Le reiterate dichiarazioni di Ministri della Repubblica e dello stesso Presidente del Consiglio spargono falsità quali "ai lavoratori in cassa integrazione viene corrisposta un'indennità pari all’80% del salario perso". Sarebbe pertanto dovuta a riguardo una corretta informazione; lettera della CUB al Corriere della Sera

 

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Sarebbe pertanto dovuta a riguardo una corretta informazione; lettera della CUB al Corriere della Sera

Gentile dott. Enrico Marro,


Il 27 giugno scorso sul Corriere della Sera Lei ha illustrato gli interventi del Governo per arginare la perdita dei posti di lavoro. Nell’articolo in questione traspare che ai lavoratori in cassa integrazione viene corrisposta un'indennità pari all’80% del salario perso.
Ciò è falso in quanto l’attuale normativa prevede formalmente un'integrazione salariale pari all'80% della retribuzione complessiva spettante per le ore di lavoro non prestate ma, dal 1995, anche limiti massimi mensili che abbattono notevolmente il valore dell’integrazione.
Per il 2008  sono previsti due massimali:
.    € 858,58 mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.857,48 lordi mensili;
·    1.031,93 mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.857,48 lordi mensili.
Più verosimilmente l’indennità copre circa il 50% del salario perso dal lavoratore e ciò è confermato anche dal Governatore della Banca d’Italia che nelle sue considerazioni finali a pag. 9 afferma “… la sua copertura potenziale è tuttavia limitata – interessa un terzo dell’occupazione dipendente privata – e fornisce al lavoratore un'indennità massima inferiore, in un mese, alla metà della retribuzione lorda media nell’industria.”
Probabilmente Lei è stato indotto all’errore dalle ripetute dichiarazioni di Ministri della Repubblica e dello stesso Presidente del Consiglio dei quali si intuisce l’interesse a raccontare frottole per apparire come quelli che stanno guidando con perizia il paese in questa fase di pesante crisi occupazionale.
Sarebbe pertanto dovuta a riguardo una corretta informazione.
Per contrastare la tendenza che rischia di provocare un milione di disoccupati nel 2009,  la CUB propone:
mantenimento della retribuzione percepita per tutti i lavoratori compresi gli “atipici”, prolungamento della cassa integrazione ordinaria a 30 mesi,
trasformazione dei rapporti di lavoro degli apprendisti e dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato,
riduzione strutturale dell’orario di lavoro a parità di salario,
continuità del reddito nuova occupazione mediante un piano straordinario su energia, ambiente e messa in sicurezza degli edifici per evitare ulteriori catastrofi.
I provvedimenti adottati,  per la Cub, sono deludenti e tali da non migliorare le condizioni dei lavoratori.
204.000 occupati in meno da gennaio a marzo, quasi 293 milioni di ore di cassa integrazione da gennaio a maggio e altre migliaia di ore di cassa in deroga segnano in modo drammatico gli effetti della crisi sul mondo del lavoro e avrebbero meritato  un’attenzione di tutt’altro livello.
Dei provvedimenti adottati, la proroga della cassa integrazione delle aziende che hanno cessato l’attività e l’aumento della copertura del salario dei lavoratori in contratto di solidarietà dal 60% all’80% vanno nella direzione di migliorare le tutele ma sono sotto finanziati e quindi appaiono interventi di facciata.
Gli altri due provvedimenti,  cassintegrati  che lavorano e cassintegrati che si licenziano sfiorano l’assurdo:
con il primo i lavoratori posti in cassa integrazione possono essere richiamati in azienda per progetti di formazione che possono includere attività lavorative vere e proprie, cioè l’azienda può far lavorare i suoi cassintegrati con un salario pagato dall’INPS e integrato dall’impresa per l’altro 20%, e ricevere il finanziamento dei “corsi” (gestiti dagli enti bilaterali) dallo stato,
con il secondo si incentiva il licenziamento invece di tutelare l’occupazione.

Cordialmente

Milano 29/06/2009

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