RIGENERAZIONE URBANA per: IL DIRITTO ALLA CASA, CASE POPOLARI PER TUTTI, IL LAVORO, CITTA' INCLUSIVE e SOLIDALI.

UNIONE INQUILINI
VIII Giornata Nazionale “Sfratti Zero” – 10 ottobre 2019

BASTA FAMIGLIE SULLA STRADA! NESSUNO SFRATTO O SGOMBERO SENZA UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA DIGNITOSA! INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE IN DECINE DI CITTA' E PAESI IN TUTTA ITALIA.

 

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A Milano presidio il 10-10-19 ore 17,00
in via Oglio 8 di fronte alla ex sede del “Residence Sociale Aldo dice 26x1”, sgomberato nel settembre 2018 e ancora vuoto

L'INIZIATIVA NAZIONALE

650.000 famiglie collocate nelle graduatorie, 60/70 mila sentenze di sfratto all’anno, oltre 30.000 sfratti eseguiti con la forza pubblica ogni anno, migliaia di espropri che colpiscono lavoratori e pensionati a causa del mancato pagamento di ratei di mutui derivanti da licenziamenti o riduzione della disponibilità di reddito.
Oltre 140 famiglie che in Italia quotidianamente vengono sfrattate senza avere nessuna soluzione da parte dei Comuni, accelerazione delle forme repressive con sgomberi di palazzi occupati e di baraccopoli di famiglie rom, relegando la questione abitativa a questione di ordine pubblico senza alcuna forma di assistenza e di passaggio da casa a casa.
Assenza di intervento da parte dei Servizi Sociali, che laddove intervengono spesso colpevolizzano o minacciano allontanamenti dei figli a chi si rivolge loro.
I decreti sicurezza del Ministro Salvini tesi esclusivamente a difendere e sostenere la proprietà privata nonché la speculazione e rendita immobiliare.
Assegnazioni in numero assolutamente insufficiente rispetto alla domanda di 650.000 famiglie in graduatoria in Italia.
Troppo poche case popolari in assegnazione e mancanza assoluta di politiche abitative degne di tale definizione a fronte di un immenso patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato.
Fondi nazionali per l'edilizia pubblica pressoché azzerati, insufficiente dotazione del fondo morosità incolpevole.
DA MOLTI ANNI IL PROBLEMA CASA E' SCOMPARSO DAL DIBATTITO POLITICO A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE, LE RISORSE DEDICATE ALLE POLITICHE ABITATIVE SONO INSIGNIFICANTI E DI GRAN LUNGA INFERIORI RISPETTO AI PRINCIPALI PAESI EUROPEI, MENTRE L'EMERGENZA ABITATIVA CRESCE NELLE GRANDI CITTA' E NELLE AREE METROPOLITANE, MA ANCHE IN MOLTI CENTRI MEDIO PICCOLI, ANCHE GRAZIE AL FATTO CHE NON ESISTE PIU' ALCUNA REGOLAMENTAZIONE DEGLI SFRATTI E IL DECRETO SALVABANCHE DI RENZI PERMETTE AI CUSTODI GIUDIZIARI DI ESEGUIRE DIRETTAMENTE LE ESECUZIONI IMMOBILIARI
La Giornata Nazionale Sfratti Zero è per rivendicare:
piano nazionale fondato sul riutilizzo dell’immenso patrimonio pubblico e privato inutilizzato, compresi le ex caserme, gli immobili del demanio e i beni confiscati alla mafia, anche mediante l'autorecupero, per rispondere alla precarietà abitativa, finanziato dalla abolizione della cedolare secca per chi affitta a libero mercato e dalla soppressione dell’esenzione Imu per l’invenduto dei costruttori;
il blocco di sfratti e sgomberi finché non si sarà ricreata una disponibilità di alloggi sufficiente a dare soluzioni dignitose, per rispondere alle famiglie nelle graduatorie e per garantire il passaggio da casa a casa delle famiglie sfrattate, attraverso la graduazione degli sfratti
LA REALTA' MILANESE
Anche a Milano, città che in passato ha gestito meglio di altre l'emergenza abitativa e nella quale vengono eseguiti circa 3000 sfratti ogni anno e migliaia di esecuzioni immobiliari nei confronti di famiglie che non sono riuscite a pagare il mutuo, la situazione negli ultimi anni è drammaticamente peggiorata, con l'abbandono da parte del Comune di ogni proposito di garantire il passaggio da casa a casa alle famiglie sfrattate e il progressivo disimpegno delle Istituzioni dalla gestione dell'emergenza abitativa tramite l'offerta di alloggi popolari.
Un passaggio cruciale che stiamo attraversando è quello del primo bando indetto a Milano applicando la nuova legge regionale sulla case popolari, la 16 del 2016, che elimina la graduatoria unica basata sul bisogno, sostituendola con un sistema di domande per singoli alloggi estremamente macchinoso e iniquo, fatta apposta per limitare le domande e penalizzare proprio chi ha più bisogno di casa, gli sfrattati in primo luogo.
Il contingentamento al 20% delle assegnazioni per le famiglie a minor reddito, i cosiddetti "indigenti", che per di più non possono neppure presentare la domanda se sprovvisti di una certificazione di indigenza fornita dai servizi sociali, l'uso dell'ISEE INPS, che valuta la condizione economica di 2 anni prima e non quella attuale o comunque recente, come indicatore economico, un sistema di punteggi totalmente avulso dalla effettiva valutazione del bisogno abitativo ed estremamente penalizzante per gli sfrattati rispetto alla precedente normativa, sono ulteriori fattori che ci fanno dire che le procedure di assegnazione previste dalla nuova legge regionale saranno totalmente e volutamente inefficaci nella gestione dell'emergenza sfratti e più in generale delle situazioni di emergenza abitativa.
Con l'attuale bando, inoltre, non viene risolto il problema principale che ha inceppato le procedure di assegnazione negli ultimi anni, la mancanza di alloggi per famiglie medio grandi, dalle 4 persone in su, dovuta al fatto che quasi tutti gli alloggi ristrutturati e riassegnati in questi anni sono stati alloggi piccoli.
Per dare una idea gli alloggi messi a bando per 2 persone con l'attuale bando sono oltre 200, quelli per 5 persone meno di 30 e gli alloggi privi di barriere architettoniche sono quasi del tutto assenti.
Con la fine dell'anno verranno per di più eliminate le assegnazioni in deroga alla graduatoria per sfratto o emergenze diverse, fino ad oggi lo strumento principale di gestione dell'emergenza sfratti.
Al loro posto la nuova normativa prevede locazioni temporanee di un anno, prolungabile di un altro anno, in alloggi sottratti all'edilizia popolare e che probabilmente saranno gestiti dal "privato sociale".
Il tutto sarà gestito dai Comuni senza alcun effettivo controllo e trasparenza, a differenza della attuali assegnazioni in deroga, che vengono valutate da una commissione della quale fanno parte anche i sindacati inquilini e esperti di nomina del consiglio comunale (sia maggioranza che opposizione), senza alcun raccordo con le procedure di accesso all'edilizia popolare e per di più trasformando automaticamente in occupanti abusivi, esclusi quindi dalla possibilità di partecipare ai bandi, le famiglie che dopo 2 anni non rilascino gli alloggi.

IN CONSEGUENZA DELLA APPLICAZIONE DELLE NUOVE NORMATIVE SU BANDI E SERVIZI ABITATIVI TEMPORANEI, A DICEMBRE 2019 VERRANNO CANCELLATE LE ATTUALI GRADUATORIE DI ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI, IN CUI SONO INSERITE PIU' DI 25000 FAMIGLIE, E VERRA' SOSPESO L'ESAME DELLE DOMANDE DI ASSEGNAZIONE IN DEROGA, CON OLTRE 2000 FAMIGLIE, LA MAGGIOR PARTE DELLE QUALI GIA' DA TEMPO SFRATTATE, CHE SI VEDRANNO CANCELLATE DOMANDE CHE IN MOLTI CASI STAVANO ASPETTANDO DA VARI ANNI CHE VENISSERO ESAMINATE.
Punto centrale della nostra iniziativa per il 10 ottobre e per i prossimi mesi è pertanto la modifica della Legge Regionale 16/16, reintroducendo un meccanismo di assegnazioni basato su una graduatoria unica e che tenga conto dell'effettivo bisogno abitativo, e la reintroduzione di procedure di assegnazione in emergenza per le famiglie sfrattate, raccordate con il momento dell'esecuzione dello sfratto; tutto questo renderebbe possibile un meccanismo di graduazione degli sfratti, già previsto dal protocollo interistituzionale firmato in Prefettura nel 2016, rimasto lettera morta e che va invece ripreso e attualizzato.

Al Comune di Milano chiediamo che vengano comunque esaminate tutte le istanze di assegnazione in deroga giacenti presso l'area assegnazione alloggi ERP, che si introduca una maggiore flessibilità nell'offerta di alloggi per avanzare il più possibile nello scorrimento dell'attuale graduatoria di bando anche per le famiglie dalle 4 persone in su, che si apra un confronto vero -finora mancato- sui meccanismi di accoglienza temporanea delle famiglie al momento dello sfratto e sui servizi abitativi temporanei previsti dalla nuova legge, garantendo procedure certe, trasparenti e verificabili.
Chiediamo inoltre una velocizzazione delle procedure di riattamento degli alloggi pubblici vuoti, che tenga conto della effettiva domanda e la smetta di concentrarsi solo sugli alloggi piccoli.
Rimane insoluta infine la questione delle famiglie occupanti abusive di alloggi pubblici, oltre 4000 a Milano tra alloggi ALER e comunali, nei cui confronti proseguono gli sgomberi, che colpiscono spesso famiglie o persone bisognose, creando nuova emergenza abitativa, senza che questo comporti neppure un aumento degli alloggi in offerta, in quanto il dato degli alloggi vuoti a Milano di proprietà di Comune e ALER rimane stabile intorno a quota 10.000.
La nuova legge esclude qualsiasi possibilità di regolarizzazione di tali famiglie, persino nei casi più gravi dal punto di vista sociale o delle condizioni di salute. Anche su tale punto la legge regionale va cambiata, introducendo meccanismi di valutazione del bisogno delle singole famiglie. Nel frattempo il Comune di Milano deve esaminare le migliaia di domande presentate negli anni scorsi, vigente la precedente normativa che permetteva di valutare lo stato di necessità ai fini di una regolarizzazione contrattuale, ma mai esaminate dagli uffici comunali.
L'INIZIATIVA A MILANO: PERCHE' IN VIA OGLIO 8
A Milano il presidio in occasione della giornata "Sfratti zero" si terrà di fronte allo stabile di via Oglio 8, simbolo dell'emergenza abitativa nella nostra città e le cui vicende hanno avuto ampio eco sulla stampa negli anni passati.
Edificio nato per diventare uno studentato, è rimasto vuoto e in preda al degrado per circa 7 anni prima di essere occupato nel giugno 2016 dal collettivo “Aldo dice 26x1” per proseguire il progetto di accoglienza alle famiglie sfrattate che già da 2 anni era iniziato con l'occupazione della ex Alitalia di Sesto San Giovanni.
Durante i 26 mesi di occupazione lo stabile ha ospitato oltre cento famiglie sfrattate e a cui i servizi sociali non avevano dato alcuna soluzione, garantendo standard abitativi buoni e la possibilità di evitare lo smembramento del nucleo familiare, cosa che succede invece nel caso delle accoglienze temporanee offerte dai Servizi sociali.
Non vi sono mai stati problemi con i residenti del quartiere, che hanno accolto con sollievo il fatto che lo stabile venisse sottratto al degrado e alla microcriminalità e in molti casi hanno usufruito dei servizi e delle occasioni di socialità messe loro a dispostone.

Nell'agosto 2019 è stato annunciato l'imminente sgombero dello stabile a seguito delle pressanti richieste del curatore fallimentare, a sua volta pressato da una cordata di acquirenti del palazzo che avrebbero avuto l'urgente necessità di far partire i lavori necessari per riutilizzare lo stabile.
A seguito dell'apertura di una trattativa con il Comune di Milano più della metà delle famiglie è riuscita ad avere una assegnazione di casa popolare, molte dopo un periodo di accoglienza tramite i servizi sociali,
Il collettivo di gestione e le famiglie cui non era stata offerta alcuna soluzione,invece, dopo un tentativo di rioccupazione dell'ex Alitalia di Sesto San Giovanni, ancora vuota dopo oltre 2 anni dallo sgombero, vanificato dal quasi immediato sgombero,( il primo dell'era Salvini, fortemente voluto dall'attuale amministrazione comunale di Sesto SG) hanno occupato uno delle tante torri ad uso ufficio costruite da Ligresti (ora di proprietà Unipol) efin dall'inizio rimaste vuote, in via Val Formazza, zona viale Certosa.
A distanza di più di anno dallo sgombero lo stabile di via Oglio 8 è ancora vuoto, senza che sia iniziato alcun lavoro di ristrutturazione e vi sia alcun progetto di utilizzo: la proprietà, dopo aver preteso lo svuotamento del palazzo in tempi estremamente brevi, creando enormi disagi alle famiglie, scaricando sul Comune i costi sociali dell'operazione e sulle Forze dell'Ordine il compito di “ripristinare la legalità”, ha platealmente disatteso gli impegni presi e via Oglio 8 è tornato ad essere uno dei tanti stabili sfitti della nostra città.

Dopo un anno dallo sgombero torniamo in via Oglio in quanto la vicenda dell'occupazione di tale stabile, come prima quella dell'ex Alitalia di Sesto e ora quella della "torre" di via Val Formazza, sono esemplari non solo rispetto ad una gestione dell'emergenza abitativa a Milano,e nei comuni dell'area metropolitana che lascia centinaia di famiglie sulla strada e senza alcuna soluzione, ma anche di come l'immenso patrimonio sfitto pubblico e privato possa essere utilizzato, anche tramite esperienze di autorecupero e autogestione, per contribuire a dare risposte concrete al problema della casa e degli sfratti.
Un progetto di governo del territorio lungimirante, socialmente ed ecologicamente sostenibile deve prevedere che vadano penalizzate le proprietà assenteiste che speculano, spesso per interessi meramente finanziari, su stabili ed aree, lasciandoli poi inutilizzati e abbandonati al degrado per anni, tanto più quelle che determinano costi e oneri aggiuntivi per la collettività, lasciando gli stabili vuoti dopo averne preteso lo sgombero.
E' necessario e possibile un aumento dell'offerta di alloggi popolari e più in generale di soluzioni per far fronte all'emergenza abitativa senza nuove cementificazioni, utilizzando innanzitutto le migliaia di alloggi pubblici (ALER e Comunali) sfitti, ma anche introducendo quote obbligatorie di edilizia popolare in ogni progetto di riqualificazione urbana e utilizzando, anche tramite lo strumento della la requisizione, gli stabili vuoti da anni.
Vanno infine valorizzate le esperienze autogestite e di autocostruzione che strappano gli stabili al degrado e danno soluzioni concrete ai bisogni sociali, come è successo in via Oglio 8.

INVITIAMO TUTTI, ASSOCIAZIONI, REALTA' DI BASE, FORZE POLITICHE, CITTADINI AD ADERIRE ALLA GIORNATA SFRATTI ZERO E A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE ALLE INIZIATIVE CHE SONO STATE ORGANIZZATE

UNIONE INQUILINI
Roma. Via Cavour, 101. 00184
Tel. 06 4745711 - fax 06 4882374
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
sito nazionale:   www.unioneinquilini.it

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