Aggiornamento 4 settembre Sgombero Residence Sociale Aldo Dice 26x1 - Intervengono nel Video di Alfredo Comito   il Collettivo Aldo Dice, Walter Gelli e Walter Montagnoli di CUB Nazionale .

Comunicato Unione Inquilini.
Cosa diceva ROBERTO DI STEFANO ATTUALE SINDACO DI SESTO S.Giovanni il 15 dicembre 2016.

 

SACRA E' LA PERSONA! BASTA SGOMBERI! SI' ALLE SOLUZIONI PER L'EMERGENZA ABITATIVA!

L'emergenza abitativa dilaga. Lo testimonia il dramma vissuto dai 173 occupanti del progetto Aldo dice 26x1. Cacciati dal palazzo di via Oglio a Milano, hanno fatto ritorno nello stabile ex Alitalia di Sesto San Giovanni da dove sono stati allontanati con uno sgombero che ha visto un massiccio schieramento di forze dell'ordine. 

L'Unione Inquilini, che a livello nazionale appoggia e promuove quel progetto, anche a Milano e a Sesto San Giovanni esprime vicinanza alle famiglie e in particolare ai minori che sono state vittime dello sgombero forzoso. Sono ormai troppe le persone che, dopo aver subìto uno sfratto nella maggior parte dei casi per morosità incolpevole, dopo aver conosciuto la brutalità della vita per strada o in tuguri dove avevano trovato rifugio, hanno ripreso a rimettere ordine nelle loro esistenze partendo dall'occupazione di uno stabile abbandonato. Si tratta di immobili lasciati al degrado che a Milano e a Sesto, come più volte abbiamo denunciato, non mancano, anche nel quartiere Marelli dove si trova lo stabile sgomberato: dal mostro dell'ex Impregilo, proprio all'ingresso della città, al palazzo ex Enel, a quello della Wind, all'ex LIB, a molti altri sparsi in tutta la città. Decine di migliaia di metri quadri abbandonati da proprietà assenteiste, che li utilizzano solo per i loro giochi finanziari e speculativi. Mostri di cemento che rendono sempre più spettrali le città. Spesso luoghi che diventano covi di micro-criminalità per i predatori del rame.
Questa è la proprietà privata che secondo il ministro Salvini sarebbe sacra.
Sacre per noi sono le persone. Bianchi e neri, italiani e stranieri, lavoratori e disoccupati, credenti e non credenti. Tutte le persone, in quanto tali, devono vedere riconosciuti alcuni fondamentali diritti che sono il presupposto dell'idea stessa di umanità. La casa è uno di questi diritti. Lo dice la Costituzione che riconosce agli artt.41 e 42 la proprietà privata ma solo se ha una finalità sociale. Lo riconosce una delibera del Comune di Napoli (259 del 17/04/2014) che prevede un utilizzo pubblico dei beni immobili lasciati in stato di abbandono. Lo ribadisce persino la normativa regionale che nella legge regionale 4 del 2012 stabilisce la possibilità di interventi dei Comuni per varianti urbanistiche di iniziativa pubblica nelle aree dismesse laddove la proprietà non agisca.
A fronte del dilagare dell'emergenza abitativa, visto il fallimento sostanziale del recente bando per l'assegnazione degli alloggi, torniamo a chiedere al Prefetto l'apertura di un tavolo di confronto con tutti i soggetti istituzionali per dare risposte ai tanti, troppi problemi che non ci stancheremo ancora di denunciare.

4.9.2018 - UNIONE INQUILINI DI MILANO E SESTO SAN GIOVANNI

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Ex sede Alitalia - Sgombero questa mattina 4 settembre - h 11 rientro al residence sede di via Oglio 8 - Milano.

 

 

Era il 15 dicembre 2016. Cosa diceva ROBERTO DI STEFANO ATTUALE SINDACO DI SESTO S.Giovanni sul problema "CASA" .

Da "www.rainews.it/tgr/lombardia      A partire da 1 minuto

Da "milano.repubblica.it sgombero aldo_dice"

Sesto San Giovanni: all'alba scatta lo sgombero del collettivo "Aldo dice" dalla ex sede Alitalia
Decine di agenti e militari per allontanare i quasi 200 attivisti, tra loro diversi bambini
di GIULIA ARGENTI
Una convocazione urgente, ieri sera, dopo la richiesta del sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano, per trovare una soluzione all'occupazione del collettivo "Aldo dice 26x1" nell'ex sede dell'Alitalia, in piazza Don Mapelli, Il residence sociale 'Aldo Dice 26X1' ancora sgomberato: blitz della polizia all'ex Alitalia di Sesto
„lo stabile in cui il residence sociale era nato anni fa. "
Potrebbe interessarti: http://sesto-san-giovanni.milanotoday.it/sgombero-aldo-dice-.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/MilanE la presentazione della denuncia da parte della proprietà.
All'alba di oggi, il via alle operazioni di sgombero dei quasi 200 attivisti che avevano occupato l'edificio di Sesto San Giovanni dopo aver lasciato quello di via Oglio, in zona Corvetto, in seguito alla mediazione del Comune di Milano.
Decine gli agenti e i militari al lavoro per liberare i locali dell'edificio e allontanare gli attivisti. Gli occupanti sono tutti in piazza Don Mapelli, le forze dell'Ordine stanno completando le procedure di identificazione. Al momento dello sgombero nel palazzo ex Alitalia c'erano decine di persone, tra cui 25 bambini. Alle otto sono arrivati anche gli altri attivisti del collettivo dalla sede di via Oglio, dove i bambini hanno iniziato a tornare.
“Le mie bambine sono li - dice un uomo con accento straniero al cordone di sicurezza che blocca l'ingresso allo stabile-. Una di loro è malata". Ci sono momenti di tensione: "Vergognatevi" urla una ragazza tra le lacrime.
"Ci sono 173 persone, di cui 70 bambini che non sanno dove andranno a dormire nei prossimi giorni - spiega Walter Gelli del Cub -. La liberazione della sede di via Oglio è prevista entro il 6 settembre, come da accordi con il Comune, dopo che fine faranno queste persone?".
Wainer Molteni, coordinatore di Aldo dice 26x1 è furioso: "Donne e bambini sono in mezzo alla strada da ore, è inaccettabile". Poi l'attacco al Pd milanese: "Non c'è nessuno qui stamattina, ci hanno lasciati soli".
Gli fa eco un'altra coordinatrice, Laura Boy: "La trattativa con il Comune è in corso, ma per ora si è provveduto a cercare una sistemazione solo per le famiglie con fragilità, che sono solo un terzo del totale. Noi invece vogliamo trovare un tetto per tutti". In piazza, cori contro la Lega e il sindaco d Sesto.

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https://drive.google.com/file/d/1zRhhCddD5h_IfgSLYYqlQ_PidGUZTBdX/view?usp=sharing

http://www.nordmilano24.it/2016/12/16/di-stefano-casa-rossa-telereporter/

 

Di Stefano nella “casa rossa” di Sesto San Giovanni con le telecamere di Telereporter

16 dicembre 2016
SESTO SAN GIOVANNI – “Ieri sera Telereporter è entrata nella ‘casa rossa rossa’ di Sesto. Ci siamo entrati insieme, per denunciare la gravissima situazione degli sfrattati di Sesto San Giovanni. Questa è una realtà sicuramente ‘illegale’ perché stiamo parlando di uno stabile industriale privato ed occupato e gli stessi abitanti lo dichiarano. Purtroppo per loro è l’unico modo per non dormire in macchina o all’addiaccio”.
E’ il racconto di Roberto Di Stefano, candidato sindaco per il centro destra, che l’altra sera è andato in onda da Sesto davanti alle telecamere di Telereporter. Di Stefano era nella ‘casa rossa’ della città e ovviamente attacca l’attuale gestione politica di Sesto.
“Ci sono famiglie con bambini, single, anziani, persone ammalate. Vivono in una condizione dignitosa, cercando di rifarsi un futuro. Quel futuro che l’amministrazione comunale non garantisce. Non esiste a Sesto un piano casa: gli sfrattati non hanno una ‘rete’ di sicurezza che li protegga dal cadere nel baratro. Non ci sono alloggi, molti di quelli esistenti sono fatiscenti o addirittura vuoti perché non ristrutturati. La lista d’attesa è impressionante e chi non ha casa viene mandato per un anno in un residence o in un albergo ma fuori comune. Con questa politica si allontanano le persone dalla città, persone che dopo un anno perdono la residenza e di fatto non sono più cittadini sestesi. In questo modo decade ogni loro diritto alla casa e a qualsiasi aiuto da parte del Comune, che si libera così di loro”.
La politica – afferma di Stefano – deve indignarsi con quelle amministrazioni che non si curano della parte più fragile del proprio tessuto sociale. Non è una questione di appartenenza politica ad un partito: è una questione morale. Questa realtà è generata dalla miopia della sinistra che a Sesto opera da settant’anni e che invece di potenziare gli alloggi popolari li vende. L’obbiettivo è quello di liberarsi dalla ‘zavorra’: una cosa inconcepibile. Parole come housing sociale, tutela, sostegno alla famiglia, reinserimento sociale a Sesto restano solo parole. Noi continuiamo a denunciare ma ci vuole un cambiamento di rotta: Sesto merita di più”.


 

 

 

 

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