Sul diritto alla proclamazione dello sciopero assistiamo ad un attacco molto forte che ha per protagonisti cgil-cisl-uil e padroni, uniti nel volerne impedire il libero esercizio.

È bene ricordare che, si tratta di un diritto costituzionale che appartiene ai lavoratori ma che è stato loro espropriato solo dopo un’aspra battaglia giuridica ed ideologica, condotta da padroni e sindacati concertativi, attraverso leggi come la 146/90, accordi come quello del 10.01.2014 e alcune sentenze.
Già in occasione dello sciopero generale nazionale del 25 ottobre le segreterie cgil-cisl-uil dei sindacati lombardi del trasporto si erano scagliate contro il diritto alla dichiarazione di sciopero da parte di “piccoli sindacati” e proposto l’utilizzo del meccanismo di rappresentatività, previsto nell'accordo del 10.01.2014 per la firma dei contratti nazionali, anche per dichiarare sciopero. In base a tale presupposto loro resterebbero di fatto, congiuntamente, gli unici a poterlo dichiarare.

Due giorni fa invece, sullo sciopero dichiarato all'ATM di Milano per il 28.11 contro la privatizzazione del trasporto pubblico locale, è andata alla carica l'Agens (Associazione di Imprese del Trasporto) che ha anche rivelato di voler presentare una proposta di legge che limiti ulteriormente il diritto di sciopero. Aderendo alle già note richieste padronali, la proposta si baserà su tre punti cardine: potrà dichiarare lo sciopero solo chi avrà la “maggiore rappresentatività”, i lavoratori dovranno dichiarare in anticipo la loro adesione, ci dovrà essere coerenza tra l'iniziativa di sciopero e le problematiche aziendali.

Anche questa presa di posizione ha goduto di una forte copertura mediatica e, a dimostrazione della forte intesa tra padroni e sindacati concertativi, è stata subito spalleggiata da cgil-cisl-uil.
Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di monopolizzare i diritti sindacali e di compiacere il padronato, come se decenni di contratti bidone non bastassero! C’è un solo modo per sconfiggere tanta arroganza: riappropriarsi delle piazze e continuare ad esercitare il diritto di sciopero.

CUB e SGB si battono da tempo per consentire a tutti i lavoratori l'esercizio di questo diritto e non arretreranno di un passo, per questo motivo abbiamo rifiutato di firmare ogni accordo capestro - compreso quello del 10.01.2014 - per lo stesso motivo proseguiremo nella battaglia generale per i diritti, il reddito, la dignità del lavoro.

Milano, 28.11.2019

Confederazione Unitaria di Base di Milano
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