CUB e COMITATO CORNUTI E MAZZIATI in Piazza della Scala: Il decreto del governo(ancora non definitivo) ha portato a 50mila il numero di lavoratori che, messi in mobilità prima del 31 ottobre 2011, potranno andare in pensione con i requisiti pre-esistenti.(Testo integrale dell'art 24 comma 10 che riguarda i lavoratori in mobilità.)

 Testo integrale dell'art 24 comma 10 che riguarda i lavoratori in mobilità.

Da una prima lettura del testo emerge che tutti i lavoratori in mobilità corta o lunga alla data del 31 ottobre 2011, nonchè a coloro che sono stati messi in mobilità con accordi fatti prima di quella data, nonchè coloro che stanno pagando i contributi volontari sempre legati ad accordi di mobilità, mantengono i requisiti della legge attuale. È stabilito un numero di 50.000 ( che comprende i 10.000 della legge 122 che viene abolita).
Per tutti questi lavoratori perciò si andrà in pensione con i requisiti attuali senza penalizzazioni.
In pratica possiamo affermare che il problema dei lavoratori in mobilità è praticamente risolto.
Resterà poi da vedere le circolari applicative dell'Inps per la conferma di ciò che è scritto sul decreto.
Per coloro invece che sono andati in mobilità dopo il 31 ottobre 2011 (o con accordi fatti dopo tale data) o che andranno in futuro le cose cambieranno (saranno fregati). Oltre l'innalzamento dell'età ci saranno anche le penalizzazioni per coloro che avranno meno di 63 anni.

Se il nuovo decreto sulle pensioni è letteralmente un disastro per tutti i lavoratori e va combattuto con tutte le nostre forze per farlo cambiare, va però preso atto che la nostra mobilitazione di queste settimane ha portato a un risultato positivo (se confermato) per i mobilitati. Un grazie perciò al Comitato cornuti e mazziati e a tutti coloro che si sono battuti.

Continua comunque la nostra mobilitazione.
Invito tutti a partecipare al presidio a Milano il 7 dicembre in Piazza Scala dalle 15 alle 18 e alla manifestazione di Roma che si farà a metà dicembre.

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Decreto governo relativo ai mobilitati

10. (esenzioni) Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente articolo continuano ad applicarsi ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011, ai soggetti di cui all’articolo 1, comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni e integrazioni, nonché nei limiti del numero di 50.000 lavoratori beneficiari, ancorché maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:

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a) ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 31 ottobre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;

b) ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 31 ottobre 2011;

c) ai lavoratori che, alla data del 31 ottobre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all'art. 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;

d) lavoratori che, antecedentemente alla data del 31 ottobre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;

e) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 hanno in corso l’istituto dell’esonero dal servizio di cui all’articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133.

L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e l’INPDAP provvedono al
monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro o dell’inizio del
periodo di esonero di cui alla lettera

d), delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al presente comma che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente articolo.

Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 50.000 domande di pensione, i predetti Istituti non prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al presente comma.

 

 

 

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