Ai direttori delle maggiori testate Televisive e Giornalistiche
Gentile direttore,
la disturbo in relazione ai fatti di Genova durante le iniziative anti-G8. Da più parti si era sottolineata l’importanza di dare spazio ai contenuti alla base delle manifestazioni e anche sulle caratteristiche che ogni movimento, organizzazione e associazione avrebbe dato alle varie proteste. Inoltre molti commentatori della stampa avevano insistito su una questione centrale:  sarebbe stato un errore ridurre i movimenti anti globalizzazione semplicemente a un fatto di ordine pubblico. E invece a un fatto di ordine pubblico è stata ridotta l’intera vicenda.
E, le sottolineo direttore, che non mi riferisco alla gestione informativa successiva alla morte di un giovane e agli scontri, ma al taglio complessivo che è stato dato all’informazione nei molti giorni precedenti il G8 nonostante il suo giornale vi abbia dedicato molto spazio. La Cub, la Confederazione unitaria di base, è un sindacato che tra i punti qualificanti del proprio Statuto ha indicato il pacifismo. E’ un’organizzazione democratica, presente nel Cnel, il cui unico fine è il miglioramento della qualità della vita dei lavoratori, dei giovani, degli studenti, dei pensionati, dei cittadini. Insomma delle donne e degli uomini. Proprio per questo motivo è un sindacato fortemente critico nei confronti delle politiche liberiste del G8.   
La Cub, quindi, ha indetto uno sciopero nazionale per venerdì 20 luglio con corteo a Genova al quale hanno partecipato oltre 20 mila lavoratori. Quando abbiamo indetto l’astensione dal lavoro abbiamo diramato subito a tutti i media un appello per rendere noto che la nostra era una manifestazione pacifica. Ebbene siamo stati quasi del tutto ignorati dai mezzi di comunicazione. Nonostante il successo dell’iniziativa - successo sul piano dei contenuti di contrapposizione democratica e di partecipazione – ci è stato concesso pochissimo spazio.
E’ stata ignorato il corteo del 20 luglio e sono state ignorate anche le motivazioni che ci hanno portato a protestare. Cioé fare emergere la contraddizione fra capitale e lavoro e affermare il diritto a un lavoro sicuro e garantito, alla salute e all’ambiente, al reddito, alla pensione e a un salario europeo, all’istruzione pubblica e gratuita. Il diritto alla casa, alle relazioni pacifiche fra i popoli,  alla libertà e parità per le donne. Insomma  diritti universali.
Temo che le modalità con cui la stampa ha presentato le iniziative anti-global abbia contribuito a creare un clima di tensione. E in questa chiave di lettura, un corteo pacifico come quello del sindacalismo di base sia stata considerata una non-notizia
Le chiedo quindi, cortesemente, di prendere atto della nostra protesta. La ringrazio per l’attenzione e sarei lieto di una risposta per aprire un dibattito sulla comunicazione o per fissare un incontro in cui parlare apertamente della questione.
                                         Il Coordinatore nazionale della Cub
                                                       Piergiorgio Tiboni
Milano, 31 Luglio 2001                             





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