RECENSIONE: “Il risparmio tradito” di Beppe Scienza. Un lavoro, presentazione inclusa, che è partito dei più recenti crac, dall’Argentina a Parmalat fino a quello della Lehman Brothers, e che ha rappresentato un durissimo atto d’accusa contro il risparmio gestito attraverso i fondi e le polizze vita  (ASCOLTA L'INTERVISTA AL PROF. BEPPE SCENZA)


e che ha rappresentato un durissimo atto d’accusa contro il risparmio gestito attraverso i fondi e le polizze vita


Mercoledì ì 10 giugno alle 15 presso il Circolo della Stampa di Milano,
in una presentazione organizzata dalla confederazione Unitaria di Base, il professor Beppe Scienza, docente di Matematica presso l’Università degli Studi di Torino, ha presentato la nuova edizione del suo libro intitolato “Il risparmio tradito”.
Già autore de “La pensione tradita”, lo studioso torinese del risparmio e della previdenza integrativa ha assestato un ulteriore colpo a un fenomeno, quello della gestione assistita del risparmio, che per fortuna sta subendo una consistente, quanto meritata, battuta d’arresto.
Un lavoro, presentazione inclusa, che è partito dei più recenti crac, dall’Argentina a Parmalat fino a quello della Lehman Brothers, e che ha rappresentato un durissimo atto d’accusa contro il risparmio gestito attraverso i fondi e le polizze vita, ben peggiore dei dissesti finanziari menzionati e delle speculazioni borsistiche tanto vituperate.
Aggiungiamo che si è trattato anche di un’efficace lezione con tanto di semplici soluzioni su come evitare i più comuni raggiri e sul perché tenersi il TFR, una sintesi del capitolo, in coda al testo presentato, intitolato “Come salvare i propri soldi”.
Con un linguaggio diretto, e a tratti persino colorito, la disamina dei danni elencati con un più che consistente campionario di cifre e dati non si è limitata agli oggetti del risparmio tradito del titolo, appunto, ma anche ai suoi più o meno diretti responsabili, con una pesante denuncia soprattutto contro il giornalismo economico (documentata all’interno del suo testo con oltre 370 esempi di strafalcioni, apprezzamenti immeritati, gravi omissioni e molto altro, ndr).
Un ambito, quello dell’informazione, da cui si salvano solo Mediobanca (la più antica banca d’affari italiana, ndr), alcuni soggetti isolati tra i quali Alessandro Penati de La Repubblica, a cui si aggiungono, menzionati solo all’interno del libro, Oscar Giannino di Libero Mercato, Giuseppe Turani (sempre di La Repubblica) e Giuseppe Altamore di Famiglia Cristiana e Club3, oltre agli stessi sindacati di base e Beppe Grillo.
Quasi uno spettacolo, dal taglio decisamente inserzionistico-pubblicitario, tanto entusiasta nei proclami, dalle parti de “il paese di cuccagna…” da risultare incredibile, mosso da un’industria legata indissolubilmente ai promotori finanziari, guarda caso anche inserzionisti pubblicitari e, talvolta, persino in affari con le suddette testate, che coinvolge anche il mondo della finanza e del sindacato (proprio i Confederali, non a caso, hanno direttamente promosso i loro fondi pensione nei quali investire il TFR, ndr).
Al termine è seguito un dibattito che ha direttamente coinvolto i presenti riguardo a scelte anche personali su come gestire in prima persona il proprio capitale, piccolo o grande che sia, e che ha decisamente elettrizzato il folto pubblico presente.

Milano  10 giugno 2009

a cura dell'uficio stampa della CUB

Ascolta l'intervista al prof. Beppe Scenza

 

 

 

 

 

 

 

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