La direzione aziendale Delpharm il 30 marzo 2018 ha comunicato la disdetta del punto 4 “organizzazione del  lavoro” (dell’integrativo aziendale 2013-2015, prorogato fino al 30 giugno 2018), che disciplina l’orario di lavoro del personale turnista, in cui si definiscono i tempi di effettiva prestazione lavorativa, i tempi di pausa mensa, i tempi di vestizione/svestizione e percorrenza spogliatoio-reparto e viceversa.


Il 9 maggio la direzione aziendale ha comunicato che per recuperare livelli di produttività deve: eliminare la mensa in turno di lavoro e regolamentare le pause tramite timbrature (soggette a procedure di svestizione/vestizione degli abiti lavoro con percorrenza reparto-spogliatoio e viceversa).

Il 14 maggio, sempre nella “Cattedrale di Assolombarda”, la direzione aziendale ha riformulato l’idea di come cancellare i diritti e mettere a rischio la salute e sicurezza dei lavoratori:
riducendo le pause di recupero psico-fisico timbrata e dell’attuale pausa mensa con un pasto preconfezionato, dall’incerta gestione veicolata dei pasti che i lavoratori devono consumare in una zona idonea.

In realtà vogliono aumentare i margini di profitto e intensificare lo sfruttamento della prestazione lavorativa, senza investire in modo appropriato sul ciclo produttivo e sull'organizzazione del lavoro. E’ molto più semplice ridurre le pause di recupero psico-fisico e i
tempi della pausa pasto, ignorando gli effetti drammatici sulle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori turnisti.
I lavoratori devono rifiutare di essere trattatati come robot e rivendicare il loro diritti e la loro dignità.

I Lavoratori devono intervenire sul futuro dell’organizzazione del lavoro poiché tali scelte aziendali hanno evidenti ricadute sull’intensità del lavoro e sui rischi per la salute e sicurezza che bisognerà esaminare preventivamente, tutti gli aspetti di questa scelta, nel documento di valutazione dei rischi (DVR) dell’azienda.

Per i lavoratori recuperare le energie psico-fisiche e consumare un pasto decente in tempi utili serve ad attenuare la prestazione del lavoro; perché la fatica del lavoro a turni e sugli impianti si sente lavorando sempre in piedi tutto il tempo. E si ha davvero bisogno di riposare quando si ha male ai piedi, gambe e schiena.

Ragion per cui le pause non sono tempo a disposizione del lavoratore ma pause di recupero psico-fisico legate a misure di salute e sicurezza obbligatorie a tutela della salute del lavoratore Quindi le pause di recupero psico-fisiche sono un diritto costituzionalmente garantito e come tale sono irrinunciabili.

ALLCA CUB prosegue con il blocco di tutti gli straordinari e dichiara di mettere a disposizione dei lavoratori tutti gli strumenti di lotta e copertura sindacale che si deciderà di intraprendere, per difendere i diritti acquisiti e l’occupazione.
Chi lotta può perdere, ma chi rinuncia a lottare ha già perso in partenza !

Milano 20 giugno 2018


A.L.L.C.A.CUB (Associazione Lavoratrici e Lavoratori Chimici-Affini)

Milano - V.le Lombardia, 20 - Tel. 02/70631804 - Fax 02/70602409
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