F.I.A.P. (Federazione Italiana Autonoma Pensionati)07-04-2004
Segretario Generale
Prof. Nicola Oranger
La FIAP - Federazione Italiana Autonoma Pensionati è una Organizzazione Sindacale nata per aggregare e dar voce alle legittime richieste e rivendicazioni di anziani e pensionati, che non trovano spazio nei sindacati di regime.
La situazione politica del Paese è infatti caratterizzata dalla contrapposizione dei due gruppi politici maggioritari, che occupano tutto il sistema della dialettica democratica senza lasciare spazio alle minoranze.
I gruppi maggioritari non consentono infatti la socializzazione delle idee e delle opinioni non combacianti con le loro: in altre parole le minoranze non possono dar voce al loro dissenso.
Le Organizzazioni Sindacali di regime si sono adeguate a tale modo di essere e si assiste perciò ad un nuovo consociativismo, dove la regola dominante per le Associazioni sindacali maggioritarie non è la tutela degli associati e delle classi più deboli, ma è quella di adeguarsi alle decisioni e alle scelte operate da uno dei due gruppi che si contendono la guida del Paese.
In tale contesto è nata l’esigenza di dar vita ad un Sindacato Autonomo - la FIAP - che aggrega anziani e pensionati e porta avanti le rivendicazioni e le esigenze di queste categorie che sono tra le più deboli della collettività.
Il programma della FIAP si caratterizza per la concretezza dei contenuti e per la linearità e l’immediatezza delle finalità perseguite:
1. PREVIDENZA
- separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, come disposto dalla legge 88/89, mai compiutamente attuata, allo scopo di evitare che gravino sulle entrate destinate alla spesa pensionistica le spese per l’assistenza: le spese assistenziali non devono far carico al mondo del lavoro, ma devono essere addebitate alla fiscalità generale;
- tutela del potere di acquisto delle pensioni, commisurando la perequazione automatica non solo al tasso di inflazione programmato, ma anche all’aumento medio annuale delle retribuzioni dei corrispondenti lavoratori in servizio attivo;
- valorizzazione della contribuzione versata al fine di evitare l’appiattimento verso il basso delle pensioni.
2. ASSISTENZA
Ristrutturazione della spesa sociale al fine di:
- garantire all’anziano un minimo vitale;
- promuovere attraverso incentivi economici l’assistenza familiare dell’anziano, allo scopo di evitare l’emarginazione e conseguire nel contempo una contrazione delle spese per l’assistenza pubblica;
- far sì che l’intervento pubblico faccia fronte alle reali situazioni di bisogno dovute sia alle condizioni economiche, sia alle menomazioni fisiche o psichiche, sia alla carenza del supporto familiare.
Il decentramento alle Regioni e ai Comuni delle politiche sociali è condiviso dalla Fiap, a condizione che gli Enti locali rispettino i parametri minimi fissati a livello nazionale.
La FIAP ritiene che - pur non escludendo la gestione pubblica dell’assistenza, in particolare quando gli alti costi dei presidi non incentivano l’intervento privato - occorre prendere atto che il contenimento delle spese e una migliore qualità del servizio si possono conseguire solo attraverso il finanziamento della gestione privata dell’assistenza (famiglia, cooperative di assistenza, associazioni fra gli stessi anziani ecc.) ovviamente sotto il pubblico controllo.
3. SANITA’
L’anziano, che, a causa dell’età, è costretto a ricorrere con maggiore frequenza ai presidi sanitari, deve oggi prendere atto dell’inadeguatezza del sistema del Servizio Sanitario Nazionale a soddisfare i bisogni della collettività.
La FIAP ritiene pertanto necessario e urgente potenziare il SSN stesso attraverso l’adeguamento del fondo sanitario e del fondo per la spesa farmaceutica.
Nel contempo la FIAP ritiene che occorre conseguire economie di gestione sulla spesa corrente, intervenendo principalmente nei seguenti settori:
- semplificazione dei procedimenti amministrativi per l’accesso alle prestazioni;
- ridimensionamento delle strutture e dei nosocomi i cui costi di gestione risultano eccessivi rispetto al dato nazionale, salvaguardando però l’eventuale peculiarità del bacino di utenza;
- riduzione del periodo di degenza ospedaliera, attraverso un’adeguata programmazione e una più razionale utilizzazione del personale e degli impianti diagnostici, al fine di conseguire economie di gestione delle strutture pubbliche;
- riduzione della spesa per l’assistenza sanitaria in convenzione, mediante un maggiore controllo da parte delle Regioni sia sugli esami diagnostici eseguiti in convenzione, sia sui ricoveri in nosocomi convenzionati;
- contenimento delle spese per il materiale sanitario attraverso la promozione degli acquisti collettivi da parte di più nosocomi; ecc.., ecc...
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