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A seguito delle ultime polemiche, l’ATM cerca capri espiatori. Pugno duro contro i tranvieri e mano di velluto con i dirigenti “inadeguati”28-10-2008

 

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La direzione ATM, per uscire dalle polemiche di cui è oggetto, oltre che per mondarsi da una politica di investimenti finanziari e speculativi sbagliati, e soprattutto per dimostrare la propria innocenza non solo ai cittadini ma soprattutto al Comune di Milano che, anche se in ritardo, ha chiesto il conto, si è posta nell’affannosa ricerca del capro espiatorio.
Anziché intervenire su manutenzione e sicurezza di impianti, mezzi e rete, si affida a rapporti disciplinari contro i conducenti su cui addossare le responsabilità di disagi e incidenti.
La task-force, composta da “fedelissimi” graduati del “controllo esercizio”, nella sola giornata di ieri ha comminato decine di rapporti disciplinari, che comporteranno salate multe e giorni di sospensione dal lavoro ad altrettanti tranvieri che, alla guida dei mezzi, si sono “macchiati di gravi inadempienze”, come ad esempio il corretto uso della divisa.
A questo l’unica soluzione è quella di indire lo stato di agitazione, ma non solo.
Si raccomanda a tutti i conducenti di attenersi a ogni disposizione riguardante il Codice della Strada, e a mantenere un comportamento ligio durante le guida dei mezzi.
Tutto ciò significa, per esempio:
- non effettuare fermate, se non esistono condizioni di sicurezza, nel caso, per esempio, in cui il mezzo sia lontano dal marciapiede per la presenza di autoveicoli in divieto di sosta;
- in città mantenere una velocità adeguata al traffico, quindi, non superare i 25 chilometri l’ora;
- oltrepassare gli incroci semaforici esclusivamente se, con il verde, si è sicuri di passare per tutta la lunghezza del  mezzo (altrimenti aspettate!);
- non fornire ai passeggeri/utenti alcun tipo di informazione (non per ineducazione), poiché potrebbe essere motivo di distrazione, e quindi di un eventuale rapporto;
- rispondere alle chiamate della sala operativa soltanto con il telefono di bordo esclusivamente durante la sosta ai capolinea;
- nell’urgenza di bisogni fisiologici, chiedere l’accompagnamento per andare ai servizi;
- prima di salire in vettura, tanto in deposito quanto sulla linea, verificare con un’ispezione il corretto funzionamento di tutte le componenti del veicolo, e se anche solo una luce non funziona, fermare il mezzo, chiamare l’assistenza e non procedere il servizio.
Questi sono soltanto alcuni degli esempi previsti dai regolamenti aziendali e dal Codice della Strada, che, d’ora in poi, nessuno dovrà più violare.

Milano 24 10 2008

 

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