La deputata Francesca Businarolo ed il M5S continuano nella battaglia per tutelare coloro che segnalano illeciti – e quindi rischiano la propria carriera – nell'interesse pubblico.

 

M5S: "Subito una legge per tutelare chi denuncia la corruzione" di Gherardo Liguori 

Roma 19 marzo 2014 da "ilfattoquotidiano.it"

 

Dopo aver presentato una proposta di legge sul whistleblowing, la deputata Businarolo del M5S ha depositato un'interrogazione parlamentare sul caso di Enrico Ceci – cassiere alla Filiale di Parma del Banco di Desio e della Brianza S.p.A. – che nel 2008, a soli 21 anni, ha avuto il coraggio di denunciare illeciti all'interno di tale banca, fra cui il reato di riciclaggio.

Nel 2013 e nel 2014 Banca d'Italia ed il Tribunale di Roma hanno finalmente riconosciuto le ragioni del giovane bancario.
Con il provvedimento del 26 marzo 2013 Banca d'Italia ha infatti sanzionato tutti i membri del Cda della capogruppo Banco di Desio e della Brianza S.p.A., l'amministratore delegato Nereo Dacci, il direttore generale Claudio Broggi, il presidente Agostino Gavazzi ed il Presidente del Collegio sindacale Eugenio Mascheroni reo di avere sottovalutato le "condotte poste in essere dagli ex esponenti di vertice e dai dipendenti delle controllate Desio Lazio e Credito Privato Commerciale di Lugano (Cpc).

Ne sono derivati scarsi approfondimenti a seguito delle indagini giudiziarie e insufficienti misure nei confronti degli interessati."
Il Tribunale di Roma ha accolto, in data 24 gennaio 2014, i primi patteggiamenti di due banche del Gruppo – Credito Privato Commerciale SA e Banco Desio Lazio S.p.A. – e dell'ex amministratore delegato di Banco Desio Lazio Renato Caprile (per lui 2 anni e 10 mesi di reclusione e 1.400 euro di multa a fronte di un'imputazione per riciclaggio, reati tributari e appropriazione indebita).
Mentre a Roma un amministratore delegato patteggia, chi ha segnalato il reato paga: in primo grado infatti i giudici del lavoro del Tribunale di Parma avevano incredibilmente affermato che Enrico Ceci, denunciando la banca,  aveva "leso il vincolo fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore". Una tesi che oggi oltre che insostenibile appare superata dai fatti, ma che deve ancora essere giudicata dalla Corte d'Appello di Bologna.
A tal proposito la deputata Businarolo del M5S ha dichiarato in data 17 marzo 2014: "Serve una legge per tutelare chi denuncia la corruzione" ed ha per questo depositato in Parlamento un'interrogazione a risposta in Commissione ponendo l'attenzione sul caso di Enrico Ceci, il primo caso di whistleblowing in Italia – riguardante un'azienda privata – riconosciuto da Transparency International Italia.
Secondo la deputata Businarolo e secondo il Movimento 5 Stelle, il giovane "segnalatore", che ha contribuito a far emergere operazioni di riciclaggio internazionali svolte da un'importante banca italiana, stato lasciato solo – senza alcun supporto - ed inoltre, fatto anche questo gravissimo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, parte offesa, non si mai fino ad ora presentato a nessuna delle sette udienze che si sono svolte al Tribunale di Roma.
Se il Ministero dell'Economia si fosse costituito parte civile – come avrebbe dovuto – oltre a poter presentare una richiesta di risarcimento, avrebbe potuto opporsi anche al patteggiamento della banca. Proprio per tale ragione Francesca Businarolo ha presentato – nei giorni scorsi – un'interrogazione parlamentare riferita a tale increscioso comportamento del Ministero dell'Economia.
Non solo il Movimento 5 Stelle si sta interessando alla incredibile vicenda del giovane Enrico Ceci: in data 18 marzo 2014 si svolto davanti alla Corte d'Appello di Bologna – ove in dibattimento l'appello della causa di lavoro per l'ingiusto licenziamento – un presidio in cui i sindacati Cub (Confederazione Unitaria di Base) e Sallca hanno chiesto al Presidente della Sezione Lavoro Stefano Brusati che venga fatta finalmente giustizia.
In data 20 marzo 2014 alle ore 11.30 si terr un'udienza alla Corte d'Appello di Bologna a cui Transparency International Italia parteciper per poter riferire – a livello internazionale – come i magistrati affrontano concretamente casi di whistleblowing in Italia. Ci si augura che le importanti iniziative del Movimento 5 Stelle possano finalmente "scuotere le coscienze" di alcuni magistrati che sembrano a volte ignorare ci che l'Europa ci chiede in termini di tutela di coloro che segnalano illeciti nell'interesse di noi cittadini.

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