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FIAT - COMPORTAMENTI REPRESSIVI E ANTISINDACALI a Piedimonte San Germano (Cassino) - La Fiat mal sopporta chi osa rivendicare il diritto alla salute - Nello stabilimento di Piedimonte San Germano, come nelle altre fabbriche del gruppo FIAT15-07-2010

 

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COMPORTAMENTI REPRESSIVI E ANTISINDACALI
La Fiat mal sopporta chi osa rivendicare il diritto alla salute

Nello stabilimento di Piedimonte San Germano, in perfetta sintonia con le altre fabbriche del gruppo FIAT, si attuano vere e proprie operazioni repressive e antisindacali nei confronti di lavoratori e rappresentanti sindacali che da sempre lottano per ottenere migliori condizioni di lavoro e soprattutto per difendere il diritto alla salute.
In particolare, sfruttando la crisi certamente non voluta dai lavoratori, la Fiat impone una logica arrogante e antisindacale finalizzata a piegare e annientare ogni residuo di resistenza accanendosi particolarmente contro il sindacalismo di base.
La partita che si gioca sulla pelle degli operai della Fiat è storica; nel caso si affermasse il “modello Pomigliano” presto travalicherebbe i confini del comparto metalmeccanico per essere impiegato in ogni settore produttivo fino al pubblico impiego.
Citiamo un esempio paradigmatico del nuovo modello Fiat:
un operaio storico dello stabilimento di Piedimonte San Germano, Pasquale Camerota rappresentante della FLMUniti-CUB, dopo aver denunciato evidenti situazioni di pericolo per la sicurezza dei lavoratori nel reparto finizione è stato immediatamente “allontanato” in un altro reparto. Eppure nella lettera il rappresentante della FLMU-CUB chiedeva soltanto il diritto, inviolabile, alla tutela della salute dei lavoratori, esposti al rischio dei fumi di scarico delle vetture in movimento nel fabbricato 0.
La Fiat, anziché affrontare e dirimere le legittime problematiche sollevate, ha “allontanato” l’operaio storico anche con l’obiettivo di indurre i compagni di lavoro a “pensare male di lui”, magari di aver denunciato dei problemi relativi alla sicurezza solo per sistemare la sua condizione lavorativa. Fiat forse dimentica che l’operaio storico, in passato, ha già inoltrato innumerevoli denunce e segnalazioni e di sicuro non lo ha mai fatto per scopi personali.
La FLMUniti-CUB continuerà con la massima determinazione a sostenere sia l’operaio oggetto di “allontanamento” dal proprio posto di lavoro che tutti i lavoratori che rivendicheranno la possibilità di continuare a vivere in uno stato di diritto.
    
14 luglio 2010


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