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CUB SCUOLA: Rottamiamo i rottamatori della scuola pubblica - Venerdì 23 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE indetto unitariamente dal sindacalismo di base (prendi il volantone da distribuire)14-10-2009


Prendi il volantone da distribuire nelle scuole (4 pagine) .zip

Hanno tagliato 42.100 posti docenti e 15.000 ATA e si apprestano, se non li fermeremo, a ripetere l'operazione nell'anno scolastico che inizia e in quello seguente.
Freddi numeri che si riferiscono a persone in carne ed ossa, ad uomini e donne che sono stati espulsi dalla scuola.
Naturalmente il balletto delle cifre tende a nascondere quanto è avvenuto.  Tutto funzionerebbe a meraviglia.
In realtà, dalle scuole i segnali di difficoltà e di tensione arrivano sempre più numerosi. Il lavoro è più difficile, la qualità del servizio è posta a repentaglio.
E, mentre avviene tutto ciò, il Ministro dell'Istruzione non più Pubblica ed i dirigenti dei sindacati amici ci spiegano che tutto va bene e che andrà meglio, che la condizione dei precari della scuola trasformati in disoccupati verrà alleviata dai cosiddetti contratti di disponibilità e che viviamo nella migliore delle scuole possibili.
Lasciamo parlare loro
E nel nome del progresso
il dibattito sia aperto
parleranno tutti quanti,
dotti medici e sapienti.
Alle proteste dei precari abbiamo risposto con i fatti..... il piano salva-precari per andare incontro a coloro che quest'anno sono rimasti senza cattedra con vie agevolate alle supplenze, un provvedimento tampone determinato dalla necessità di intervenire subito, ma ci sono anche provvedimenti che hanno una visione più ampia e che prendono atto che così non si può andare avanti..... noi abbiamo previsto finalmente il numero programmato per gli ingressi nelle scuole. La formazione iniziale non sarà più aperta a tutti ma verrà calcolata in base al numero di posti di lavoro che la scuola sarà in grado di assorbire. Occorre avere la forza di guardare i numeri e di pensare alla scuola come a un servizio che va garantito.
Maria Stella Gelmini
Dire che le misure straordinarie per i precari sono "un'indegna presa in giro" ferisce anche chi, come noi, consapevole dei limiti delle soluzioni adottate, le ha comunque fortemente volute, sapendo che ai precari non servono parole, ma fatti concreti che valgano almeno ad attenuare la loro condizione di pesante disagio.
Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola
La decisione del Governo di inserire nel decreto Ronchi la convenzione tra MIUR, ministero del Lavoro e INPS per estendere ai precari della scuola, docenti e personale amministrativo, con nomina annuale, forme di sostegno al reddito ci trova pienamente soddisfatti. Si traduce così in norma quanto proposto dallo SNALS-Confsal già dalla primavera scorsa.
Marco Paolo Nigi Segretario Generale SNALS
La via è quella giusta.  Il via libera del Consiglio dei Ministri ad una norma sui precari della scuola rimasti senza incarico, è un fatto positivo.
Massimo Di Menna  Segretario Generale UIL Scuola

Un po' di preistoria contemporanea
Quando, con l'inizio dello scorso anno scolastico l'attuale governo ha iniziato a metter in atto l'attuale manovra si è sviluppato uno straordinario movimento di resistenza  tanto vasto che molti hanno parlato, con comprensibile entusiasmo, di popolo della scuola.
Famiglie, lavoratori della scuola, studenti hanno dato vita ad una rete di relazioni, a mille iniziative, ad una capacità di azione e di elaborazione di altissimo valore.
Perché allora la prima parte della manovra è passata senza apprezzabili correzioni?
Basta ricordare come il 30 ottobre 2008, lo stesso giorno di un riuscitissimo sciopero generale contro la politica scolastica del governo, CISL - UIL - SNALS e Gilda sono andati ad accordarsi con lo stesso governo tagliando le gambe ad un movimento che, questo dobbiamo riconoscerlo, non ha avuto la forza e la determinazione di svilupparsi senza la tutela dei sindacati istituzionali.
Insomma, il movimento dell'anno passato è stato vittima di un'idea dell'unità non come unione dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola ma come alleanza fra organizzazioni sindacali.
Si tratta ora di guardare con lucidità la situazione, nell'anno scolastico attuale il governo si prepara a colpire la scuola secondaria di secondo grado mantenendo la pressione sulla primaria e sulla secondaria di primo grado.
Crediamo che non sia possibile rispondere segmento per segmento e che sia necessario trarre i dovuti insegnamenti dall'esperienza dell'anno passato riprendendo la pratica dell'iniziativa scuola per scuola, dei coordinamenti orizzontali, della solidarietà.
In queste settimane stiamo mobilitandoci in primo luogo in solidarietà con i colleghi e le colleghe precarie direttamente colpiti dai tagli.
Nel periodo che ci aspetta dobbiamo, coerentemente, agire nelle scuole contrastando il prolungamento dell'orario di servizio, l'affollamento nelle classi, la manomissione degli orari.

Cosa è quindi necessario porre oggi al centro della nostra iniziativa?
La carenza di posti e la precarizzazione del personale della scuola incidono pesantemente anche sulle aspettative e sui diritti degli studenti e delle famiglie.
Per questo occorre l’immediata unità d’azione tra lavoratori precari e lavoratori di ruolo: gli interessi sugli obiettivi sono comuni ed è necessario coinvolgere le famiglie, gli studenti e i cittadini che tengono alle sorti della scuola pubblica.
Per
• il ritiro immediato della legge 133, della “riforma” Gelmini: stop ai tagli e immediata assunzione diretta su turn-over e su tutti i posti disponibili
• la conferma degli organici anche come salvaguardia di una scuola di qualità
• la riconferma di tutti i contratti annuali scaduti il 30 giugno o il 31 agosto 2009 fino al termine dell'anno scolastico
• il riconoscimento ai precari della scuola di un trattamento retributivo e normativo pari a quello dei colleghi di ruolo
• il diritto ad una retribuzione dignitosa per i colleghi e le colleghe disoccupati non può essere un contratto di disponibilità di circa 860 euro, riservato solo a parte dei precari in cambio della piena sottomissione alle pretese dell'amministrazione
• la sostanziale diminuzione degli alunni per classe per migliorare la qualità della didattica
• la messa in sicurezza delle scuole
• adeguati investimenti per istruzione e ricerca

Ognuno può e deve fare la propria parte: è necessario denunciare le classi superaffollate, rifiutare cattedre extra-large di oltre 18 ore, per costringere la scuola ad assumere altri docenti, rifiutarsi di accettare nella propria classe alunni divisi perché privi di docenti.

Venerdì 23 ottobre
SCIOPERO GENERALE

indetto unitariamente dal sindacalismo di base

Manifestazione a:
TORINO
in Via Verdi (di fronte alla RAI) alle 10,00
MILANO
P.zza Cairoli ore 9,00
ROMA
P.zza della Repubblica ore 10,00

CUB SCUOLA
Sede Nazionale Corso Marconi 34, 10125 Torino
tel/fax  011.655897 - scuola@cubpiemonte.org - www.cubpiemonte.org
 
 
 
 
 
 
 

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