A metà luglio un’altra famiglia ha subito lo sfratto: la madre srilanchese il figlio di otto anni.

La madre fa la badante a 6.800 euro l’anno e la separazione ha determinato il tracollo economico con la morosità conseguente.

La signora A.G. si è rivolta ai servizi sociali che sono stati in grado solo di dirle ”ci spiace”. Il Sindaco sollecitato con una lettera non si è degnato nemmeno di una risposta, La richiesta di un’assegnazione in emergenza abitativa è andata a vuoto perché l’Assessore non convoca la Commissione. Sono storie di ordinaria povertà che a Sesto non trovano ascolto anzi, spesso raccolgono solo discriminazioni soprattutto se a viverle sono persone che vengono da lontano.

Possiamo immaginare i commenti di chi, nonostante separazioni e divorzi personali, si erge a difesa della famiglia tradizionale, quella con la donna che dice sempre sì, che subisce, che non si ribella, che non dice mai “basta”.

Una donna sola e un figlio minore ora accolti nella casa di amici che attendono il ritorno del figlio all’estero per lavoro; una donna sola e un figlio minore che a giorni saranno in strada. Le case occupate della zona sono al completo o sono ingestibili e l’angoscia cresce insieme all’impotenza e alla rabbia per l’ingiustizia che ancora una volta a Sesto viene affermata da parte di chi dovrebbe per legge occuparsi della salute dei suoi cittadini.

Chiediamo a tutti di darci una mano con due posti letto anche provvisori e soprattutto con la disponibilità a mobilitarsi per imporre delle politiche sociali più umane, più giusta, più sagge.

Sesto San Giovanni,12-9-2019

UNIONE INQUILINI Sesto 

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