no sfratti via valassinaSfratti: mamma in chemioterapia, figlio di 2 anni affetto da grave disabilità, sfrattati per morosità incolpevole: neanche per loro il Comune di Milano trova una soluzione. Solo il presidio dell' Unione Inquilini evita che vengano gettati sulla strada.

Il capofamiglia ha perso il lavoro fisso per la crisi, la mamma non ha più potuto lavorare per accudire il bambino affetto da gravissima disabilità di origine genetica, l' affitto non è stato più pagato ed è arrivato lo sfratto per morosità;  ad aggravare il quadro è sopraggiunto un tumore maligno diagnosticato alla mamma, che sta iniziando il primo ciclo di chemioterapia:  
Questa, in sintesi, è la drammatica storia della famiglia R. che stamattina ha visto l'Ufficiale Giudiziario, accompagnato dalla forza Pubblica, presentarsi in via Valassina per eseguire lo sfratto, senza che la sua domanda di assegnazione di casa popolare fosse stata valutata, senza che il Comune avesse proposto altra soluzione provvisoria che il ricovero in comunità fuori Milano per mamma e bambino, cosa impossibile a causa delle necessità assistenziali di entrambi.
Lo sfratto è stato rinviato al 28 aprile, grazie al presidio organizzato dall'Unione Inquilini e dal Residence sociale autogestito “Aldo dice 26 per Uno, che ha visto la presenza di una ventina di inquilini solidali.


La vicenda di questa famiglia è esemplare rispetto a quanto sta accadendo a Milano nella gestione dell'emergenza sfratti.
A causa del blocco delle assegnazioni in deroga deciso nell'aprile 2015 dall'Assessore Benelli, non è stato possibile presentare domanda di assegnazione con procedura di emergenza e si dovrà aspettare ancora molti mesi  per una possibile assegnazione con bando ordinario


E' stata presentata la domanda di riconoscimento della cosiddetta “morosità incolpevole” e tale condizione è stata in effetti riconosciuta: questo però ha comportato solo un differimento dello sfratto di 6 mesi: come pressoché in tutti gli altri casi di morosità incolpevole, la soluzione di un contratto a canale concordato tramite la tanto pubblicizzata Agenzia per la casa, si è rivelata illusoria e nessuna altra alternativa è stata proposta dal Comune al termine dei 6 mesi di blocco.
E' gravissimo che il Comune di Milano non riesca a gestire nemmeno una situazione così grave ed estrema, assicurando il passaggio da casa a casa o almeno una sistemazione provvisoria idonea a garantire l'unità del nucleo familiare e la continuità assistenziale per mamma e bambino malati.
In 3 anni la gestione dell'Assessore Benelli, puntando tutto sugli incentivi al mercato privato dell'affitto tramite l'aumento degli affitti a canone concordato e l'Agenzia per la casa e sul ridimensionamento del ruolo pubblico nella gestione dell'emergenza abitativa, con l'eliminazione delle assegnazioni in deroga, la riduzione dei bandi di assegnazione e lo scaricabarile sui Servizi Sociali delle accoglienze provvisorie, ha di fatto eliminato quel sistema di tutele che fin da metà dagli anni 80 ha impedito, salvaguardando almeno i livelli minimi di tutela delle famiglie bisognose, che a Milano l'emergenza sfratti privati esplodesse,

In questo modo gli sfratti sono sempre più drammatici e senza alternative: sempre questa mattina, la presenza di un funzionario dell'Unione inquilini, di un consigliere comunale e di uno del CdZ 8 ha portato al rinvio dello sfratto di un'altra famiglia con 2 minori e un invalido, che si sarebbe trovata sulla strada senza alternative.
Lieto fine, almeno per ora, anche in questo caso, ma, in assenza di una volontà politica dell'amministrazione comunale di affrontare realmente l'emergenza abitativa, non sono certo i presidi antisfratto e i rinvii delle esecuzioni che possono risolvere il problema del destino delle quasi 3.000 famiglie che ogni anno vengono sfrattate a Milano.
Però questo assessorato alla casa un fiore all'occhiello può vantarlo e non perde occasione per rivendicarlo: il record di sgomberi dalle case popolari:


Anche questa mattina MM ha sgomberato un nucleo familiare, questa volta in via Saint Bon, che comprendeva due minori e aveva occupato da più di 2 anni una delle migliaia di alloggi comunali sfitti: evidentemente si preferisce creare nuove emergenze gettando famiglie povere e con minori sulla strada che cercare di trovare soluzioni al problema degli sfratti privati.

Milano 8 marzo 2016

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