 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti alle categorie protette, assunti un tempo al posto delle persone con disabilità, pratica finalmente vietata).
• Ministero Grazie e Giustizia -18 è il numero di unità di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 308 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con diabilità).
• Ministero dell’Istruzione e ricerca, come anche il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dei Trasporti ed infrastrutture ed il Ministero per i Beni Culturali non hanno unità di lavoratori con disabilità “in sopertura” (in realtà hanno rispettivamente 26, 15 , 10 e 140 posizioni di lavoro ricoperte da lavoratori appartenenti appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con diabilità).
• Ministero degli affari esteri -15 è il numero di unità di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 24 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con diabilità).
• Ministero dell’Ambiente -3 è il numero di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 5 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con disabilità).
• Ministero dell’Ambiente -3 è il numero di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 11 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con disabilità).
• Minstero degli Interni -31 è il numero di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 169 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con disabilità).
• Minstero del lavoro -3 è il numero di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 4 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con disabilità).
• Minstero degli Interni -31 è il numero di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 169 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con disabilità).
• Presidenza del Consiglio -48 è il numero di lavoratori con disabilità in “scopertura” (in realtà la scopertura è più ampia ma 12 posizioni di lavoro sono ricoperte da lavoratori appartenenti ad altre categorie protette e fragili ma al posto di lavoratori con disabilità).
Per non parlare del settore Privato per il quale, solo a titolo di esempio, si ricorda che si sono situazioni urgentissime che non possono essere ignorate, sussistenti in aziende dal blasonatissimo marchio:
• Banca d’Italia -64 è il numero di unità di lavoratori con disabilità in “scopertura”
• Alitalia -283 è il numero di unità di lavoratori con disabilità in “scopertura” Insomma i numeri inseriti, seppur riferiti ad un campione che non è dissimile da quanto rivelabile in altre Province del nostro Paese, ribadiscono e confermano la necessità impellente che si debba fare ancora molto in Italia per l’inserimento al lavoro delle persone con disabilità.
A tale proposito è urgente che il Governo italiano si renda disponibile ad intervenire in maniera determinata, anche nel perseguire la disapplicazione della norma, peraltro bonificandola da modifiche ed interpretazioni che ne hanno limitato le potenzialità.
E’ comunque impellente che in Italia l’esigibilità del Diritto al Lavoro diventi una realtà che è stata negata per molto tempo e che deve essere assicurata per permettere anche a questi cittadini di godere di una vita dignitosa ed integrata nella società.
Nel rivolgere un invito alla Ambasciatrice d’Italia presso le Nazioni Unite in indirizzo affinchè effettui un Suo autorevole intervento nei confronti delle Nazioni Unite al fine di favorire lo sviluppo dell’occupazione per le persone con disabilità in Italia, nel rispetto dell’art. 27 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, nonchè confermando la più ampia disponibilità ad approfondire le questioni, si inviano

Distinti Saluti

Per la Confederazione Unitaria di Base
Antonio Amoroso Marcelo Amendola
(cell. 3939103997 (cell. 3474299081
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