La persecuzione non è prevista dalla legge e assomiglia molto ad UNA VENDETTA.

Se hanno subito uno sfratto, dopo un anno tolgono loro la residenza e con la residenza tutti i diritti
- Se hanno perso la residenza non provvedono a dargliela “presso la casa comunale” come previsto dalla normativa e così non possono fare la domanda casa e nemmeno possono richiedere il reddito di cittadinanza
- Se fanno ricorso alla Prefettura, il Prefetto blocca le pratiche (tutte ferme da ottobre)
- Se riescono a garantirsi una residenza, ma sono stranieri, li escludono con la scusa dei certificati di proprietà all’estero che in molti paesi non è possibile ottenere
- Se al posto del certificato delle proprietà estere presentano un documento sostitutivo che il Consolato ritiene valido, lo rifiutano senza motivazioni
- Se portano il certificato previsto dalla normativa si rifiutano di assegnare la casa pubblica utilizzando la scusa che la data del certificato non è quella prevista dal bando
- A quelli che riescono a presentare la domanda casa, riducono pesantemente il punteggio dello sfratto per cacciarli negli ultimi posti della graduatoria

Questa persecuzione non è prevista dalla legge e assomiglia molto ad

UNA VENDETTA
A parte il fatto che la vendetta è un sentimento abietto, perché vogliono vendicarsi dei senza casa? Cosa hanno fatto di male?
Alcune famiglie sfrattate sono riuscite a fare la domanda casa e si trovano nei primi posti della graduatoria perché le loro condizioni familiari sono particolarmente gravi, ma non hanno nessuna speranza di ottenere un’assegnazione perché a gestire l’edilizia pubblica c’è un nemico dei poveri, un assessore che si arroga il diritto di applicare le norme in modo che riteniamo incostituzionale e un Prefetto che tace.
Il lieto fine non esiste più, l’unica prospettiva è l’odio e in questa direzione ci aspettano solo tragedie.
Ma noi continuiamo, E’ RESISTENZA!

Sesto San Giovanni, 12 marzo 2019

UNIONE INQUILINI

    Diritto-alla-casa-NON-vendetta.pdf

 

 

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