Una sequenza interminabile di incidenti08-01-2005
ENNESIMO INCIDENTE FERROVIARIO:
CREVALCORE, DUE TRENI SI SCONTRANO
18 agosto – operaio della ditta Bonciani muore folgorato al Bivio vicino alla stazione di Bologna Centrale.
13 settembre – un treno regionale di tipo TAF (treno ad alta frequentazione) esce dai binari vicino a Cuneo, la capotreno ed una viaggiatrice muiono, i feriti sono 30.
22 settembre – dei carrelli per lavorare in linea della ditta Ventura si scontrano con un treno merci di traversine ferroviarie della medesima ditta, 2 morti e 5 feriti.
15 ottobre – per circa 3 ore un locomotore della Ditta Ventura ha corso ad oltre 100 Km all’ora senza macchinista fra la Calabria e la Campania.
16 ottobre – un treno della linea Brescia – Parma a San Zeno ha travolto un’auto ad un passaggio a livello, un uomo e due bambini sono morti, il terzo è gravissimo.
18 ottobre – deraglia il treno metropolitano che da Palermo porta all’aeroporto di Punta Raisi, 20 feriti.
2 dicembre – scontro fra un treno merci ed un Intercity a Palagianello in provincia di Taranto: 78 feriti.
7 Gennaio – un treno interregionale si scontra con un merci a Crevalcore vicino a Bologna, muoiono 5 ferrovieri più 9 pendolari, una ventina i feriti.
Questi gli incidenti più importanti degli ultimi mesi; è solo la punta dell’iceberg, molti altri di minore entità non sono riportati dalle cronache.
Questi dati mostrano delle certezze: tutto il sistema ferroviario italiano è collassato, non esiste sicurezza, né tantomeno quella efficienza, foglia di fico di Consigli di Amministrazione ma anche di dirigenti yesmen che sono stati fra i responsabili della cancrena ferroviaria.
Non sono dati casuali quindi ma logiche conseguenze delle scelte fatte dalle Amministrazioni FS in ottemperanza, per lo più, alle scelte politiche effettuate dagli ultimi governi in termini di piano generali dei trasporti.
In queste scelte un qualsiasi sviluppo del trasporto ferroviario in senso sociale è ed è stato totalmente alieno.
Le necessità industriali di ridurre i costi del trasporto ma soprattutto di incamerare capitali pubblici attraverso di pezzi pregiati delle ferrovie stesse, deprezzati dalla poltica delle Amministrazioni Ferroviarie di smantellamento del trasporto pubblico e comunque della loro gestione pubblica, hanno determinato queste scelte politiche.
Le organizzazioni sindacali tradizionali, ma anche alcune ultime arrivate, ed una gran parte delle organizzazioni sociali (associazioni di utenti e di cittadini) hanno accettato di stare all’interno di queste scelte, ricavando in cambio ruoli di potere e prebende, anche se questo voleva dire assecondare e non contrastare l’attacco alle condizioni generali dei lavoratori e la distruzione del servizio pubblico di trasporto.
Il nuovo Amministratore Delegato FS non ha dato segnali di invertire questa nefasta politica dei trasporti perpetuando così il processo di smantellamento delle ferrovie del quale il precedente Amministratore Delegato né era stato il principale artefice.
NON SI PUO’ PIU’ CONTINUARE COSI’ !
La CUB Trasporti CHIEDE perciò le immediate DIMISSIONI dell’attuale Amministratore Delegato del Gruppo FS e l’ISTITUZIONE da parte del Parlamento di una COMMISSIONE D’INCHIESTA che indaghi sui danni effettuati ad un bene pubblico quali le ferrovie da parte delle precedenti Amministrazioni societarie, prima che possibili “irregolarità” da loro commesse vadano in prescrizione.
Milano, 08/01/2005
CUB TRASPORTI (RdB Federazione Trasporti, CUB Trasporto Aereo, FLTU-CUB)


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